Archivi del mese: maggio 2011

Dubbi vittoriosi

Sotto con l’analisi del voto, ce ne sono a centinaia pronte da leggere. In sintesi dicono tutte: “ciao ciao silvio, mandaci una cartolina da Hammamet”

Guardando però agli sconfitti, vengono fuori dubbi atroci. La base di pdl e lega si sfoga sul web, uno dei ritornelli principali è questo:

 

 

Quante volte dopo le vittorie di Berlusconi abbiamo commentato: “gli italiani non capiscono un cazzo”. Ora si sono invertiti i ruoli e la cosa è angosciante. Siamo come loro? Sono come noi? Io ho paura.

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Forza coppa Italia

E allora ce stavano quelli del Milan no, quelli che tifano per un volantino elettorale, che tanto bene quest’anno hanno vinto il campionato, e allora l’anno scorso glie rodeva tanto che c’era l’Inter che ha vinto tutto, e Mourinho gli aveva detto “voi zeru tituli”. E insomma quelli del Milan avevano fatto la maglietta con scritto “e voi zero tituli”, però non se ricordavano che tanto bene c’era la Coppa Italia, l’Inter però lo sapeva e l’ha vinta. E adesso quelli del Milan so sempre campioni d’italia, volantini elettorali di Berlusconi, e domani la moglie per pranzo gli cucina la zuppa de mmerda.

milan zeru tituli

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La marcia del fare

Treviso è un posto dove la lega nord, due settimane fa, ha preso il 45% dei consensi.  Oggi tremila imprenditori veneti vi hanno manifestato, in corteo, come gli operai. In testa a tutti la loro rappresentante, Marcegaglia, donna che da tempo ormai bacchetta il governo.

Loro sono quelli che invocano la politica del fare, quelli del miracolo del nord est, quelli che lavorano senza troppe chiacchiere. Anche 20 ore al giorno se serve. Le loro richieste sono, testualmente:

In questa marcia silenziosa non chiediamo niente, se non il rispetto per quello che facciamo.

Il nostro spirito di collaborazione resiste, ma vogliamo far vedere quanto siamo in difficoltà ora.

È la marcia della volontà, del fare. Non è una protesta, ma un incitamento a fare.

L’idea della marcia è buona. Almeno ha il merito di muovere le acque perchè abbiamo esaurito la pazienza.  Perchè io sono tra quelli che aveva creduto a questo governo, ma ora non più. Non ha fatto abbastanza.

Adesso tocca a noi imprenditori dare il segnale che bisogna cambiare e anche in fretta.

Niente striscioni, niente slogan ma il segnale è forte

Ad ogni convention di Confindustria è un fiorire di parole quali “concreto”, “fare”, “problemi reali”. Sono scesi in piazza ad urlare le loro ragioni. Negli ultimi anni i loro rappresentati politici hanno usato le stesse parole, oltre a riforma, sviluppo, crescita. Cosa ci sia dietro tutto ciò, non è dato saperlo. Di sicuro c’è che non sopportano gli slogan e le frasi fatte.

I partecipanti più in vista di questa protesta sono Benetton, Zoppas, Riello e tanti altri. Cercando su google i loro nomi, insieme al termine “delocalizza”, si scoprono tante cose simpatiche. Hanno tutti delocalizzato, chi in Serbia, chi in Cina, chi in Romania. Le fabbrichette del nord-est sono tutte fuori dall’Italia, i loro proprietari però chiedono rispetto per quello che fanno. Non si capisce se andranno anche loro a vivere in Cina e in Romania, data l’insoddisfazione nel vivere in Italia. Hanno patrimoni nell’ordine dei miliardi di euro, ora però chiedono a gran voce “crescita!”.  Chiedono solo che i loro averi continuano ad aumentare dello stesso passo in cui lo hanno fatto in questi ultimi anni.

Questa è la classe dirigente italiana. Quella che se leggesse queste righe risponderebbe senza esitare: “parli facile te! Cosa ne sai cosa vuol dire lavorare!” Non hanno neanche torto, purtroppo quelli che lo sanno cosa vuol dire vivono a migliaia di km da qui e in italiano sanno solo dire “Zoppas li fa e nessuno li distlugge”.

Nota: il ministro Sacconi ha così commentato la protesta degli industriali: “è positiva e sacrosanta”

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Se vince

la russa pisapiaLa storia, in questi ultimi tempi, l’hanno scritta a Milano. Due fazioni contrapposte, due sogni per un mondo nuovo. L’anno scorso c’era Mourinho contro l’italia gobba, quella che ruba con orgoglio, perché tanto lo fanno tutti. Quest’anno c’è Pisapia contro Berlusconi, perché la Moratti è solo un prestanome sfigato. Prima della finale di Champions, parlavano solo i gobbi, o milanisti che dir si voglia. Da lì in poi sono piombati nel silenzio. In questa campagna elettorale si sono sentite solo le grida di Silvio, le minacce di zingaropoli e terroristi islamici in piazza Duomo. A differenza della notte di Madrid, qui ancora non si sa come va a finire.

Se vince Pisapia, però, la storia cambia. Addio Silvio, addio Lega, addio piagnistei, addio alla politica del fare, addio ai problemi concreti del paese che guarda caso sono sempre la magistratura e le imprese che non sono libere. Tanti cari saluti a Ferrara, Feltri, Belpietro, Sgarbi (già morto ma meglio infossarlo di parecchi metri), Vespa, Signorini, Bondi, Cicchitto, Scajola, Lupi, le donne parlamentari del pdl tutte bonazze con la voce stridula, Calderoli, Borghezio, Bossi (padre e figlio). Perché se cade Silvio muore anche la lega, senza la forza mediatica del capo delle tv e dei giornali le camicie verdi non hanno futuro. Chi dirà più agli italiani che siamo pieni di zingari, islamici, gay, lesbiche, pedofili (non preti)?

Se vince Pisapia dovremo stare tutti attaccati alla tv, a vedere La Russa che maschera la rabbia con sorrisi autoironici imbarazzanti, come lo sfigato della classe che vuol risultare simpatico facendo battute sul suo autoerotismo. Il tg4 farà uno share mai visto, Blob sfornerà una puntata capolavoro. I negri invaderanno Milano, in testa a tutti Balotelli che in piazza Duomo salterà palla al piede tutti i turisti, quindi sombrero alla madonnina e palla all’incrocio delle guglie.

Se vince Pisapia ci passeranno davanti, in pochi minuti, venti anni di turiploqui berlusconiani. Venti anni di contraddizioni, menzogne ripetute fino allo stremo per farle diventare realtà. Vedremo tanti signorotti cambiare bandiera, perché il signorotto deve andare dove tira il vento se vuole arricchirsi, e godremo della loro meschinità.

Tutti in silenzio questo week end, dunque. Perché se vince Pisapia, tutti i berluscones si porta via.

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Mi faccio da sola

rabarama marchetta

la scultrice Rabarama

La donna artista di sinistra, che passione. Lo spunto per parlare di questa categoria lo offre una notizia da Firenze: per le vie della città sono state installate delle sculture di tal Rabarama, al secolo Paola Epifani. L’assessore alla cultura contesta questa esposizione dicendo: “è una marchetta, è una raccomandata”. La risposta dell’artista è quello che ci serve per delineare la categoria:

l’assessore del comune di Firenze appartiene alla cultura di un’altra figura maschilista balzata in questi giorni al disonore delle cronache. Mi riferisco  proprio a Dominique Strauss Khan che aggredisce le donne fisicamente, mentre il signor da Empoli lo fa a parole. Non credo che avrebbe usato il termine ‘marchetta’ se si fosse riferito a un uomo. Insultare me, che sono una donna, deve essergli sembrato molto normale. Complimenti.

Di donne artiste di sinistra ce ne sono a vagonate, basta girarsi intorno. Magari non sono famose per la loro arte, ma dentro di loro sentono di avere un qualcosa in più. Vivono in mezzo a noi, ogni giorno. Sono belle, o almeno piacenti, ma odiano con tutto il cuore quelle donne che usano la loro bellezza per fare carriera. Loro usano altro, hanno una testa che funziona, non sono stupide segretarie in minigonna. Certo, qualche volta la mettono anche loro la minigonna, perché in fondo che male c’è.

La risposta della donna artista di cui sopra contiene tutte la caratteristiche del personaggio. Le è stato detto di essere una raccomandata, e che la sua esposizione è una marchetta, termine molto usato in politica, maschi o femmine che siano. Prima accusa di risposta è: “maschilista”. Per una donna artista di sinistra, chiunque la critichi è un maschilista. Poi rincara la dose, è uno stupratore. Perché gli uomini delle donne vogliono solo il corpo, con violenza se possibile.  D’altronde cosa vuoi dire a uno che usa il termine “marchetta”. Di risposte nel merito non ce ne sono, perché alla donna di sinistra artista e piacente nessuno la raccomanda, lei si è fatta da sola. Di sicuro non se la fanno gli altri: lei non vende il proprio corpo, sebbene, guarda caso, sia sempre piena di uomini intorno; certo, il mondo è maschilista, dirà lei, per forza ho tanti uomini intorno. Uomini a cui non la darà mai, al massimo gliela promette, e per questo le offriranno occasioni e opportunità, perché è brava e merita, e perché forse, un giorno, per riconoscenza, potrebbero finalmente averla ignuda nel letto.

La donna artista di sinistra è un male da estirpare, una battaglia di civiltà. Non date cibo alle donne artiste di sinistra.

P.S.: le donne artiste di sinistra sono sempre sposate con personaggi provenienti da Bastia Umbria, con la golf nera ribassata doppio scarico e vasco o gigi d’agostino a palla.

P.P.S.: la scultrice in questione è solo uno spunto. Potrebbe non essere una donna artista di sinistra, sebbene, come si suol dire, gli atti n’en beglie.

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Pisapia in maglia rosa

pisapia in maglia rosaE’ la settimana delle imprese a sorpresa. Dopo Contador, ecco Pisapia. Tutti e due sono partiti su strade quasi piatte, e per questo poco selettive, dove conta avere la squadra che ti ripara dal vento e ti porta su. La Moratti è rimasta piantata tra le sue chiacchiere, attacco deciso di Pisapia ed ecco il vuoto. Berlusconi, direttore sportivo della Letizia, aveva giocato le sue palle finte su una vittoria. Ora le ha perse, per fortuna che per le notti di sesso con le veline usa la pompetta, altrimenti la sconfitta sarebbe stata senza ritorno.

Erano anni che una tornata elettorale non si rivoltava contro Silvio, guarda caso tutti anni in cui il Pd aveva imposto la sua linea come principale partito di opposizione. Ora invece vince a Milano con un candidato non in quota Pd, viene preso a pallonate a Napoli da un candidato di Idv+Sel, passa per il rotto della cuffia a Bologna, vince senza affanni a Torino, anche se con il 10% in meno rispetto alle precedenti elezioni. Il Pd ha avuto il culo di trovarsi in un gruppetto forte che lo ha portato all’arrivo in testa. Avessero scelto loro la tattica, si sarebbero staccati dopo pochi km.

La campagna stampa di Repubblica e L’Espresso contro Beppe Grillo, visto come nemico numero uno in quanto trafugatore di voti da sinistra, è mestamente fallita. Ora infatti campeggiano solo articoli dolci, con le facce dei giovani candidati del movimento 5 stelle. Ora i voti dei grillini fanno comodo, non ci si può sputare sopra. Volevano farli sembrare brocchi, invece sono ancora lì e devi convincerli a tirare altrimenti il gruppone di Silvio ti recupera.

Ricapitolando la situazione: mancano due settimane alla fine del Giro d’Italia, domenica 29 maggio a Milano ci sarà la cronometro finale. Si assegna la maglia rosa e la fascia tricolore, i favoriti sono i due che più di tutti hanno saputo stupire: Contador e Pisapia. La Moratti non starà a guardare, attaccherà senza esclusione di colpi. Accuserà Pisapia di doping, gli sgonfierà le gomme, gli purgherà la colazione. Ci vorrà una impresa per portare questa maglia rosa a Milano, ci vorranno testa e gambe. Sperando che il Pd non metta bocca sulla tattica, perché Pd è l’abbreviazione di PouliDor: ciclista degli anni ’60 amatissimo dai francesi perché arrivava sempre secondo.

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A Foggia cercano il nuovo Zuckerberg

nuovo zuckerbergLa storia del ragazzo che ci sa fare con i computer e diventa miliardario la conosciamo tutti, e in molti vorremmo imitare le gesta di persone come Mark Zuckerberg, diventato in pochi anni tra gli uomini più ricchi del mondo. Magari, perché no, un bel film che parla della nostra scalata, da piccoli signori nessuno di provincia, rimbalzati da ogni opportunità di successo, a invitati da Fazio a parlare della nostra vita.

La rete pullula di programmatori e sviluppatori, molti di loro si ritrovano nei portali per freelance, dove i clienti pubblicano annunci con i loro progetti. Una sorta di bando di concorso, chi è interessato a lavorare al progetto fa una offerta e il committente alla fine decide chi ingaggiare. In questo paese senza speranza, c’è ancora chi ha voglia di provarci. Tra i migliaia di progetti presenti su twago.com, c’è n’è uno ambizioso: creare un nuovo social network di successo. Una piccolo soffio di fiducia nel futuro di questo nostro mondo, e guarda caso sono proprio due giovanissimi (14 anni) a darcelo. Dobbiamo puntare sui giovani, loro sono l’unica risorsa per ripartire.

Ecco l’idea di due ragazzi pugliesi, volenterosi di tuffarsi nelle opportunità offerte dal mondo della tecnologia:

sono un ragazzo di 14 anni, mi chiamo Stefano e vengo da Foggia. cercavo due esperti porgrammatori, in quanto ho in mente un progetto che prevede la creazione di un sito web collegato ad un social network e un negozio online. ho già una squadra di tre componenti: due esperti di computer e me stesso. io ed uno dei due esperti saremo i capi, in quanto i primi ad entrare nel progetto. vorrei stanzaire un budget di 10000, in quanto la prima volta che ho stanziato un progetto su qesto sito con budget di 100€ non ho avuto molte soddisfazioni. chi intende partecipare al progetto dovrà firmare un accordo che prevede termini legali decisi da me e il mio socio. per il sito si dovranno creare molte cose per questo richiedo competenze molto estese. non ‘ la prima volta che pubblico un progetto su questo sito ma puntualmente ricevo molte offerte che poi nln compaiono più. ripeto: CERCO TRE ESPERTI CON COMPETENZE MOLTO ESTESE. PER QUnto riguarda i pagamenti ci sarà da discutere. io e il mio socio abbiamo firmato un accordo che prevede la compropretà del sito, per questo chi vorrà entrare nel progetto(non più di tre persone) riceverà un normale stipendio solo quando i primi guadagni si faranno sentire.

grazie e distinti saluti

Se siete esperti con competenze estese, affrettatevi.E’ il progetto del secolo.

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