La marcia del fare

Treviso è un posto dove la lega nord, due settimane fa, ha preso il 45% dei consensi.  Oggi tremila imprenditori veneti vi hanno manifestato, in corteo, come gli operai. In testa a tutti la loro rappresentante, Marcegaglia, donna che da tempo ormai bacchetta il governo.

Loro sono quelli che invocano la politica del fare, quelli del miracolo del nord est, quelli che lavorano senza troppe chiacchiere. Anche 20 ore al giorno se serve. Le loro richieste sono, testualmente:

In questa marcia silenziosa non chiediamo niente, se non il rispetto per quello che facciamo.

Il nostro spirito di collaborazione resiste, ma vogliamo far vedere quanto siamo in difficoltà ora.

È la marcia della volontà, del fare. Non è una protesta, ma un incitamento a fare.

L’idea della marcia è buona. Almeno ha il merito di muovere le acque perchè abbiamo esaurito la pazienza.  Perchè io sono tra quelli che aveva creduto a questo governo, ma ora non più. Non ha fatto abbastanza.

Adesso tocca a noi imprenditori dare il segnale che bisogna cambiare e anche in fretta.

Niente striscioni, niente slogan ma il segnale è forte

Ad ogni convention di Confindustria è un fiorire di parole quali “concreto”, “fare”, “problemi reali”. Sono scesi in piazza ad urlare le loro ragioni. Negli ultimi anni i loro rappresentati politici hanno usato le stesse parole, oltre a riforma, sviluppo, crescita. Cosa ci sia dietro tutto ciò, non è dato saperlo. Di sicuro c’è che non sopportano gli slogan e le frasi fatte.

I partecipanti più in vista di questa protesta sono Benetton, Zoppas, Riello e tanti altri. Cercando su google i loro nomi, insieme al termine “delocalizza”, si scoprono tante cose simpatiche. Hanno tutti delocalizzato, chi in Serbia, chi in Cina, chi in Romania. Le fabbrichette del nord-est sono tutte fuori dall’Italia, i loro proprietari però chiedono rispetto per quello che fanno. Non si capisce se andranno anche loro a vivere in Cina e in Romania, data l’insoddisfazione nel vivere in Italia. Hanno patrimoni nell’ordine dei miliardi di euro, ora però chiedono a gran voce “crescita!”.  Chiedono solo che i loro averi continuano ad aumentare dello stesso passo in cui lo hanno fatto in questi ultimi anni.

Questa è la classe dirigente italiana. Quella che se leggesse queste righe risponderebbe senza esitare: “parli facile te! Cosa ne sai cosa vuol dire lavorare!” Non hanno neanche torto, purtroppo quelli che lo sanno cosa vuol dire vivono a migliaia di km da qui e in italiano sanno solo dire “Zoppas li fa e nessuno li distlugge”.

Nota: il ministro Sacconi ha così commentato la protesta degli industriali: “è positiva e sacrosanta”

4 commenti

Archiviato in argite, io me piasse ncolpo

4 risposte a “La marcia del fare

  1. Mimmo Carini

    Il borghese a destra fa addirittura il pugno?
    “Compagni avanti il gran Partito, noi siamo dei Lavoratori…”

  2. finché non ce liberamo de sta gente non andamo duelle

  3. positiva e sacrosanta un cazzo

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