Gimo a Pontida

Park Hotel di Ponte San Giovanni, ore 3 del mattino, 19 giugno: si parte per Pontida, dove la Lega Nord rievoca il giuramento, la cerimonia con cui i comuni lombardi sancirono l’alleanza contro il Sacro Romano Impero.

Il pullman parte in orario, alle 3.15 arriva la chiamata dalla sede nazionale della Lega Nord, è Bossi in persona.

–Alura gnari, set pront?

–Eh? Comunque noaltre sem partiti a tempo, emo lasciato via Giuanni che ier sera è gito al Billo co la moglie e non s’è sveglieto stamatina. C’emo un po’ de ciandla ma arivèmo!

Bossi riaggancia, un po’ interdetto.

All’altezza di Città di Castello sale la delegazione umbra del nord, guardando a quelli di Perugia con sospetto e a quelli di Terni con odio. A Modena prima fermata, colazione offerta dalla Lega: vin brulé. Un leghista di Castel del Piano plaude all’iniziativa ma preferisce organizzarsi da solo:

–Ma che è sta brodla? Fortuna che c’ho il torcolo ntlo zaino–

Alle 10 si intravede la tangenziale di Milano, il bus dei leghisti umbri è in fermo in coda, traffico intenso come previsto, data l’ora. I capi della sezione intrattengono i militanti per caricarli in vista del grande evento che li attendeva.

–Ragazzi, cantiamo l’inno!

Parte il coro: –Il Peruuuuuuuuuuugia è no squadroneeeeeeeeeeeee…

–Noe! Tocca cantà il Va’ pensiero!

–Ah, e chi se l’arcorda, la cantamme da giovani ai concerti dei Pooh

Ore 13, finalmente a Pontida, tutti a pranzo insieme ai leghisti di tutta la padania. Il mega calderone di polenta e osei viene portato per i tavoli e a grosse scodellate ogni piatto è pieno. Un leghista umbro apprezza il piatto tipico del suo nord, ma non è ancora molto sazio:

–Magnela tu sta sbobba! Fortuna che ho portèto sti du panini col pregiutto.–

Inizia la cerimonia, un tripudio di bandiere verdi e cori accoglie lo stato maggiore della Lega Nord. Migliaia di persone in piazza, è difficile persino capire cosa dicano dal palco. Quando prende la parola Bossi è il delirio, tutti in piedi, mani rosse dalla forza con cui applaudono. Parte di nuovo l’inno.

–Ah era quista!

Dopo il culmine emotivo dell’inno cantato tutti insieme, inziano le operazioni per il rientro. Gli umbri raggiungono il pullman e ripartono alla volta di Perugia. Arrivano ormai a notte fonda, stanchi ma felici dopo una giornata passata insieme a tanta gente e con tanta passione per i loro ideali. I rimasti a casa sono quasi invidiosi di questi intrepidi militanti, compreso Giuanni.

–Ma nsomma com’era?

–Beato te che s’è armasto a casa.

3 commenti

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3 risposte a “Gimo a Pontida

  1. Si l’è fatto daero si ‘n genio, dio ca’!

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