La vittoria di Barbetta

L’ho visto per la prima volta ad una cena per non mi ricordo quale causa (sciopero generale?), era febbraio, marzo al massimo. Borsa da adolescente a tracolla, spillette in ogni dove e volantini in mano. Barbetta rada, accento non marscianese, l’ho smascherato subito: pisano (dio lo maledica). Parlava di acqua, di privatizzazione, di quanto fosse importante andare a votare ai referendum di giugno, perché nessuno ne stava parlando.

Il referendum l’ha vinto lui, insieme a quelli come lui che l’hanno portato avanti nell’indifferenza. Non è solo una vittoria elettorale, è anche un insegnamento ai tanti amici del cosiddetto centrosinistra, da anni alla ricerca di un modo per vincere. Così si vince, amici del Pd: ascoltando.

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Archiviato in argite, il gatto Silvio

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