Perugia Santana

Ogni anno ad aprile esce il cartellone di Umbria Jazz, e il primo sguardo va ovviamente ai nomi altisonanti. Per questo 2011, oltre alla rinconferma di Rockin Dopsie Jr., il nome che saltava all’occhio era quello di Carlos Santana. Dal programma si legge che farà un tributo ai classici del rock, quelli suonati nel suo ultimo album. Per paura di soldout, compro subito il biglietto insieme agli Outlet.

Il 12 luglio è il giorno più caldo del mondo, sudore a litri e afa senza respiro. Muniti di una cena comprata da Santino, varchiamo i cancelli di ingresso alle 19.30. C’è ancora poca gente, ma un signore che parla al telefono ci fa capire di essere nel posto giusto: “oh ma tu qui sona Santana, mica Marco Baldoni!

Prendiamo posto a sedere per terra, non siamo molto sotto al palco, nelle prime file scorgo Cocomero, noto rocker marscianese, con la maglia dei Clash. Consumiamo la nostra cena frugale a base di pizza unta nel mentre ci guardiamo intorno: ai lati dell’arena ci sono stand gastronomici di ogni tipo, dall’hot dog al ristorante di lusso con trio jazz ad allietare il pasto. In quell’area sono tutti vestiti bene, maniche lunghe, pantaloni lunghi e sudore in ogni angolo di contatto della pelle. Uno sponsor offre il caffè gratis, gli Outlet approfittano.

Santana umbria jazz perugia

Chissà come si rivedrà bene

Prima del concerto i soliti roadie si beccano un po’ di applausi mentre posizionano gli strumenti, ovazione quando entra la chitarra di Santana. Lui ancora non c’è, anche se il momento sta arrivando. Quando tutti i telefonini e i biscotti digitali sono in aria, si capisce che è arrivato Santana. Viene immortalato sfuocato e sbiadito, per la gioia di chi mostrerà agli amici una foto di frittata notturna, indicando un piccolo pezzo di tuorlo e dicendo “Vedi Santana?”

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Carlos visto da Berlenga7

Il palco è di dominio di questo tizio vestito di bianco, con i capelli da Santana, il cappello da Santana e i baffetti da Santana. Intorno a lui due percussionisti, un batterista, un bassista con il look anni 80 (come ogni bassista del mondo), una seconda chitarra che poi si rivelerà anche gran cantante esibendosi in Roxanne dei Police. Completano la band il tastierista e i fiati, oltre a due tamarri ispanico-bastioli che cantano.

Si parte subito forte, con Back in Black. Gli ispanici non hanno la voce degli Ac/Dc, ci pensa Santana a non far rimpiangere nulla.  Poi si passa ai classici di Santana, li fa più o meno tutti. Sul cartellone c’era scritto in modo generico: “Santana suona i classici del rock”. Era ovvio come la metà dei classici del rock fossero proprio canzoni di Santana.

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Light and love

Con Black Magic Woman arrivano al culmine, la forza di questo pezzo è da lacrime. Ascoltandolo ho una voglia matta di ricominciare a giocare a Guitar Hero. Si continua con Oye Como Va, Maria Maria, Corazon Espinado, quindi un lungo discorso pacifista prima di Europa, canzone dedicata per l’occasione ad un parcheggio perugino. Santana cita le tre persone che secondo lui hanno cambiato il mondo: San Francesco d’Assisi, Madre Teresa di Calcutta e John Lennon di Liverpool.

Al posto della consueta pausa, necessaria per fare due ore e mezzo di concerto, ci sorbiamo un solo di batteria della moglie di Santana, una certa Cindy. Suona bene, ma non è Bonham. Scende la moglie dal palco, sbaciucchiando un po’ il marito, e si ricomincia. Il caldo comincia a diventare una morsa, si muove aria solo quando il resto del pubblico salta. Dio lo benedica.

Santana Umbria Jazz Perugia

L'anima sacrificata al rock

Una finta fine del concerto prima del bis, con Soul Sacrifice. Vibra tutto, percussioni, organo, batteria, gente, menti. Sul megaschermo le immagini di quando la suonavano a Woodstock. Una lunga maratona dal 69 ad oggi, in mezzo ci infilano di tutto, Police compresi. Siamo sudati, sfiancati e meravigliati. Quel baffetto visionario e tamarro ci ha fatto del male, facendoci capire che solo lui, e nessun altro, è Santana. Esco dall’arena in mezzo al fiume del pubblico, inebetito da questa verità. Sembra la fine, ma non è così: con una Black Magic Woman posso anche io cambiare il mondo.

5 commenti

Archiviato in biografologia

5 risposte a “Perugia Santana

  1. articolo scritto col giusto piglio. bbbravi tutti.

  2. Mimmo Carini

    Santana < Rock < Cocomero

  3. cicci

    E allora un grazie a Cocomero, ma soprattutto a Santana, per aver ucciso Umbria Jazz.
    Sotto con Erika Mastrini. Ligio will never die

  4. Non faccio l’avvocato del diavolo, ma Cocomero a Woodstock mica c’era

  5. ‘Nsomma te s’i divertito, tà Umbria Pop.

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