Tutti pazzi per Codazzi

Foto by sagra della rucola

Quando la prima cosa che viene in mente dopo un concerto è l’orgoglio di dire “Io c’ero”, significa che sul palco si è esibito un mostro sacro. Così è stato per Omar Codazzi, nella sua unica data umbra a S.Andrea d’Agliano, all’interno della celebre sagra della rucola. Prima di ieri, il grande pubblico non aveva idea di chi fosse Omar. Eppure ha un seguito non da poco, gente che da Roma si è mossa fino alla periferia di Perugia per sentirlo cantare, intere famiglie già pronte sotto al palco due ore prima dell’esibizione.

Arriva l’ora dell’inizio, luci puntate al centro, fumo, ed ecco Omar. Gli applausi più calorosi vengono soprattutto dalle signore, tutte dalla mezza età in su. Anche il pubblico maschile è coinvolto, con più discrezione ma non senza meno trasporto. Alcune canzoni si ballano, ma la maggioranza sta tutta in  piedi di fronte al palco, pende dalle labbra di Omar. Si parte con le canzoni dell’ultimo album, a partire da Stupido io, quindi gli altri grandi successi, come Profumo di mamma, canzone che fa letteralmente sciogliere le signore presenti.

Foto by sagra della rucolaOmar Codazzi non è solo un cantante, sa intrattenere il pubblico e porta avanti i suoi valori. Per farlo scende in mezzo alla gente, alla sua gente, che lo conosce e lo segue da anni. Mezza pista da ballo è occupata solo da lui, in camicia bianca e faro puntato addosso. Introduce ogni sua canzone parlando dei temi che tratta. Per eseguire “Bambini del mondo” mette intorno a sé una quindicina di pargoli e gli fa fare il girotondo. Lui in mezzo parte con i suoi versi, dedicati ai bambini del mondo, portatori di luce e pace. Poi tocca all’impegno sociale con “Morti bianche”, preannunciata da un attacco ai calciatori di serie A in sciopero. Nonostante questo, Omar sarà in campo, la prossima settimana, per una partita di beneficienze insieme ai giocatori del Cesena, squadra di serie A. La pista da ballo è di fronte alla chiesa di S.Andrea, perciò non può non eseguire “Santo Padre Pio”, canzone dedicata al frate di Pietrelcina e piena di parole forti come macigni: “come Francesco hai ricevuto quei chiodi…”

Finito il concerto, l’orchestra riprende con i balli di gruppo, mentre Omar rimane in mezzo alla gente per foto e autografi. Non lo vedremo a Sanremo, neanche in tv. Omar vuole stare con il suo popolo, racconta di aver ricevuto offerte milionarie per entrare in politica, ma ha rifiutato sempre. Il suo posto è qui, in mezzo a noi. Questa è la musica di cui non si parla, quella di cui i giovani di oggi avrebbero un gran bisogno.

2 commenti

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2 risposte a “Tutti pazzi per Codazzi

  1. Mimmo Carini

    Grandissimi occhiali.

  2. ada bo

    omar codazzi e’ l’unica voce, e’ l’unico artista all’altezza di san remo. Nessuno e’ meglio di lui, ada bo

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