Archivi del mese: settembre 2011

Stalking Belgium

Il simbolo del Belgio: un venditore ambulante di escargot

Sono mesi, anni, che riceviamo ordini dall’Europa. I titoli dei giornali del tipo “Monito da Bruxelles” non si contano più, l’Europa è un’entità invocata a gran voce da chi vuole una Italia più civile. Approfittando di una occasione a caso, laurea estera di ragazza sarda, mi sono aggregato ad un gruppo vacanze con destinazione Belgio.

Ogni volo per Bruxelles porta con sé l’atmosfera di austerità necessaria: i passeggeri sono ordinati, puliti, rispettosi e silenziosi. Il gruppo vacanze Pisa-S.Giusto ha rotto qualsiasi convenzione. Per partire subito carichi è stato indetto il concorso: “vinci un prosciutto se ottieni il numero di una hostess”. Appena saliti, però, le hostess ci hanno già bollato, non hanno gradito il clima da gita delle medie. A poco è servito cercare accordi del tipo “dammi il tuo numero e avrai mezzo prosciutto”. Continua a leggere

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Archiviato in argite, biografologia

Gian Piero Einstein

Quindi pare, leggendo Repubblica.it, che Einsten si fosse sbagliato. Da oggi non diremo più “ti credi di essere Einstein?” Un gruppo di ricercatori di Cern (Svizzera) e Infn (Italia), misurando la velocità dei neutrini, l’hanno trovata superiore a quella della luce. Lo hanno fatto sparando questi neutrini dalla Svizzera al Gran Sasso, e già sapere che si può attraversare mezza italia a questa velocità è sensazionale. Nei precedenti esperimenti i neutrini viaggiavano in treno, con Einstein a dormire sonni tranquilli. Sì perché il buon Albert, con la sua relatività, prese la velocità della della luce come limite invalicabile. D’altronde conoscendo Trenitalia, sapeva che al Gran Sasso non ci arrivi in almeno 24 ore, con 4 cambi e al costo di una tombola. Ora però è stato smentito, o meglio, corretto. Secondo la relatività, un corpo per viaggiare ad una velocità superiore a quella della luce dovrebbe aver massa infinitamente grande, ma così è stato dimostrato non essere. La prima conseguenza di una scoperta simile è la possibilità di viaggiare nel tempo; Marchionne ha già annunciato la produzione della De Lorian, però prima deve poter licenziare tutti i lavoratori della Lombardia, altrimenti non se ne fa niente. Confindustria è d’accordo: “non possiamo fermare il progresso”.

Mentre Einstein viene relegato a quello che era prima di essere un genio, ovvero un impiegato delle poste, un altro capello bianco è stato preso e sbattuto nel dimenticatoio. Gasperini non è più l’allenatore dell’Inter, ma nessuno si era accorto che lo fosse, neanche lui. Arrivò a Milano già triste,  ha perso 3 partite e l’hanno cacciato. Un trattamento molto peggiore di quello riservato ad Einstein. Gasperini non ha certo parlato di particelle e velocità della luce, ma ha pagato le sue dichiarazioni su Alvarez a inizio stagione (“è davvero forte”). La scienza ha mostrato che un giocatore, per essere lento come Alvarez, dovrebbe avere massa infinitamente grande. Siccome Alvarez pesa sì è no 70kg, Gasperini è stato esonerato, entrando di diritto nella schiera degli eroi sfortunati. Per questo non lo dimenticheremo, perché noi da sempre stiamo con Willy il coyote: sfidiamo la scienza ogni giorno per acchiappare quello struzzo maledetto.

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Ania la rossa

Anastasia felice todi

Rossa, fatale, pienotta. Ania era una donna senza mezze misure, dallo stile inconfondibile. Figlia della borghesia storica, era stata educata per essere, in ogni momento, la donna più desiderata della città. Non aveva bisogno di lavorare, si manteneva rivendendo i regali che i corteggiatori le facevano arrivare ogni giorno. Gioielli, vestiti, viaggi: accettava tutto, tranne il mittente. Solo le le rose non amava, perché non poteva rivenderle; poi conobbe un bengalese e lo convinse che per poterla amare doveva prima vendere tutte le rose del mondo ai passanti.

Di uomini intorno ad Ania ce n’erano a bizzeffe. Damerini, dandy, popolani, voleva conoscerli tutti, anche se poi finiva sempre allo stesso modo. Li scartava. Non erano alla sua altezza. Troppo basso, troppo piatto, troppo noioso. La maggior parte di loro neanche veniva degnata di un saluto, quando si presentavano Ania gli rideva in faccia. In pochi riuscivano a parlarci. Le storie di alcuni di questi meritano di essere raccontate. Continua a leggere

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Sapresti riassumere Berlusconi?

Lo conosciamo da venti anni. Lo abbiamo sentito dire di tutto. Gli abbiamo augurato i peggiori mali del mondo, ci siamo chiesti chi lo abbia votato, ci siamo identificati in lui, ci siamo schifati di lui. Ora diciamo che è in crisi, non è più credibile, al capolinea, fritto. Ma è ancora lì, non c’è voto di fiducia in grado di farlo sparire. Il perché di tutto questo è semplice, lo si dimostra su noi stessi con un amabile test. Un test di cui nessuno è mai riuscito a dare la soluzione. Ma la svolta sta proprio qui. Una volta trovata, riusciremo a lasciarcelo alle spalle.

Poniamo che io sia berlusconiano. Sapresti, con poche righe (massimo 5), spiegarmi cosa ha che non va?

La sfida è lanciata, ora provateci voi. La migliore risposta verrà affrescata sulla faccia della Marcegaglia.

Suggerimento: dare la risposta può sembrare semplice, di primo acchitto. Poi però rileggetela dieci volte.

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Full Sguattera

La sguattera in una foto di repertorio

 

Tre anni fa era un pesce d’aprile, oggi è una notizia. La Sguattera è piena. Tra non si sa bene quanti mesi darà alla luce il piccolo Lothar (se maschio) o Recoba (se femmina). Tutta Casapiddu, in collegamento satellitare, ha accolto la novità con gioia e tripudio: è il primo erede della dinastia dei pidduisti. La tabella di marcia sta venendo rispettata, le previsioni parlavano di: Sguattera con casa, marito e figli, Rambo morto, Mangi morto, Ragazzo Strambo morto, Jorgio boh.

Il pargolo della Sguattera sarà il primo fortunello a ricevere una educazione diversa da quella classica. I pidduisti stanno già scrivendo il libro: “educare un figlio è facile se sai come farlo”, il testo sarà suddiviso in quattro sezioni. Nella prima, vita in casa, il Mangi spiega le regole di base del vivere civile attraverso poche semplici domande e risposte. Ad esempio “il pranzo è pronto, come si dice?” “Era ora!” oppure “Se ti scappa la pipì dove la fai?” “Negli angoli!”. Nella seconda sezione si passa alla psicologia, a cura di Rambo. Vi sarà descritto come fare di un figlio una perfetta copia di sé stessi, migliorata con tecniche di guerra mentale a suon di insulti forbiti. Presente anche una appendice su come dormire dopo cinque minuti di televisione e un prontuario su come impedire alla mamma di vedere le telenovelas. La vita mondana sarà trattata dal Ragazzo Strambo: si partirà da come rimorchiare donne al Vanilla (saletta dell’Etoile54) fino a come diventare una rockstar in poco tempo. A Jorgio tocca la parte tecnica invece, dall’utilizzo degli elettrodomestici per esperimenti scientifici fino alla programmazione funzionale su linux. Molto spazio verrà dedicato al microonde (detto Invenchetor), fondamentale per far bollire la marmellata all’interno di un saccottino.

Il primogenito della Sguattera chiude dunque un’epoca, quella della giovinezza, aprendone un’altra. Ci stiamo riproducendo. Auguri a tutti.

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Novanta che paura

Rolling stone, al singolare, non è un gruppo musicale ma una rivista che parla di musica. Sono americani, perciò come al solito dettano al mondo le linee da seguire. Qualche giorno fa è uscito un articolo con i risultati di un sondaggio: vota le peggiori canzoni degli anni 90. I risultati sono impietosi per una generazione intera, quella nata negli anni 80. Scorrendoli uno ad uno si riconoscono tutti, a partire da What’s Up delle 4 Non Blondes, la canzone proposta da ogni voce femminile al mondo che voglia cantare in una band. L’umiliazione viene dalla coscienza di aver ascoltato, ballato, fischiettato, ognuna di quelle canzoni.

Gli anni 90 sono cominciati con Totò Schillaci e finiti con Fifa 99 e Ronaldo che non aveva concesso i diritti d’immagine, perciò si chiamava Silva e aveva i capelli biondi lunghi. Una delle canzoni del videogame era Thumbthupting dei Chambawamba, quinta peggiore canzone del decennio. In questo decennio è cresciuta la giovine italia di oggi, in mezzo a regole di ferro. Poco importa se erano gli anni di Tangentopoli prima e di Berlusconi dopo, le leggi dello stato passavano in secondo piano rispetto a quelle sociali. Sulla musica non si poteva sgarrare molto, una certo genere non poteva essere ignorato. Poi certo, c’erano i Nirvana, gli Smashing Pumpkins, i Radiohead, ma quelli al massimo li ascoltavano i più grandi. Forse all’università, entità astratta dove non esisteva educazione fisica come materia.

La canzone più brutta degli anni 90, secondo Rolling Stone, è quella su cui non ci si può trovare d’accordo. Passi My Heart will go on (settima classificata), colonna sonora di Titanic: rivedendolo dopo più di dieci anni ci si può pure sorridere su, pensando a quante amichette piangevano per la morte di Di Caprio. Prima classificata è invece una canzone pompata a mille in luoghi come il Getton Box o lo Studio54; non sono locali ma autoscontro. Sì perché a 14 anni si andava il sabato pomeriggio ai baracconi,  il luna park di Perugia, e i più fichi e cattivi si ammassavano intorno alla pista mentre il dj mandava a tutto volume Barbie Girl degli Aqua. Gli ancora più fichi sapevano il testo e lo sapevano tradurre.

Dunque, caro Rolling Stone, vedi di rivedere le tue idee, perché la prossima classe dirigente della nazione che duemila anni fa dominava il mondo è cresciuta rispettando la musica spazzatura da te tanto denigrata.

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Il problema di Alan

Alan pettinato come Gianni Morandi

Alan era uno dei pochi, nel 1936, ad avere una macchina. Quando non aveva da studiare, la usava per andare in giro con il suo amico, il Roscio di Mugnano (piccolo paesino vicino al lago di Loch Ness). Durante i loro viaggi parlavano tutto il tempo, però di argomenti diversi: Alan disquisiva di roba complessa, matematica e chissà cosa altro, il Roscio parlava di vita, donne, soccer, pub e politica.

Il problema di Alan era l’indecisione, anche il dettaglio più piccolo diventava un bivio insormontabile. Continua a leggere

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