Novanta che paura

Rolling stone, al singolare, non è un gruppo musicale ma una rivista che parla di musica. Sono americani, perciò come al solito dettano al mondo le linee da seguire. Qualche giorno fa è uscito un articolo con i risultati di un sondaggio: vota le peggiori canzoni degli anni 90. I risultati sono impietosi per una generazione intera, quella nata negli anni 80. Scorrendoli uno ad uno si riconoscono tutti, a partire da What’s Up delle 4 Non Blondes, la canzone proposta da ogni voce femminile al mondo che voglia cantare in una band. L’umiliazione viene dalla coscienza di aver ascoltato, ballato, fischiettato, ognuna di quelle canzoni.

Gli anni 90 sono cominciati con Totò Schillaci e finiti con Fifa 99 e Ronaldo che non aveva concesso i diritti d’immagine, perciò si chiamava Silva e aveva i capelli biondi lunghi. Una delle canzoni del videogame era Thumbthupting dei Chambawamba, quinta peggiore canzone del decennio. In questo decennio è cresciuta la giovine italia di oggi, in mezzo a regole di ferro. Poco importa se erano gli anni di Tangentopoli prima e di Berlusconi dopo, le leggi dello stato passavano in secondo piano rispetto a quelle sociali. Sulla musica non si poteva sgarrare molto, una certo genere non poteva essere ignorato. Poi certo, c’erano i Nirvana, gli Smashing Pumpkins, i Radiohead, ma quelli al massimo li ascoltavano i più grandi. Forse all’università, entità astratta dove non esisteva educazione fisica come materia.

La canzone più brutta degli anni 90, secondo Rolling Stone, è quella su cui non ci si può trovare d’accordo. Passi My Heart will go on (settima classificata), colonna sonora di Titanic: rivedendolo dopo più di dieci anni ci si può pure sorridere su, pensando a quante amichette piangevano per la morte di Di Caprio. Prima classificata è invece una canzone pompata a mille in luoghi come il Getton Box o lo Studio54; non sono locali ma autoscontro. Sì perché a 14 anni si andava il sabato pomeriggio ai baracconi,  il luna park di Perugia, e i più fichi e cattivi si ammassavano intorno alla pista mentre il dj mandava a tutto volume Barbie Girl degli Aqua. Gli ancora più fichi sapevano il testo e lo sapevano tradurre.

Dunque, caro Rolling Stone, vedi di rivedere le tue idee, perché la prossima classe dirigente della nazione che duemila anni fa dominava il mondo è cresciuta rispettando la musica spazzatura da te tanto denigrata.

3 commenti

Archiviato in argite, biografologia

3 risposte a “Novanta che paura

  1. Cranberries, Heroes del Silencio e Bon Jovi graziati?

  2. Ma sanno un cazzo questi, dai.

  3. Mimmo Carini

    Della serie “Flea (dei Red Hot Chili Peppers) è il miglior bassista al mondo”.

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