Reclaim Halloween

Classica serata halloween, persone mascherate: 2

Il dolcetto o scherzetto è arrivato anche da noi. Una tradizione consolidata in pochi anni, ma ormai riconoscibile a tutti gli effetti. Ieri sera anche per le strade di San Martino in Campo, il posto più lontano in assoluto dagli Stati Uniti, alle undici di sera c’erano ancora bambini, vestiti da streghe e accompagnati da genitori, in giro a bussare alle porte. Certo, ancora ci sono cose da sistemare. In molti non erano preparati con i dolcetti classici, e per evitare lo scherzetto si sono dovuti arrangiare a dare ai bambini quello che rimediavano in frigo. Molta la delusione di chi ha ricevuto una fettina congelata. Problemi anche in molte case di anziani, dove alle undici di sera già si dormiva. Allo scampanellìo dei piccoli zombie alcuni hanno risposto con una bestemmia, e per questo anche la Chiesa condanna Halloween con fermezza. Ma la Chiesa nei secoli si è opposta anche a Galileo, al Rock e al sesso: tutto fa pensare che anche Halloween sarà un successone.

La critica alla notte delle streghe, di chiara importazione americana, va molto anche tra gli ambienti intellettuali. Non è una nostra tradizione, io da piccolo non andavo in giro mascherato il 31 di ottobre, è una moda stupida, senza senso. Fanno discutere i bambini italiani in giro per le case come nei telefilm americani, dove andremo a finire. Nel frattempo noi grandi, ad ogni capodanno che il signore manda in terra, facciamo il trenino samba cantando peppe-pepepepè.

Il punto su Halloween è in realtà un altro. La generazione che ha conosciuto Halloween per prima siamo noi, cresciuti con i telefilm americani degli anni ’80 e ’90. Andavano in onda in periodi casuali, perciò la puntata sulla notte delle streghe capitava a maggio, però la curiosità verso quella tradizione bislacca ce l’abbiamo avuta prima noi. Ma a scuola le maestre non ci facevano fare le zucche con le candele dentro, a noi quando arrivava novembre ci toccava raccogliere le foglie cadute e catalogarle. Ogni anno sempre le stesse, il tiglio, l’ippocastano, quindi appiccicatele sul cartellone, non sporcatevi, scriveteci un riassunto. Halloween è nostra, ce l’hanno fatta sognare per poi regalarla ai bambini di oggi. Anche in questo siamo la generazione rimasta in mezzo.

I tentativi di provare a riprenderci questa festa sono velleitari. Ieri sera a Perugia c’era una supermegafesta in un posto dal nome infelice, la City. Non avrebbe niente di male se non fosse che “siti” in perugino significa “puzzi”. A questa supermegafesta la percentuale di mascherati era del 10%. Il resto era vestito come in un normale sabato sera. Mascherati e normali si tolleravano, ma con diffidenza. Gli animatori erano vestiti da mostri con i pettorali e accendevano fuochi d’artificio, spargendo odore di polvere da sparo, ma la serata sembrava niente di diverso dalla solita discoteca. Qualcuno fingeva di divertirsi, per non apparire poco sorridente nelle foto ufficiali. Di americano a questa festa c’era solo il pagamento per l’uscita, come la cauzione nelle carceri: ingresso gratuito, uscita dieci euro.

Halloween è la nostra. Gli special dei Simpson li abbiamo visti noi per primi, registrandoli se da scuola tornavamo troppo tardi per vederli. Il video di Thriller faceva paura a noi. Invece ci tocca sorbirci i gusti della generazione precedente, le feste da quarantenni affamati di gioventù, con i balli latino americani e le coetanee che sognano il brizzolato facoltoso e gentile. Non ci hanno lasciato niente, neanche le bucciottate.

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2 commenti

Archiviato in argite, espressioni che mi stanno sul cazzo

2 risposte a “Reclaim Halloween

  1. PIFF ONE

    fortuna il digei

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