Qualcuno come te

E’ la canzone che va per la maggiore adesso, il titolo è Someone like you e la cantante è Adele. La mandano dappertutto. Radio, tv, facebook la rimbalza di profilo in profilo. Su youtube è pieno di ragazze armate di chitarra e webcam, pronte a reinterpretarla: sono tutte strafiche dotate di voce clamorosa, ed è forse questo il segno più grande della potenza di questa canzone. Adele ha una voce profonda e graffiante, di quelle da cantante pop ma non troppo, è accompagnata solo da un pianoforte, a ricreare quell’atmosfera di confidenza. E’ la canzone più dedicata dell’ultimo mese, e non poteva essere altrimenti. C’è solo un dettaglio, trascurato come spesso succede a noi italici: è una canzone davvero triste. Racconta la storia di una che ripensa al suo ex e gli dice di non preoccuparsi, perché ne troverà un altro come lui. Una alla frutta insomma, non è proprio il massimo da dedicare a chicchessia. Ma non importa, perché la voce, il piano, l’armonia, è tutto così romantico.

Succede spesso di adagiarsi sulle convinzioni. A Genova si pensava che se costruivano ovunque, vuol dire che era tutto sicuro. Lo saprà bene chi progetta palazzi, chi li autorizza e chi li vende, avranno studiato il territorio, i fiumi e i pericoli. Così come il nostro premier sapeva di cosa parlava quando chiese il nostro voto, sapeva di poterci dare un milione di posti di lavoro, le città più sicure, meno tasse per tutti. Non c’era motivo di preoccuparsi, c’erano cose molto meno noiose da fare. E le abbiamo fatte.

Poi un giorno arriva la pioggia torrenziale e tira giù tutto. Macchine, strade, cassonetti, gente. I fiumi spaccano gli argini e vanno dove diavolo vogliono, senza pietà. Come è stato possibile, ci avevano detto che i fiumi andavano sempre al mare, non per strada. Poi arriva la crisi economica e i posti di lavoro non ci sono, c’è rimasto giusto qualcosa gratis. I soldi calano, le tasse crescono perché  ci hanno pagato pure le zoccole, e si sa che le zoccole costano. Eppure non doveva andare così, non era previsto. Lo ha detto anche il sindaco di Genova, “una tragedia imprevedibile”.

Perché è successo, suonava tutto così bene. Le parole, la musica, i gipponi per le strade di città. Tutti avremmo dovuto avere un gippone, era solo questione di tempo. E invece adesso bisogna spalare via il fango, cambiare il governo, partecipare. Eppure si stava così bene la domenica all’ipercoop. Nevermind I’ll find someone like youuuuu.

3 commenti

Archiviato in argite, il gatto Silvio

3 risposte a “Qualcuno come te

  1. Fedesan

    Il migliore dei mondi possibili…

  2. per il gippone si fa ancora in tempo : è il momento migliore.
    buoni acquisti!

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