Archivi del mese: dicembre 2011

Cose moralmente sbagliate da non fare a capodanno

Gatto spaventato dai botti

In molte città sono stati vietati i botti di capodanno, usanza forse un po’ in disuso negli ultimi anni ma forte di una grande tradizione negli anni 90. Il motivo del divieto non è la pericolosità, né lo sperpero di soldi, considerati i tempi grami. I botti spaventano i cani, per questo non si possono fare. E’ disumano rendere ancora più dura la vita da cani in città. Oltre ai petardi, ci sono altri comportamenti da evitare, per fare di questo posto un paese civile.

Trenino samba Ad ogni capodanno muoiono migliaia di scarafaggi a causa dei trenini samba. Ballare tutti in fila sulle note di A E I O U ypsilon, soprattutto quando si è una grande massa, aumenta il numero di passi pesanti sul pavimento. E’ noto infatti come nel trenino samba si cammini zompettando, seguendo il tempo della canzone. Gli sacarafaggi, impauriti dalla musica, escono fuori dagli angoli della sala da ballo, e nell’attraversarla vengono pestati dai trenini. Il rumore di fondo di ogni trenino samba, spacciato per proveniente dalle stelline scintillanti da tenere in mano, è in realtà il crac degli scarafaggi.

Lenticchie Il consumo di lenticchie vede una grossa impennata la notte di capodanno. Questo si traduce in un lavoro disumano per i contadini di Colfiorito, ma non solo. Le emissioni di Co2 aumentano in modo preoccupante, a causa delle flautolenze generate dal legume. Inoltre nei locali al chiuso, dopo i cenoni a base di lenticchie, il rischio di esplosione è davvero elevato: basta una sigaretta accesa vicino al posteriore di qualche commensale per creare un disastro.

Spumante Far saltare i tappi di spumante all’unisono, tutti a mezzanotte, provoca un rumore insopportabile per alcune specie animali, su tutti i pinguini. L’onda sonora dei tappi saltati si propaga fino in antartide, rendendo i pinguini pazzi. Sembra sia in atto una rivolta, e alcuni pinguini quest’anno si sono mescolati ai camerieri dei cenoni. Al primo tappo che salta saranno dolori.

Auguri di mezzanotte Mandare auguri a mezzanotte è una pratica barbara. La rete telefonica si intasa subito, lo scorso anno migliaia di volontari della protezione animali non sono riusciti a tenersi in contatto per raccontarsi la crudeltà del capodanno sugli animali. La proposta di alcuni sindaci, scambiarsi gli auguri tramite piccioni viaggiatori addestrati a schivare i fuochi d’artificio rimasti, è stata bocciata dagli animalisti.

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Partigiani e compilatori

Quello coi baffi non è D'Alema

Notizie come quella del nuovo colpo di Anonymous infondono buon umore. Il gruppo di hacker Anonymous ha attaccato il sito Strafor, specializzato in fornire sicurezza sul web ai suoi clienti. Gli anonimi hanno usato i dati rubati, carte di credito comprese, per effettuare donazioni a enti umanitari. Anonymous ha già fatto parlare di sé per altri attacchi, da quello al sito internet del Pdl fino a Paypal ed Amazon. Ciò che mette allegria è questo nuovo modo di fare la rivoluzione.

Fino a qualche tempo fa non c’erano molte alternative per gli aspiranti rivoluzionari: carriera da medico promettente e lotta armata in tutto il sudamerica o conoscenza maniacale di qualsivoglia mattone socio-filosofico-economico, da propinare agli adepti durante le riunioni delle organizzazioni eversive. Come evoluzione possibile c’è stata la deriva nonviolenta, un po’ Gandhi e un po’ facciamo il girotondo intorno al ministero dell’Interno. Ora però la musica è cambiata. Ora la rivoluzione la fanno gli hacker, senza sparare a nessuno né imparare Il Capitale a memoria per poi citarlo anche alle cene coi parenti. Per citare una americanata di basso livello, è la Rivoluzione dei Nerd. Già da un po’ lo smanettone del computer sta diventando sempre più un barricadero, nonché sex symbol.  C’è Mark Zuckerberg è giovane nerd conosciuto da ogni ragazzina del mondo, o la trilogia svedese di thriller  incentrati sulla figura di un hacker, milioni di copie vendute. La parabola di Steve Jobs, poi, parla da sola.

Per la categoria degli informatici questa è una svolta di non poco conto. Sono finiti i tempi cupi, ai margini della società. Ora il capellone con la chitarra dovrà stare in silenzio mentre l’uomo col megafono urla le opzioni di gcc e la folla applaude. “Decompilare il sistema” sarà lo slogan, non si salirà in collina con i fucili, ma per strada con i portatili, intenti a bucare reti e a mandare in tilt le poste italiane, anzi forse nel caso delle poste l’azione rivoluzionaria sarà farle funzionare. Comunque sarà una guerra senza esclusione di colpi. Tra 50 anni ci saranno pure i revisionisti che vorranno mettere in cattiva luce questa partigianeria del ventunesimo secolo, tirando fuori violenze su cui la sinistra ha taciuto, così da poter smarcare la sinistra che nel frattempo sarà tornata al suo mestiere, ovvero proteggere i deboli facendoli soccombere, così soffrono meno.

Zellosi tremate, i nerd sono arrivati.

UPDATE: Anonymous ha dichiarato di non entrarci niente con il colpo a Stratfor, mentre i versamenti alle organizzazioni umanitarie non sono stati autorizzati dagli enti di credito. Ma ce n’est que un debut.

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La gita Avis nel 2011

racconto a puntate andato in onda sul giornalino dell’Avis locale, lo riciclo anche qui sul blog, tanto per fare mucchio

La vocazione turistica di Marsciano e dei marscianesi è nota da tempo. I marscianesi hanno girato il mondo nei modi più disparati, il più celebre di tutti è, anzi era, la gita dell’Avis. Gli avisini, negli anni settanta, ottanta e novanta, hanno viaggiato in lungo e in largo per l’Italia e non solo; anni di piombo o edonismo reaganiano poco importava, i pullman dell’Asp (AutoServizi Perugia) partivano puntuali dal piazzone, ogni volta per una delle mete classiche da gita: Capri, Barcellona, Ravenna, gli Uffizi. Oggi la tradizione della gita si è persa, oggi non sono più i marscianesi a viaggiare, ma è il resto degli italiani a venire a Marsciano. Vengono a visitare i borghi vuoti rimessi a posto, o il museo dei mattoni. Durante l’estate, ascoltano qualche artista proveniente da canale 5 per poi ammirare la natura ancora rimasta intatta, appena fuori dal territorio marscianese. Ma come sarebbe oggi, nel 2011, una gita dell’Avis?

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Avrà notizie dai miei legali

Potenti e danarosi

Non avremmo mai avuto problemi di debito pubblico in Italia se gli italiani denunciassero i redditi nello stesso modo in cui si denunciano tra di loro. Questa pratica è comune soprattutto tra chi ha potere o soldi, e non ha la minima intenzione di privarsene. Due casi simpatici sono giusto capitati questa settimana. Continua a leggere

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Le cose che è Natale

Dopo mesi di silenzio, tornano Gli Outlet, la band che ha inventato un nuovo genere: la musica da discount. Un ritorno che svela come, in realtà, il silenzio non era sinonimo di inattività, anzi. Con una formazione arricchita da due nuovi elementi (chitarra e voce), il gruppo più importante del ventunesimo secolo arriva nelle case dei fan giusto in tempo per Natale. Celebrano il grande evento, e lo fanno nel modo più Outlet che c’è: grandi tributi e storie di tutti i giorni. Aleandro Baldi, accompagnato al piano da un grandissimo Ray Charles, oltre a Daniele Silvestri: con la musica di questi pilastri, gli Outlet ci portano dentro al Natale che tutti abbiamo vissuto. Quello da grandi, quando bisogna venire a patti con la sete di regali, mai richiesti ma in realtà pretesi più dell’ossigeno, e quello da piccini, con l’attesa della mattina di Natale e la delusione per i tanti giocattoli inutili, ricevuti perché “è giusto un pensierino”. Piccolo pensiero che il più delle volte arriva in soffitta entro   un mese.

Prima di tornare nel silenzio, al lavoro su nuovi progetti, gli Outlet fanno sapere che il video natalizio serve anche come lancio per il loro debutto live, previsto per gennaio. Il luogo pare non sia stato ancora definito, ma i bene informati sanno già quasi tutto. Mancano pochi dettagli da definire, e finalmente la musica dei fab six (seven includendo gli artisti a sé) sarà toccabile con mano.

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Ma che roba ascolti?

Quanta originalità

Sono i giorni di Occupy, degli indignados e della nuova onda del rock impegnativo italiano. C’è un grande sottobosco di autori venuti alla ribalta negli ultimi due anni. Dai più soft, tipo Brunori o Dente, ai più maledetti, come Zen Circus e su tutti Vasco Brondi. Questo giovane emiliano ha fondato un gruppo composto solo da lui, dal nome Le Luci della Centrale Elettrica, urla canzoni malinconiche infarcite di giochi di parole depresso/incazzate. Queste novità musicali stanno girando l’italia riempendo locali e palasport, i fan accorrono in massa e si vantano tutti di ascoltare musica di nicchia, fuori dai circuiti canonici delle radio. Sono gli stessi fan scopertisi indignados, oggi, nel 2011. Passi per i giovanissimi, i diciottenni o poco più. Loro si sono trovati questa musica, ed hanno il diritto sacrosanto di farla loro. Anzi, ben vengano. La generazione prima però, quella che ha avuto diciotto anni nel 2001, quella no. Continua a leggere

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Ingiusta paga

Lo stipendio dei parlamentari, non si parla d’altro. Non se lo vogliono abbassare, ed oggi i giornali sbattono la cosa in prima pagina. Come si esce di casa, non c’è modo di sottrarsi ad un discorso sulla Casta, perché sono tutti uguali e via dicendo. Girano le storie più mirabolanti, con cifrari variabili a seconda dell’umore. Ho incontrato un capannello di signori anziani intenti nel pontificare:

Sti bastardi pigliano 10mila euro al mese e non pagano niente, e noi ce tagliano le pensioni, a zappà tocca mandalli altro che!

Poco più avanti, c’è una coppia di ragazzi. Lei è vestita bene, istruita, con un passato da modella. Lui ascolta:

Io penso che è una vergogna, prendono 30mila euro di stipendio e dopo 5 anni hanno già la pensione di 9mila euro. Più tutti i benefit. Non lo credi anche tu?

Lui risponde sì, come a tutte le altre domande. Proseguendo nella passeggiata, ci sono un paio di commercianti, di fronte alle rispettive saracinesche.

A me se non faccio 3 euro di scontrino mi fanno la multa e quelli stanno lì a guadagnare, ESENTASSE, 40mila euro al mese!

Già, e dice hanno pure la benzina gratis!

E invece qui non si vende niente, ma il comune cosa fa? Niente!

E qualsiasi cosa fa, sbaglia!

Torno a casa e sul portico trovo la gatta. Sta parlando con i cani dei vicini, soffia con veemenza, ce l’ha anche lei con i parlamentari. I cani, da dietro il recinto, rispondono abbaiando come forsennati, quasi avessero visto il diavolo in persona, che per i cani corrisponde al cane dell’Agip.

Escludendo gli animali, in quanto non aventi diritto al voto, tutto il resto del mondo che non parla d’altro ha direttamente eletto, proprio facendo una crocetta e a volte scrivendo pure il nome, i tanto odiati parlamentari. Li hanno selezionati, adulati, corteggiati, invidiati. Hanno ascoltato le loro chiacchiere, ma alla fine uno valeva l’altro ed hanno votato il più simpatico, il più bello o il più amico. Ora però il mondo va male e la colpa è dello stipendio degli onorevoli. Abbassate quello e tutto si risolverà.

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Le dieci domande che Repubblica non farà

Regionale Firenze-Pisa, ore 12 e qualcosa, sul giornale leggo della manovra di Monti e una signora, seduta di fronte, al telefono parla ad alta voce: “ciao, ci sei stasera per una ceretta?” Già tutto questo basterebbe per rendere dura una giornata, come non fosse sufficiente il pensiero di essere in viaggio per la città con una sola attrazione e che non sta neanche dritta. In realtà non era finita. Il motivo del viaggio era un appuntamento alla segreteria della scuola di dottorato, un distaccamento particolare di cui non esistono numeri telefonici né indirizzi email. Si possono solo prenotare appuntamenti via web, in due soli giorni la settimana. Neanche il preside o i professori ordinari hanno il numero di quella segreteria. Nessuno riesce mai a parlarci. Gli uffici sono in via Fermi n.5, una volta arrivato lì, trovo i muratori dentro. Stanno ristrutturando, non c’è notizia di dove siano state trasferite. Cosa fare? Tentare di fare numeri a caso tra gli amici universitari e non, alla fine il Mangi si inventa un posto dove andare. Sono le segreterie studenti, arrivo lì, dopo aver attraversato mezza Pisa a piedi, e ci sono rimasti giusto due o tre impiegati. Entro da una porta sul retro e riesco a parlare con un tizio gentilissimo che alza il telefono e in due secondi mi mette in contatto con la segretaria inarrivabile. Si chiama Licia. Dopo pochi minuti di conversazione capisco che non c’era bisogno di parlare con lei, gli incartamenti burocratici si sarebbero comunque sistemati da soli. Forse.

Regionale Pisa-Firenze: Un tizio con accento straniero e fisarmonica entra nel vagone, prima di iniziare si presenta: “Buongiorno a tutti, la madonna vi benedica.” Quindi elenca una serie di disgrazie tremende, capitate a lui, e inizia a suonare. Finita la tarantella balcanica, non riceve neanche uno spicciolo. Esce dal vagone dicendo ad alta voce: “ho fatto una suonata gratis”. Nel frattempo il giornale parla di una ministra in lacrime. E’ ciò che succede quando a una donna si chiede di fare manovra, che sia un parcheggio o una finanziaria. Famiglia Cristiana ce l’ha con Fiorello perché ha usato la parola profilattico, e inizia ad incazzarsi anche contro chi chiede alla Chiesa di pagare l’Ici sulle attività commerciali. Il premier Monti rassicura tutti: “gli italiani capiranno”.

Eh no, caro Mario. Gli italiani sono duri di comprendonio, non ci arrivano. Non riescono a capire perché una signora in treno dovrebbe parlare ad alta voce di cerette, perché una segretaria sia introvabile, perché il fisarmonicista suona di merda, racconta stronzate e vuole pure soldi (non vale dire che invece Vasco Rossi è miliardario), perché la ministra del welfare si mette a piangere parlando di sacrifici che lei stessa poteva farci evitare. Per questo credo sia il caso di preparare anche per Lei, professor Monti, le dieci domande, come fu per il suo predecessore.

  1. Perché non sono state toccate le rendite finanziarie e patrimoniali?
  2. Come è possibile far ripartire l’economia alzando il prezzo della benzina e aumentando l’Iva?
  3. Perché i capitali rientrati con lo scudo fiscale (frutto di evasioni) non potevano essere colpiti in maniera più forte?
  4. Perché la Chiesa non paga l’Ici sulla maggioranza degli alberghi e delle scuole private di sua proprietà?
  5. Perché le frequenze Tv, del valore di alcuni miliardi di euro, sono state regalate a Berlusconi?
  6. Come può un paese stremato da decenni di corsa al consumo, grazie al quale l’1% della popolazione detiene il 13% della ricchezza mentre il 99% verrà tartassato dalle prossime manovre, rialzarsi dalla miseria in cui è caduto? In soldoni la domanda è: a Lei interessa il futuro della nazione, nonostante i suoi 80 anni di età?
  7. Come mai, tutto ad un tratto dopo venti anni, ora bisogna risanare il debito pubblico in modo urgente? Chi lo ha contratto questo debito? Faccia i nomi.
  8. Berlusconi era ricattato da una modella marocchina 18enne. Lei è ricattato da una 57enne tedesca somigliante ad Anna Moroni de la Prova del cuoco. Questo non la fa riflettere almeno un po’?
  9. Abbiamo per anni elogiato e inseguito il modello privato. Privatizzare tutto. La Bce è una Spa, le autostrade, ferrovie, è tutto in mano ai privati perché loro sanno far funzionare tutto. Ora non funziona niente e manca poco che anche l’euro salti in aria. Ce lo spiega in modo semplice ed esauriente, professor Mario? Potrebbe farlo, possibilmente, prima che inizi una guerra civile?
  10. Perché sempre a noi? Cosa le abbiamo fatto signor Mario? Da giovane un sindacalista le rubò la ragazza? La sessantottina bionda la rifiutò perché era un Bocconiano in camicia già vecchio negli anni ’50? In effetti è fastidioso, ma lei è un luminare e non ha ancora capito e superato il fatto che le donne sono attratte in modo morboso da ogni tipo di bucciottata?

Se fosse stato ancora vivo Giuseppe D’Avanzo, avrebbe fatto dieci domande migliori. Ma tanto Repubblica non le avrebbe pubblicate, perciò spero che il professor Monti, assiduo lettore di questo blog, voglia direttamente rispondere qui.

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La bella lava al fosso

L'italia divisa

Ravanei, remulàs, sbarbabietole e spinàs, daghela al terùun, daghela al terùn. Bossi ha mostrato la mappa della secessione. Aldilà delle valutazione politica, il punto cruciale è: l’Umbria è in terronia. C’eravamo illusi di essere gente del nord, grazie ai confini padani presenti sulle previsioni meteo de La Padania, invece no. Siamo terroni. Questo ci libera di un grosso peso, la responsabilità di essere gente del nord ci stava opprimendo, mentre ora possiamo liberare i nostri istinti.

Cominceremo subito col costruire ovunque, con preferenza per le spiagge. Non avendo il mare, costruiremo una serie di palazzi intorno al lago Trasimeno, il fatto che non sia un mare risulta un vantaggio: potremo stendere fili per stendere la biancheria da una sponda all’altra. Le nostre strade non verranno più mantenute, la E45 si riempirà di buche e di salti di carreggiata. La droga, finalmente, girerà a fiumi. La troveremo per strada al posto degli ortolani, ci darà da vivere e poi ognuno ha i suoi vizi, perché nasconderlo. Il posto pubblico sarà il traguardo per antonomasia. Intere famiglie, portatrici di voti, saranno tutte impiegate in scrivanie qualsiasi. Urleremo, dando l’impressione di crederci, che la mafia non esiste, nonostante quello (poco) che scrivono i giornali. Addio pioggia e neve, avremo solleone d’estate e giusto un po’ di umidità d’inverno. E poi emigreremo! Andremo al nord in cerca di lavoro, facendoci spedire i pacchi pieni di torcolo e torta al testo, più il pane sciapo e il prosciutto salato. Saremo pieni di nostalgia per la nostra terra verde, ma sconsolati diremo: “eh laggiù non c’è niente da fare”.

Grazie Bossi. Finalmente possiamo essere terroni anche noi.

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Speinculatori

Il debito pubblico c’è, e questo è fuori discussione. Sono mesi che non dormiamo la notte pensando allo spread, variabile impazzita in crescita continua. E’ diventato così conveniente comprare obbligazioni italiane che anche Totò Di Natale ci ha investito, alla faccia di chi parla male dei calciatori. Il debito è salito a dismisura, ha fatto fuori anche il governo precedente. Ora c’è un nuovo governo, messo lì per risanare i conti e onorare gli impegni. In programma ci sono manovre economiche “lacrime e sangue”, tasse in aumento, pensioni in diminuzione, tutto finalizzato alla “crescita”. Nel frattempo galoppa la disoccupazione e si restringono i consumi, una spirale al ribasso senza uscita.

Ma come si è arrivati a tutto questo? La colpa, dice, è degli “speculatori”. Siamo sotto il tiro della speculazione. Ma chi sono questi speculatori? Dove abitano? Ci sarà pure un modo per parlare con loro, telefoniamogli, aggiungiamoli su facebook. Possibile che questi speculano sul debito di un paese in ginocchio e non si può fare nulla? Se al funerale di un tuo familiare arriva qualcuno e inizia a fare scherzi durante il corteo, per prima cosa gli si dà una badilata in faccia da lasciarlo in condizioni simili al defunto. Non si è mai visto qualcosa di diverso, tipo  resuscitare il morto così da porre fine agli scherzi. Lo fece Gesù Cristo, ma non servì a molto: la Chiesa ha sempre bruciato gli eretici e i blasfemi, altro che morti resuscitati e perdono. Andiamoci da questi speculatori. O al massimo chiamiamoli all’ora di cena, convochiamoli in parlamento, o da Vespa. Diamo un volto a questa gente, così da guardarli in faccia mentre gli chiediamo: “perché?” Loro di sicuro sapranno darci una spiegazione a tutto questo bailamme, sempre se si risvegliano vivi dalle badilate.

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