Le dieci domande che Repubblica non farà

Regionale Firenze-Pisa, ore 12 e qualcosa, sul giornale leggo della manovra di Monti e una signora, seduta di fronte, al telefono parla ad alta voce: “ciao, ci sei stasera per una ceretta?” Già tutto questo basterebbe per rendere dura una giornata, come non fosse sufficiente il pensiero di essere in viaggio per la città con una sola attrazione e che non sta neanche dritta. In realtà non era finita. Il motivo del viaggio era un appuntamento alla segreteria della scuola di dottorato, un distaccamento particolare di cui non esistono numeri telefonici né indirizzi email. Si possono solo prenotare appuntamenti via web, in due soli giorni la settimana. Neanche il preside o i professori ordinari hanno il numero di quella segreteria. Nessuno riesce mai a parlarci. Gli uffici sono in via Fermi n.5, una volta arrivato lì, trovo i muratori dentro. Stanno ristrutturando, non c’è notizia di dove siano state trasferite. Cosa fare? Tentare di fare numeri a caso tra gli amici universitari e non, alla fine il Mangi si inventa un posto dove andare. Sono le segreterie studenti, arrivo lì, dopo aver attraversato mezza Pisa a piedi, e ci sono rimasti giusto due o tre impiegati. Entro da una porta sul retro e riesco a parlare con un tizio gentilissimo che alza il telefono e in due secondi mi mette in contatto con la segretaria inarrivabile. Si chiama Licia. Dopo pochi minuti di conversazione capisco che non c’era bisogno di parlare con lei, gli incartamenti burocratici si sarebbero comunque sistemati da soli. Forse.

Regionale Pisa-Firenze: Un tizio con accento straniero e fisarmonica entra nel vagone, prima di iniziare si presenta: “Buongiorno a tutti, la madonna vi benedica.” Quindi elenca una serie di disgrazie tremende, capitate a lui, e inizia a suonare. Finita la tarantella balcanica, non riceve neanche uno spicciolo. Esce dal vagone dicendo ad alta voce: “ho fatto una suonata gratis”. Nel frattempo il giornale parla di una ministra in lacrime. E’ ciò che succede quando a una donna si chiede di fare manovra, che sia un parcheggio o una finanziaria. Famiglia Cristiana ce l’ha con Fiorello perché ha usato la parola profilattico, e inizia ad incazzarsi anche contro chi chiede alla Chiesa di pagare l’Ici sulle attività commerciali. Il premier Monti rassicura tutti: “gli italiani capiranno”.

Eh no, caro Mario. Gli italiani sono duri di comprendonio, non ci arrivano. Non riescono a capire perché una signora in treno dovrebbe parlare ad alta voce di cerette, perché una segretaria sia introvabile, perché il fisarmonicista suona di merda, racconta stronzate e vuole pure soldi (non vale dire che invece Vasco Rossi è miliardario), perché la ministra del welfare si mette a piangere parlando di sacrifici che lei stessa poteva farci evitare. Per questo credo sia il caso di preparare anche per Lei, professor Monti, le dieci domande, come fu per il suo predecessore.

  1. Perché non sono state toccate le rendite finanziarie e patrimoniali?
  2. Come è possibile far ripartire l’economia alzando il prezzo della benzina e aumentando l’Iva?
  3. Perché i capitali rientrati con lo scudo fiscale (frutto di evasioni) non potevano essere colpiti in maniera più forte?
  4. Perché la Chiesa non paga l’Ici sulla maggioranza degli alberghi e delle scuole private di sua proprietà?
  5. Perché le frequenze Tv, del valore di alcuni miliardi di euro, sono state regalate a Berlusconi?
  6. Come può un paese stremato da decenni di corsa al consumo, grazie al quale l’1% della popolazione detiene il 13% della ricchezza mentre il 99% verrà tartassato dalle prossime manovre, rialzarsi dalla miseria in cui è caduto? In soldoni la domanda è: a Lei interessa il futuro della nazione, nonostante i suoi 80 anni di età?
  7. Come mai, tutto ad un tratto dopo venti anni, ora bisogna risanare il debito pubblico in modo urgente? Chi lo ha contratto questo debito? Faccia i nomi.
  8. Berlusconi era ricattato da una modella marocchina 18enne. Lei è ricattato da una 57enne tedesca somigliante ad Anna Moroni de la Prova del cuoco. Questo non la fa riflettere almeno un po’?
  9. Abbiamo per anni elogiato e inseguito il modello privato. Privatizzare tutto. La Bce è una Spa, le autostrade, ferrovie, è tutto in mano ai privati perché loro sanno far funzionare tutto. Ora non funziona niente e manca poco che anche l’euro salti in aria. Ce lo spiega in modo semplice ed esauriente, professor Mario? Potrebbe farlo, possibilmente, prima che inizi una guerra civile?
  10. Perché sempre a noi? Cosa le abbiamo fatto signor Mario? Da giovane un sindacalista le rubò la ragazza? La sessantottina bionda la rifiutò perché era un Bocconiano in camicia già vecchio negli anni ’50? In effetti è fastidioso, ma lei è un luminare e non ha ancora capito e superato il fatto che le donne sono attratte in modo morboso da ogni tipo di bucciottata?

Se fosse stato ancora vivo Giuseppe D’Avanzo, avrebbe fatto dieci domande migliori. Ma tanto Repubblica non le avrebbe pubblicate, perciò spero che il professor Monti, assiduo lettore di questo blog, voglia direttamente rispondere qui.

5 commenti

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5 risposte a “Le dieci domande che Repubblica non farà

  1. Mario Monti

    1. Perchè altrimenti ci sarebbe un afuga di capitali che ci rovinerebbe
    2. Com’è possibile far ripartire l’economia se non facciamo esattamente quello che gli strozzini (con lo spread) ci chiedono? E loro volevano questo macello di classe
    3. Perchè altrimenti il prossimo condono andrà male, e non ce lo possiamo permettere
    4. Siamo uno stato concodatario a sovranità limitata, con la chiesa tocca fa zitti e ciola
    5. Perchè sul partito di Berlusconi si regge la nostra maggioranza (tra tutte le puerili domande questa è la più idiota)
    6. A noi interessa che i grandi speculatori che ci tengono per i cojoni (visto com’è stata costrutia l’europa popolare e socialista delle banche) siano soddisfatti del masacro sociale che abbiamo fatto. Tutto il resto è chiacchiere e distintivo
    7. Il debito lo abbiamo contratto noi ma lo pagherete voi… come sempre
    8. Io sono più forte di Lei, la Merkel è più forte di me. Il ricatto non esiste, esiste solo il soldo e il potere che ne deriva
    9. L’europa non ha più produzione industriale e agricoltura, è chiaro che le speculazione internazionale si concentra sui servizi e sul terziario per fare cassa, che cosa c’entra il servizio per i cittadini (ma Lei è veramente così ingenuo o si tratta di captatio benevolentia del popolo bue?)
    10. Il sesso, specialmente se compulsivo, è il rifugio di chi non riesce fino in fondo ad esercitare il potere e l’amplesso che ne deriva, come avrà intutito, non è il mio caso.

    Un ultimo consiglio. Mi sembra un giovanotto sveglio ma la trovo oltremodo zavorrato da convinzioni etiche, morali e politiche. Si liberi da queste ossessioni, passi con noi ed avrà un futuro radioso.

    Distinti saluti

  2. Mario Monti

    errata corrige: una fuga, costruita, captatio benevolentiae… scusate ma con un pronipote in collo, a cui ho già assicurato un futuro radioso, non è facile scrivere su questi nuovi strumenti infernali.

  3. Mi aspettavo risposte più esaurienti da un professore.

  4. covarelli

    a Pisa come a Perugia:
    é tuttoaposto

  5. Me viene da piagne, ma almeno ho scoperto uichidonca.

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