Ma che roba ascolti?

Quanta originalità

Sono i giorni di Occupy, degli indignados e della nuova onda del rock impegnativo italiano. C’è un grande sottobosco di autori venuti alla ribalta negli ultimi due anni. Dai più soft, tipo Brunori o Dente, ai più maledetti, come Zen Circus e su tutti Vasco Brondi. Questo giovane emiliano ha fondato un gruppo composto solo da lui, dal nome Le Luci della Centrale Elettrica, urla canzoni malinconiche infarcite di giochi di parole depresso/incazzate. Queste novità musicali stanno girando l’italia riempendo locali e palasport, i fan accorrono in massa e si vantano tutti di ascoltare musica di nicchia, fuori dai circuiti canonici delle radio. Sono gli stessi fan scopertisi indignados, oggi, nel 2011. Passi per i giovanissimi, i diciottenni o poco più. Loro si sono trovati questa musica, ed hanno il diritto sacrosanto di farla loro. Anzi, ben vengano. La generazione prima però, quella che ha avuto diciotto anni nel 2001, quella no.

Perchè io c’ero e me li ricordo. Quando nel luglio 2011 c’era il g8 a Genova, con la polizia che torturò i manifestanti e ne uccise uno. C’era la festa a Schiavo, l’evento chiave delle estati nella media valle del Tevere. L’argomento del giorno non era il morto a Genova, o i noglobal. Quello veniva liquidato in poche parole:

Oh è visto è morto uno a Genova?

Mbè ce cercava, coll’estintore..

Quindi si tornava a parlare del dj di grido in consolle. Oggi quelli che andavano a birra e chitarrone, canzone house in voga all’Etoile54, sono diventati grandi fan della musica indie. Di quella nuova e incazzata, oltre ovviamente a riscoprire i grandi cantautori, Rino Gaetano su tutti, ma anche De Gregori o De Andrè. Ora cantano che il nostro maggio ha fatto a meno del vostro coraggio, e si indignano per la situazione economica e politica. Dieci anni fa i no global parlavano di stati succubi dei mercati, di Tobin Tax e patrimoniali, di redistribuzione del reddito.

E io c’ero quando questi nuovi indignati moderni parlavano della mezzapunta del Deruta, perché gli stava sul cazzo e andava steccato, mentre ti guardavano sorridendo se parlavi di Spendi e Spandi Effendi.

Ma che roba ascolti?

Non avevi alternative, se non quella di essere out. In realtà non c’erano motivi ideologici, c’erano le ragazze,  e pure poco vestite. Ora le ragazze sono un po’ più sensibili, ascoltano i nuovi cantautori, e i maschietti non più 18enni si sono adattati. Alle fanciulle di oggi dovremmo dare atto di aver cambiato il mondo, il se non ora quando sta dando i suoi frutti. Ma io c’ero e me li ricordo uno ad uno. E li vedo adesso che su facebook inneggiano ai grandi ideali e allo smarrimento di questi anni duemila. Se e quando la rivoluzione arriverà, di fronte al gran tribunale rivoluzionario, io sarò il testimone chiave. Porterò le foto delle loro marmitte ad espansione e dei carburatori da 21, insieme alle liste-tavoli-omaggiodonna-consumazioni dell’Etoile.

6 commenti

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6 risposte a “Ma che roba ascolti?

  1. ccfrance

    Me pari invecchiato.
    Approposito che voldí facebook?

  2. Fedesan

    ma smettela cc!!! c’hai 7 identità segrete su faccialibro!!!

  3. Mimmo Carini

    (io tifo ancora per la fucilazione di Brondi & i suoi simpatici amici)

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