Sometimes

In Beautiful o su Dragonball la gente resuscita, chi si stupisce di questo non ha ancora capito che anche nella vita vera funziona allo stesso modo. Rambo Guerrazzi è morto due anni e mezzo fa, ma ora, colpo di scena, è sul punto di tornare. Di nuovo a San Giusto, a pochi isolati da Casapiddu, e di nuovo con il Ragazzo Strambo, compagno di lotta nel vietnam pisano. Tutto questo non appena il Mangi diventerà Mang Zuckerberg in pianta stabile (ho fondato un social network, ndr).

Questi anni sono stati un tentativo, un po’ vano e un po’ dovuto. Ho provato a essere uno di loro. Come si può leggere da questo blog, nato proprio dopo la fine di Casapiddu, non c’è stato Cristo e verso. L’ipocrisia della normalità, tanto per usare un’espressione banale, non mi entra proprio in testa. Quando vedo un tonto non riesco a non pensare che per i somari non c’è medicina. La frase “io ho i miei valori, non sono come gli altri” proprio non ci riesco a pronunciarla. Ma giuro di averci provato. Volevo essere uno di loro, ma ho continuato a prenderli in giro come prima. Le loro storie sono tutte qua. Elisabarca non sta più col fenomeno. Ora conduce una trasmissione su una web radio ascoltata da tre persone in tutto, tra questi è compreso il suo nuovo uomo, un dj di musica reggae. Eliana racconta ancora tutta la sua vita a chiunque, perlopiù tramite social network. Prende ancora l’autobus perché il suo Alessandro che tocca le tette delle amiche era in realtà un miraggio.  Ania la rossa si è messa a dieta dopo essersi accorta che il mondo la vedeva come una culona. Lei e il suo entourage sono comunque sempre in giro per spasimanti, ma lo fanno con stile, non come certe zoccole che girano al giorno d’oggi. La Gadiuscia non mi manda più sms, da quando è diventata governatore non si fa più sentire. Josè Mourinho è ancora a Madrid e Super Mario Balotelli a Manchester: finché non tornano dovremo subirci la grande noia del governo tecnico.

Questa incapacità non poteva che portare ad un ritorno alle origini, a quel mondo di squilibrati dove ogni persona conosciuta aveva un soprannome ben definito, con il microonde come migliore amico e i discorsi infarciti di citazioni terribilmente nerd. Con il mondo che tremava ad ogni nuovo post su Casapiddu e il volley umbro in subbuglio per le cronache di partite ai limiti dell’improbabilità. Tutto torna, come in un problema delle elementari.

Armi e bagagli sono pronti, ricomincia la guerra contro Pisa. Ancora non sono arrivato e già so che questa volta sarà diverso: siccome la conosco, la odio già da adesso.

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3 commenti

Archiviato in biografologia

3 risposte a “Sometimes

  1. Fedesan

    Sono sempre i peggiori quelli che se ne tornano… del resto per noi, amanti virtuali, l’ubicazione del tuo involucro mortale è pressochè indifferente… mi mancherà la peolina comunque!

  2. Pingback: L’anno dei record | Peolina Borghese

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