Sfigato a chi?

Spettinato ma non sfigato

In Italia c’è un vice ministro di 37 anni, nessuno lo conosceva fino a quando è uscito con la dichiarazione: “se a 28 anni non sei laureato, sei uno sfigato”. Il tale in questione è Michel Martone, il giovane che ha bruciato tutte le tappe. Già dal nome promette bene, suo padre lo disse così alla svelta che all’anagrafe non fecero in tempo a registrare l’ultima lettera. Non è Michele, non è Michael, è Michel. Dopo aver scelto il nome, il padre non ha più influito sulla vita del figlio prodigio. Infatti il vecchio Antonio Martone è stato presidente dell’associazione nazionale magistrati, mentre il figlio Michel ha seguito strade completamente diverse: è già professore ordinario di Diritto, insegna alla Luiss, alla Lumsa, alla Sapienza e all’università di Teramo. Scrive su testate importanti. 

Su Repubblica, in risposta alla dichiarazione di Martone, è pubblicata una lettera di Adelmo Monachese, uno che si è sentito chiamato in causa. Ha più di 28 anni, non si è ancora laureato in Scienze della comunicazione, sta lavorando, spesso a nero, per mantenersi gli studi. Parla di diritto allo studio, del costo degli spostamenti in treno e delle inefficienze dei trasporti, del lavoro in pizzeria sottopagato, dell’università gestita da intere famiglie.

Adelmo ha ragione da vendere, ma allo stesso tempo è uno sfigato, per una semplice serie di motivi. Si è iscritto a Scienze della Comunicazione: possiamo fingere e parlare con belle parole, tipo l’importanza della comunicazione nella società moderna e via dicendo. Forse alla Columbia university Scienze della comunicazione è un corso importante e valido. In Italia però no. Esami da ridere, prospettive di conseguenze nulle. Le leggende su questo corso di studi si inseguono per tutta la penisola. Adelmo, inoltre, vuole fare il giornalista. Scrive per pochi spiccioli su una testata locale. Suo padre, evidentemente, non ha contatti buoni per farlo scrivere in qualche posto in cui si viene pagati in modo umano. Inoltre la laurea è spesso un requisito fondamentale per l’assunzione come giornalisti, e Adelmo, come detto, ancora non ce l’ha.

Adelmo è uno sfigato, c’è poco da fare. Vuole vivere di scrittura in un paese in cui non si legge. Vuole prendere una laurea su cui la gente ride. Vuole far notare storture di un sistema note a chiunque. Adelmo è uno sfigato perché nulla di tutto questo cambierà, perché i bimbi prodigio restano i Michel Martone. Lamentarsi con una lettera a un giornale è roba da pensionati; per quanto possa essere un traguardo agognato da un 29enne, fare la figura del pensionato equivale ad essere uno sfigato.

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4 commenti

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4 risposte a “Sfigato a chi?

  1. Bartolomeo Geraci

    Uno che deve lavorare per mantenersi gli studi, può non laurearsi in corso. Se impieghi 10 anni a prendere una laurea o sei un parassita o hai difficoltà diventare adulto o semplicemente hai dei limiti intellettivi.

  2. Fedesan

    Scommetti che alla fin della tensone Adelmo dorme e scopa bene e Michel se inzuppa de psicomerde per dormi’ e se fa le pippe co’ le calze della mamma sulla faccia?

  3. Il curriculum del padre l’hai fatto un po’ troppo riassuntivo.

    Ecco quello completo:

    Magistrato ordinario dal novembre 1965. Giudice della “sezione lavoro” del Tribunale di Roma. Componente eletto del Consiglio Superiore della Magistratura per il quadriennio 1981-1985. Dal 1986 ininterrottamente in servizio presso la Corte di cassazione con funzione di sostituto procuratore generale. Dal luglio 2009 Avvocato generale della Repubblica presso la Corte di cassazione. In pensione di anzianità dal 10 luglio 2010. Assistente presso la cattedra di Diritto del lavoro della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università “La Sapienza” di Roma dal 1964; Docente di Diritto processuale del lavoro presso la Scuola di perfezionamento in Diritto Sindacale e del Lavoro della detta Università dall’anno accademico 1972-1973 all’anno accademico 1986-87. Docente di Diritto del Lavoro presso la L.U.I.S.S. di Roma dall’anno accademico 1975-1976 all’anno accademico 1987-1988; Professore associato per il gruppo di discipline “Diritto del Lavoro”. Componente del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro dal 1989 al 2005; è stato Presidente della Commissione per le nuove rappresentanze (1989-1995). Presidente del Nucleo di valutazione della spesa relativa al pubblico impiego (1996-2000). Presidente del Comitato del CNEL per la formulazione dei pareri sulla rappresentatività sindacale (dal 2000 al 2005). Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati dal febbraio al novembre 1999. Dall’ottobre 1996 al dicembre 2002 componente eletto del Consiglio di Presidenza della Giustizia tributaria. Dal dicembre 2003 al marzo 2006 e dal marzo 2006 al settembre 2009 componente della Commissione di garanzia dell’attuazione della legge sugli scioperi nei servizi pubblici essenziali. In entrambi i trienni è stato eletto all’unanimità Presidente della Commissione.

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