Archivi del mese: febbraio 2012

Milf a bordo

Cara mamma che parcheggi in mezzo all’incrocio creando un ingorgo in attesa di riprendere il tuo bambino con lo zaino tipo trolley, ho un paio di pensieri da scriverti.

Vedi cara mamma, o milf nella migliore delle ipotesi, io non ho nulla da ridire sullo zaino di tuo figlio, sebbene il trascinare un trolley a 8 anni sia l’inizio di una vita da gay. Non ho pregiudizi sessuali. Però mi devi spiegare perché te e le tue amiche, sfumata ormai la possibilità di veder crescere il proprio figlio come vorrebbe la società moderna, ovvero un sano malato di fica, abbiate di deciso di bloccare la città ogni giorno alle 13. Contro cosa protestate? L’economia no, male che va siete a bordo di station wagon, altrimenti siete in cima a un suv. L’inquinamento neanche, a meno che non vi stiate battendo per una città più affumicata. Movimento mamme per lo speck. I diritti dei minori suonano improbabili, perché una con le zampe di gallina non mi sembra il leader ideale di un gruppo di bambini rivoluzionari. Non si capisce cosa vi spinga a mobilitarvi ogni santo giorno, facendo ogni volta guadagnare proseliti alle religioni che non permettono alle donne di guidare. E non capisco neanche cosa c’entri io, che mi sposto per la città in bici e rischio regolarmente di venire spazzato via da una di voi. Eppure giuro di non essere uno che fa cose da maschio rude, ignorante e amabile, tipo quelli di cui parla sempre la vostra beniamina Luciana Litizzetto (oh! quanto mi fa ridere! E’ irresistibile!), come lasciare la tavoletta del cesso alzata o camminare in casa con le scarpe sporche.

Cara Milf alla guida, sappi che il tuo bambino col trolley non è più al sicuro. Lo tirerò sotto senza pietà, prima che arrivi a salire sul tuo Suv piantato in mezzo a una rotonda. Se ci tieni a tuo figlio, e so che ci tieni perché senza di lui non avresti più alcun argomento di conversazione, mandalo a scuola con l’autobus.

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C’è grossa crisi

Il piccolo Filippo

Il compito più difficile è quello di parlare di Inter, adesso, senza usare mai la parola triplete. Un esercizio che vale la pena di fare.

Le creste dei tifosi salgono su seguendo un andamento ciclico, con frequenza maggiore se si parla di gobbi o bilanisti. Ora, come qualche anno fa, tocca a loro. La juventus e il milan si contendono lo scudetto, in più per una delle due c’è anche un quarto di finale di Champions League da giocare. Le rispettive tifoserie sono gasate e cariche, spesso e volentieri contro la squadra del ciclo precedente, in questo caso l’Inter.  Continua a leggere

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Prima di morire

Ognuno di noi ha un elenco di cose da fare prima di morire, magari non sono scritte e depositate presso un notaio, però anche se riposte in un angolo remoto della scatola cranica, ogni tanto vengono fuori. Nel mio caso, la lista è quasi terminata il week end scorso, con molti anni di anticipo sulla morte. Oppure no, dipende da quando muoio. Anche dovesse succedere domani, molto di ciò che avrei voluto fare, l’ho fatto.

Nella settimana più fredda degli ultimi 56 anni, uno degli obiettivi principali della mia vita è stato raggiunto. Grazie ai 15 cm di neve sono tornato a casa con gli sci, partendo dalla cima di Porta Vecchia, la discesa più pendente di Marsciano. Oltre a quello, ho visto tutta la mia valle inondata di neve e sono sguillato giù per tutti i greppi principali dei dintorni, oltre ad aver conquistato, insieme all’armata rossa,  la Berlino del 1945.

In aggiunta ai grandi eventi come quello della neve, tra la lista di impegni pre morte ci sono anche una moltitudine di cose minori. Una di queste è entrare in una ferramenta e sentire due tizi che discutono in pisano di come utilizzare Frontpage e CuteFtp per la realizzazione di un sito. I tuffi negli anni ’90 sono parte integrante delle cose da fare prima di morire.

Manca ancora il punto principale della lista, la Rivoluzione. Per quella però ci pensa Goku, l’ho trovato sopra la scrivania quando sono arrivato.

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Io mi ricordo

Camminando per la strada, incontro un ragazzo vestito di nero, senza colletto bianco. Ha un mano volantini inneggianti alla casa di un certo signor Pound.

–Ciao, lo sai che giorno è oggi?

Intirizzito dal freddo, rispondo a mezza bocca:

–Venerdì, ma il numero non me lo ricordo…

–Oggi è il giorno del ricordo!

–Ah già. Continua a leggere

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La Dama Bianca

La Dama Bianca è una che non ti dà mai un appuntamento preciso, ma già un mese prima ti fa capire che potrebbe arrivare. Si fa attendere, sparisce, tira delle sòle allucinanti. Quando arriva, però, tutta l’attesa e la dignità perduta vengono ripagate. La Dama ti avvolge, ti scuote con la bufera, poi finisce e rimane il bianco e il silenzio. Chi ha il vizio, dopo una nevicata si fuma una sigaretta.

Il bello della neve è il mondo che si ferma. Il giorno prima sono tutti ovunque a stracciare le palle con quanto hanno da fare, il giorno dopo tutti chiusi in casa perché i loro affari non valgono neanche l’imparare a montare le catene. I faccia da cazzo, gli scassaminchia, i noiosi: tutti a casa. Con la neve per strada si può camminare, di macchine ne passano poche e fanno il rumore dei cavalli, con le catene che costringono ad andare piano e a saltelli. Quando nevica è come andare in paradiso, è tutto bianco, ma non c’è bisogno di morire. Non a caso il papa sta a Roma, dove nevica una volta ogni morte di papa, e muore dal dispiacere, perché vede una carriera passata a raccontare fregnacce sulla vita ultraterrena sbugiardata dai bambini che fanno pupazzi di neve al Colosseo. Hai voglia a promettere la resurrezione dell’anima dopo che uno è sceso da Trinità dei Monti con lo slittino.

Oggi sono belli anche loro

La neve scatena la fantasia. Si può fare uno snowpark fuori dal garage di casa, si scia per le strade della città. Mentre in televisione si scannano per capire di chi è la colpa se il traffico si blocca, partono guerre di palle di neve degne di una campagna di Russia. Che poi, quando nevica, è proprio grazie alla Russia e all’aria in arrivo dalla Siberia. Dall’America mica arriva aria fredda, anzi, ci mandano la corrente del golfo per scaldare l’europa; non a caso, e si torna sempre lì, il papa ci ha tenuti sempre incollati agli americani. Basta politica però, quando c’è la neve non c’è tempo di pensare a cose complicate. Bisogna andare a cercare i doposci in soffitta, preparare la cioccolata calda controllando se è scaduta la bustina, che da sei mesi ormai era lì, rivedere i vicini di casa dopo tanto tempo e confrontarsi sulle previsioni meteo e il pupazzo più bello. Quindi fare un giro per il paese ad ascoltare le storie di gente dispersa nella notte in mezzo alla bufera con il ghiaccio fino ai capelli, di solito  succede ai parenti alla lontana del narratore. Fotografare e filmare tutto il possibile, perché quando ricapita di vedere il tuo paesello sconosciuto agghindato come Cortina d’Ampezzo.

La Dama Bianca è quella che quando arriva ti fa diventare un campionissimo. Dura poco, ma è una bella sensazione.

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La valle maledetta

nevicate umbria 2012

La valle Maledetta

C’è un valle che divide in due il cuore verde d’Italia, è la valle del Tevere. Per marcarla meglio l’hanno pure riempita di cemento, così da non farla confondere col verde. Questa valle ha una caratteristica particolare: il microclima. Lo si ammira soprattutto in inverno, in special modo in caso di freddo intenso. Quando su ogni telegiornale fanno vedere immagini di apocalisse bianca, ruspe che spalano metrate di neve sotto al colosseo o volontari con cani che cercano il david di Michelangelo sepolto sotto una valanga, l’abitante della valle Maledetta si affaccia alla finestra e vede il sole. Il tempo di finire il pranzo, commentando i venti minuti di servizi sul clima gelido come “La solita disinformazione berlusconiana”, e torna al lavoro. Per strada non ci sono disagi, solo buche, ben visibili perché non c’è né acqua né ghiaccio. La sera, prima di cena, un giro su facebook per vedere cosa fanno gli amici dei paesi vicini: postano foto del loro giardino con un metro e mezzo di neve, annunci di bimbi piccoli dispersi e catene di s.antonio che invitano a non accettare l’amicizia dei pupazzi di neve. Nella valle intanto è scesa la notte, tira una leggera brezza, mentre la tv parla di una Italia in ginocchio sotto i colpi del generale Inverno.

Quando vedete un bambino dallo sguardo spento camminare senza meta con una carota in mano, offritegli un po’ di torcolo e chiedetegli da dove viene. Vi dirà: “dalla Valle Maledetta”.

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