Io mi ricordo

Camminando per la strada, incontro un ragazzo vestito di nero, senza colletto bianco. Ha un mano volantini inneggianti alla casa di un certo signor Pound.

–Ciao, lo sai che giorno è oggi?

Intirizzito dal freddo, rispondo a mezza bocca:

–Venerdì, ma il numero non me lo ricordo…

–Oggi è il giorno del ricordo!

–Ah già.

–Oggi ricordiamo quello che i media ci vogliono nascondere, la ricerca della verità storica a lungo rimossa, che continua ad essere insabbiata, minimizzata quando non addirittura negata da una fazione ideologica che trova significative sponde anche in ampi segmenti istituzionali e della cosiddetta “vita culturale”…si parla sempre e solo di Shoah, Olocausto, del massacro degli ebrei da parte dei tedeschi..

–Cioè dei nazisti, con l’appoggio pure dei fascisti italian..

–..sì, i tedeschi appunto! È scandaloso che a più di mezzo secolo dalla fine della Seconda Guerra Mondiale ricercare e affermare la verità storica sia da più parti considerato alla stregua di un reato d’opinione. È aberrante che i più giovani ignorino, per deficit didattico e talora ostruzionismo di una classe docente ideologizzata, la portata devastante della pulizia etnica perpetrata ai danni della popolazione italiana del Nord-Est, con rastrellamenti, deportazioni, torture ed esodi di massa.

–Ma perché non se ne parla?

–Perché a fare tutto questo sono stati i comunisti di Tito! In Italia comandano i comunisti, perciò certe cose non ce le fanno sapere! Nessuno ne ha mai parlato in questi anni! Centinaia di migliaia di morti, tutti italiani!

–Quante centinaia di migliaia?

–Almeno tre!

–Diamine, un vero massacro.

–Già, va fatto sapere a tutti! Tu cosa ne pensi?

–Prima di tutto invidio la tua energia di prima mattina, è pure un freddo becco ma ti vedo arzillo. Quindi non ho ben capito se si parla delle popolazioni di cui, nel 1920, il nostro premier Mussolini diceva così:

Di fronte ad una razza inferiore e barbara come la slava non si deve seguire la politica che dà lo zuccherino, ma quella del bastone. […] I confini dell’Italia devono essere il Brennero, il Nevoso e le Dinariche: io credo che si possano sacrificare 500.000 slavi barbari a 50.000 italiani.

Anche non fossero loro, sebbene il Nevoso era la Slovenia e le Dinariche la Croazia, la differenza tra l’impatto mediatico di Olocausto e Foibe può trovare una spiegazione numerica. Assumendo, per eccesso, 500mila le morti di questo massacro, e 6 milioni gli ebrei sterminati dai nazisti, e ipotizzando, per ogni morto, un numero di parenti che lo piangono, si può avere la spiegazione: prendendo 10 come numero medio, per quanto sia empirica la valutazione, avremo una grossa differenza di persone che parlano dell’uno o dell’altro massacro. Rispettivamente 5 milioni e 60 milioni. Senza aggiungere altri parametri, peraltro significativi, già questo di per sé basta a farti capire il perché se ne parli di meno, caro piccolo militante di un movimento fascista ma vigliacco per definirsi tale, cercando di nascondersi nell’antipolitica del “né rossi né neri ma liberi pensieri”.  I morti hanno tutti pari dignità. Ma quelli che abbiamo massacrato noi dobbiamo ricordarceli per primi, perché non si possa mai più dire, in futuro, che gli italiani siano stati complici di un crimine verso l’umanità.

Il ragazzo vestito di nero è deluso, mi saluta a mezza bocca dicendo:

–Ebreo de mmerda.

Quindi se ne va.

La mattina carburo lento, ma quando ingrano sono rogne per tutti. Soprattutto se poco intelligenti.

2 commenti

Archiviato in argite, io me piasse ncolpo

2 risposte a “Io mi ricordo

  1. fedesan

    Senza contare le migliaia di morti fatti direttamente da fascismo in quelle terre.
    Poi, curiosamente, ogni anno aumentano le vittime delle foibe.
    E’ ridicolo paragonare una furiosa e disumana reazione (tra l’altro assai frequente nelle guerre) come le foibe, ad una azione pianificata di sterminio etnico internazionale con delirio imperialista come l’olocausto.
    Chi non lo capisce o è tonto o è fascista…

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