Il filtro “sticazzi”

Cosa fa un passero da 30kg su twitter?

In rete spopola il dibattito “twitter sì, twitter no, twitter ma”, promosso da non si sa chi nella notte dei tempi e infiammato da Michele Serra qualche giorno fa. Il giornalista ha espresso dubbi su quanto sia davvero meglio la sintesi dei 140 maledetti caratteri, e lo ha fatto con un giochino semplice: usando appunto un massimo di 140 caratteri. La tesi di Serra è: per dire che twitter non mi piace, avendo a disposizione pochissimo spazio, devo scrivere “twitter fa schifo”. Se avessi più spazio, potrei argomentare. Inappellabile. La rete di twitter, però, si è infuriata, scatenando un putiferio di tweet contro Serra. Ora Giuseppe Smorto, altro giornalista di Repubblica, è tornato sull’argomento, in modo più semplice e quindi comprensibile anche al radical chic, ovvero l’utente medio di twitter. Smorto non emette sentenze, ma fa solo notare come anche gli utenti “migliori”, quelli che hanno davvero qualcosa da dire, si perdono spesso e volentieri in fuffa personalistica. La conclusione di Smorto è: twitter è interessante, ma il caro e vecchio giornale lo è di più, perché non avendo spazio infinito, bisogna fare una selezione.

Sto andando qui, sto mangiando là, grande serata al Billo disco club…

Oggi anche Arianna Ciccone, ancora su Repubblica, torna sul problema. (ndr: mi scuso per il citare solo giornalisti di Repubblica) L’omonima di Madonna prende le difese del social network, perché siamo ciò che twittiamo. Se un utente diventa noioso, basta un defollow. Molto meglio dei  giornali, dove c’è una gerarchia, il web è libero e infinito, c’è posto per tutti.

Il dibattito sta andando avanti, ma gli schieramenti sembrano fatti: ci sono i pro fuffa e gli anti fuffa. Ognuno con le sue ragioni. Una domandina che andrebbe fatta ai pro, Ciccone in testa, riguarda il numero di follower che avrebbe se invece di scrivere su Repubblica scrivesse sul Corriere del Tiferno – edizione Solfagnano-Parlesca. Il giornale sarà pure brutto e gerarchico, ma porta pagnotta e follower, cosa ancora non garantita da alcun social network, a meno di non diffondere contenuti porno ed iniziare a fare le escort.

Sia chiaro: twitter è un posto in cui non esisti se non hai nulla di interessante da dire. Su facebook la tua amicizia viene accettata comunque, ci sono di mezzo dei veri rapporti sociali. Ma guarda quello stronzo di Mario che non m’accetta l’amicizia.  Ma la fuffa è sempre in agguato, anche se non c’è la possibilità di fare album di foto o giocare a castleville: la scienza è chiara in questo, dove c’è un essere umano ci sono acqua,  carbonio e fuffa. Se gli esseri umani sono due, maschio e femmina, c’è anche un venditore di rose. Se il sistema aumenta, c’è bisogno di un social network.

Nota a margine: l’intelligenza artificiale spazzerà via tutti questi dibattiti, un giorno le macchine riusciranno a replicare il complicato meccanismo denominato “filtro sticazzi” che ognuno di noi ha nel cervello.

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