La Sguatterina santa

La foresta di Arenberg

La Settimana Santa sono i sette giorni compresi tra il Giro delle Fiandre e la Parigi-Roubaix: l’inferno del Nord incorona i corridori più grandi, e lo fa in soli sette giorni, gli stessi in cui dicono sia stato creato il mondo. Il dio creatore, però, non aveva avversari a ruota né il rischio di una foratura che facesse saltare un anno di preparazione in pochi minuti. In questo anno di grazia 2012, la Settimana Santa coincide con l’omonima dei cattolici. Nel mio paese è una tradizione molto sentita, un’ottima occasione per mangiare questo mondo e quell’altro. Il rito religioso è in realtà una scusa. La via crucis, tanto per dire, serve più che altro a smaltire le calorie necessarie a non morire dopo la prima torta di pasqua ingerita. Ci sono altre attività bislacche a fare da coreografia, ad esempio il giovedì prima di pasqua il sacerdote lava i piedi a 12 parrocchiani, sebbene questi, per non sfigurare, se li sono già lavati prima di entrare in chiesa. Di sabato invece lo stesso prete, dopo essersi lavato le sue di mani e non quelle di 12 parrocchiani, benedice le pietanze che apposite donnine portano in chiesa. Uova sode, capocollo, vino e torta. Proprio la torta è spesso foriera di fraintendimenti: la torta di pasqua non si chiama né focaccia di pasqua, come dicono i semianalfabeti pisani, né pizza di pasqua come è indicata dagli analfabeti totali a sud di Ammeto.

Oltre agli avvenimenti tradizionali, la settimana santa 2012 ci ha riservato anche una sorpresa. Mentre Tom Boonen dopo aver vinto il Fiandre si prepara alla Roubaix, e Gesù Cristo rivive come ogni anno i giorni prima della sua morte, è arrivata tra noi la Sguatterina. Non l’ha fatto né pedalando, né volando dal cielo, ma, come una torta di pasqua ,è stata sfornata dalla Sguattera. La piccola Recoba si aggiunge dunque alla famiglia Casapiddu, una piccola comunità che un giorno diventerà nutrita e leggendaria come la dinastia dei Paperi.

Auguri a tutti, dunque. Auguri a chi dovrà tenere la ruota di Boonen sulla foresta di Arenberg. Auguri a Gesù che come al solito muore di venerdì e non può neanche mangiare una salsiccia prima di essere crocifisso: la Madonna gli risponde sempre “no, niente salciccia, è vigilia oggi.”. Auguri a quelli che verranno deportati nei campi di concentramento perché non hanno ancora imparato come si chiama la torta di pasqua. Auguri alla Sguatterina, alla Sguattera, al Matos e a Casapiddu. Auguri a chi ieri aveva quattordici anni, una Sguattera secchiona seduta davanti e la figurina di Ronaldo sul banco, mentre oggi, all’improvviso, è diventato grande.

3 commenti

Archiviato in bar sport, biografologia

3 risposte a “La Sguatterina santa

  1. Martina Scatena

    da analfabeta pisana, non si dice focaccia di pasqua ma schiacciata!

  2. Pingback: L’anno dei record | Peolina Borghese

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