Liberateci ancora

Non ce li ricordiamo i partigiani, il loro sembra un tempo lontano. E poi le storie di quegli anni sanno davvero di fantasia. L’uomo pelato col fez che arriva e diventa primo ministro con una marcia, poi inizia a imporre cose sia gravi che bislacche. La censura, il Minculpop, la conquista dell’Etiopia, l’Ambrosiana Inter. Non che nel resto del mondo le cose andassero meglio, il tappetto con i baffi decise di sterminare una etnia e nessuno provò ad impedirglielo. Nessuno sembrava accorgersi di nulla, come nei cartoni animati. Poi gli eroi, i partigiani, si svegliarono, poveri ma belli, e addio regime fascista. Non è facile ora ricordare il sangue che versarono e le sofferenze che patirono, sappiamo solo che ci liberarono dall’assurdità.

Per capire ancora meglio il sacrificio dei partigiani, ce ne vorrebbero di nuovi. Qualcuno che ci liberi di nuovo  dall’assurdo di oggi, in questo paese governato e dominato da rispettabili teste di cazzo.

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Archiviato in argite, il gatto Silvio

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