Archivi del mese: maggio 2012

Parata di calcinacci

vincere!

La parata del 2 giugno, quindi, si farà o non si farà? E Buffon avrà qualcosa di imbarazzantemente stupido da dire anche a proposito di questa parata? Questi sono i dubbi che oggi la rete sta affrontando. Tutti a pensare alle vittime del terremoto, agli sfollati, alla paura e allo sconforto, e nessuno sensibile alla causa di chi, da un anno, si sta allenando a marciare davanti al presidente della Repubblica. Ai piloti dei carri armati. Ai soldati che sfilano sotto al sole di Roma, in divisa e con un fucile da 20kg addosso. Non è giusto ignorare queste persone, che nella vita hanno scelto di obbedire a dei superiori pieni di medagliette come Muttley. I soldi pubblici sono dei terremotati come dei militari, sono tutte persone sfortunate che lo stato deve sostenere.

L’indignazione per Buffon e gli scandali legati al calcioscommesse, invece, ha davvero stufato. Stanno per cominciare gli europei, e ci sarà pure Balotelli. Abbiamo una squadra da tifare, non scassateci con queste stupidaggini di gente che vende le partite. Lo sappiamo che le partite si vendono, che gli scudetti si comprano e che:

Dato uno scandalo sportivo-calcistico s, e dato l’insieme GOB= {gente che gravita o ha gravitato intorno alla juventus}, esiste almeno un elemento di GOB riconducibile ad s.  (Assioma di Agnelli-Weienstrass)

1 Commento

Archiviato in argite, bar sport

Auro al trofeo Spallone

Il Giro d’Italia è finito a Milano, noioso nonostante il rovesciamento all’ultima tappa, con lo sconosciuto canadese Hesjedal che ha fatto fuori il mediocre scalatore Rodriguez. Ivan Basso si è preso una marea di pernacchie, dopo aver corso da padrone della corsa, salvo poi prendere le mele su tutti gli arrivi in cui prometteva battaglia. I presagi della disfatta c’erano tutti: Basso viene da Cassano Magnago, lo stesso paese di Bossi, la divisa della Liquigas è tutta verde.

Auro Bulbarelli, come al solito, ha preferito seguire una corsa minore, ma di grande importanza visti i partecipanti. Sempre in Lombardia era infatti in programma la Milano-Chiasso, tappa a cronometro valevole per il trofeo Spallone. Ecco dunque la sua cronaca. Continua a leggere

Lascia un commento

Archiviato in bar sport, giornalismi d'antan

Il Grillo vince ancora

Grillo vince

Interrompiamo le cronache di Auro, molto più avvicenti di quelle dal Giro d’Italia peraltro, perché il mondo sembra aver trovato la radice dei propri mali: Beppe Grillo. I grillini, i 5 stelle, l’antipolitica, le urla, gli insulti, il comico-politico-dittatore: in tv e sui giornali il dibattito impazza, il risultato a sorpresa delle elezioni amministrative ha dato il via a un polverone di chiacchiere inarrestabili.

L’ultimo in ordine di tempo a tuonare contro Grillo è stato Santoro, attaccando il diktat che vieta ai candidati del movimento 5 stelle di partecipare ai talk show televisivi. “Si sottrae al confronto!” Nulla da eccepire. Questa assenza dai media tradizionali, però, cozza con un’altro tormentone degli anti-grillo, quello secondo cui “è come Berlusconi, autoritario e ipnotizzante”.  I candidati dei partiti di Berlusconi hanno infestato le nostre televisioni per anni, le infestano ancora adesso. Ce li siamo sorbiti in tutte le salse, li abbiamo visti anche ballare. Nonostante questo, nonostante il non avere nessun controllo sulle televisioni nazionali, né sui giornali, il movimento 5 stelle ha raccolto una marea di voti. Ecco perché Grillo dice che la tv è morta, ed ecco perché Santoro e tutti gli altri media stanno tirando su il polverone: non riescono a capire come sia possibile fare politica senza di loro.  Continua a leggere

5 commenti

Archiviato in argite, giornalismi d'antan

Auro al Giro dei luoghi comuni

Auro al Giro

Il Giro d’Italia inizia ad accendersi, primo arrivo in salita in abruzzo, quindi tappe movimentate con sprint finali non scontati, soprattutto a causa delle cadute. Addirittura un arrivo in salita in Umbria, ad Assisi: in mezzo ai frati francescani ha vinto uno spagnolo, Rodriguez, poi squalificato per la storiaccia dei matrimoni gay approvati da Zapatero. La situazione è incerta, ma se avete qualche spicciolo da parte, scommettetelo su Ivan Basso.

Auro Bulbarelli ha come al solito seguito un’altra corsa, andata in onda in replica a mezzanotte su raisport2.  Continua a leggere

Lascia un commento

Archiviato in bar sport, giornalismi d'antan

Auro al Giro dei paesi limitrofi

Il Giro d’Italia è tornato in Italia, dopo la noia piatta della Danimarca. Cronosquadre a Verona dove gli italiani non hanno ben figurato, quindi oggi tappa pianeggiante con arrivo a Fano, nota località balneare famosa per la massiva presenza di perugini ad agosto.

Intanto Auro Bulbarelli continua con le sue cronache, ecco, come sempre in esclusiva, la sua ultima diretta. Vai Auro.

Arrivo in salita oggi al giro dei Paesi Limitrofi, la carovana giungerà ai 3700 metri del passo dell’oca, famoso per essere stato il confine tra il granducato di Toscana e la repubblica di San Marino. Pensate che già dal 1300 vi era un grande traffico di viandanti che andavano a comprare le sigarette.

Siamo ai piedi della salita e vi è un drappello di 3 uomini al comando: Igooor Gonzales de Galdeano, Luigi Berlusconi ed Ivan Basso. A due minuti il gruppo, in cui pedala Francooo Pellizzotti, il delfino di Bibione che oggi ha promesso di dare il meglio di sé. Bè può ancora recuperare due minuti, vero davide?

 Mah, non so s…

 Sicuramente Franco sa quando è il momento di scattare, che corridore. Pensate che fin da bambino trionfava nelle gare di montagna con il suo piccolo pedalò, tutt’ora ormeggiato al lago di Garda in provincia di Bolsena. 

Intanto ecco l’accelerazione di Toooom Boonen, proprio nel punto più duro della salita, nei pressi del muro di Cartago, dove gli assiro-babilonesi si scontrarono con i monaci benedettini nella guerra dei cento anni, iniziata solo l’anno prima. Eh, sappiamo tutti com’è andata a finire poi. 

 Torniamo in corsa, Boonen non riesce a riportarsi sui primi mentre Francoo Pellizzotti sembra stia dando la sensazione di voler scattare un giorno, prima o poi. Un km al traguardo, accelera Basso, Igor Gonzales de Galdeano non ce la fa più, guardate la fatica negli occhi di questo spagnolo, resiste solo Berlusconi. Sarà una sfida a due. Ancora il forcing di Ivan Basso, solo 250 metri, è un testa a testa incerto fino alla fine, Basso, Berlusconi, Basso, Berlusconi, Basso, Berlusconi, Basso, Berlusconi ed èèèèè Bassooooo Berlusconiiii a trionfareeeee, che vittoria!

Ecco anche Franco Pellizzotti, in rimonta. Ottimo piazzamento per lui è 14-esimo, ma ci dicono abbia pronta da sfoggiare una nuova acconciatura. Davide, quanto contano i capelli in un corridore?

 Auro, non credo serv…

 Dobbiamo chiudere il collegamento, ringraziamo Tarquinio Prisco alla regia e ricordiamo l’arrivo: primo Ivan Basso, quattordicesimo Franco Pellizzotti, il delfino di Bibione.

Lascia un commento

Archiviato in bar sport, giornalismi d'antan

Bentornato Auro!

Arriva maggio, il mondo è bello è pieno di colori ma ancora sugli alberi ci sono solo fiori. Oltre a questo, a maggio c’è il Giro d’Italia, avvenimento più coinvolgente del Natale, ma senza regali.

Queste prime due tappe si sono svolte in Danimarca, perciò è il caso di rispondere alla domanda più frequente posta in questi casi: “ma perché, se è il Giro d’Italia, parte dalla Danimarca?” La risposta è semplice: i danesi (o gli olandesi, o qualsiasi altro paese straniero da cui parte il giro) riempiono di soldi l’organizzazione per avere l’onore di veder transitare una corsa storica e importante come il Giro.

Come già detto in altre occasioni, il vero assente a questo Giro d’Italia è, anche quest’anno, Auro Bulbarelli. Le sue telecronache piene di pathos e dettagli storici a casaccio, oltre al suo amore dichiarato per alcuni ciclisti, erano la cosa più bella dei pomeriggi di primavera. Grazie a questo blog, però, Auro ritornerà. Ha deciso di tornare a commentare il ciclismo, seguendo le gare minori, a lui molto più congeniali. Ho ottenuto le sue telecronache in esclusiva, è stato uno degli investimenti più cospicui della mia vita; non dico quanto ho pagato, ma chiedo a tutti un minuto di silenzio per i tanti maiali uccisi per il pagamento in salsicce.

La linea, ora, va ad Auro Bulbarelli. Continua a leggere

Lascia un commento

Archiviato in bar sport

Perdere, ma con style

per caso vanno di moda i baffi?

La differenza tra l’Internazionale comunista e quella di Milano sono le due grandi vittorie che Herrera e Mourinho hanno raggiunto, mentre Berlinguer e compagni sono arrivati al massimo secondi con premio della critica. La vocazione alla sconfitta è un qualcosa da cui non si esce. E’ il tempo a farcelo capire: quando da adolescenti ci si infiamma per le grandi questioni politiche si arriva sempre alla conclusione “è colpa della gente che è stupida!” Col passare degli anni, la gente rimane sempre stupida, ma è distribuita equamente (vorrei dire con distribuzione normale, ma non lo faccio), con la differenza che il continuare a dare la colpa alla gente stupida diventa doppiamente stupido.

Esempio di vita vissuta: Continua a leggere

3 commenti

Archiviato in argite, biografologia, il gatto Silvio, José Mourinho premier