Perdere, ma con style

per caso vanno di moda i baffi?

La differenza tra l’Internazionale comunista e quella di Milano sono le due grandi vittorie che Herrera e Mourinho hanno raggiunto, mentre Berlinguer e compagni sono arrivati al massimo secondi con premio della critica. La vocazione alla sconfitta è un qualcosa da cui non si esce. E’ il tempo a farcelo capire: quando da adolescenti ci si infiamma per le grandi questioni politiche si arriva sempre alla conclusione “è colpa della gente che è stupida!” Col passare degli anni, la gente rimane sempre stupida, ma è distribuita equamente (vorrei dire con distribuzione normale, ma non lo faccio), con la differenza che il continuare a dare la colpa alla gente stupida diventa doppiamente stupido.

Esempio di vita vissuta:

Veterinaria, Pisa, festa universitaria in riva all’Arno. Concerto dei Giardini di Mirò, band italiana, roba importanto, palco con luci, fumi, amplificazione di tutto rispetto. All’ingresso, gratuito, ci sono i buttafuori col metal detector e le torce, fanno aprire le borse alle ragazze e controllano che nessuno abbia armi addosso. Eppure il pubblico sembra più che tranquillo, ma poi basta ascoltare un paio di canzoni per capire il perché di tanto scrupolo. I Giardini di Mirò sono un gruppo indie italiano caratterizzato da un “suono proprio che è un mix di psichedelia,shoegazedream popnoisepost punk.” Sono emiliani ma cantano in inglese, hanno un suono definibile più che altro come un mix tra il vomito dei Cure e le scoregge dei Pink Floyd. La piazzetta, piena, neanche li ascolta più dopo i primi 10 minuti di lagna, nonostante sia bello che “in Italia non si faccia sempre la solita musica” (cit. il cantante dei Giardini). A metà concerto, se i buttafuori avessero lasciato passare le armi, in molti si sarebbero sparati.

La vocazione alla sconfitta sta tutta qui, nel fare una festa, faticando e cercando risorse, per poi chiamarci il gruppetto di moda tra la nicchia di anticonformisti vestiti bene che ammorba la gente. Alla prima festa col dj che mette la bomba, andranno tutti lì. Al primo Berlusconi che porta in tv il tenerone e Jo Squillo, tutti a votare lui. Alla prima Democrazia Cristiana con Mike Bongiorno al rischiatutto, tutti al bar incollati alla televisione. E noi continuiamo con tanti piccoli concertoni del primo maggio, con tammuriate, bonghi, psichedelia per finti poveri. Perdiamo e perderemo, ma non è colpa nostra, perché la gente è tutta stupida.

3 commenti

Archiviato in argite, biografologia, il gatto Silvio, José Mourinho premier

3 risposte a “Perdere, ma con style

  1. …quando perdo non sto li a buttar giù fiele
    e non mi svendo
    e poi, perdere ogni tanto c’ha il suo miele
    e se dicono che vinco stan mentendo perchè
    quelle poche volte che busso a bastoni
    mi rispondono con spade o con denari
    la ragione, diamo, e il vincere ai coglioni
    oppure ai bari
    resteremo sempre a un punto dai campioni
    13 e pari
    ma, si perda perchè siam tre volte buoni
    e si vinca solo in sogni straordinari…

    se perde ce tocca… almeno co’ ‘sta musica!

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