Dalla Bulgaria col furgone

Era settembre quando Sofia Romanov, donna bulgara in carriera, decise di portare aria nuova nel volley pisano. Ha scelto il suo obiettivo, il torneo del Cusse, ed ha scelto i suoi giocatori, indicandogli una bottiglia di champagne. Nella sua lingua significa: vincere o perdere, purché ammaliando. Sofia ha quasi due anni, è cresciuta in Bulgaria sognando di seguire le orme di Zdenek Zeman. A sua madre, come prima parola, ha detto “attacca”. La marcia del suo team, CSKA Sofia, è cominciata oggi.

Esordio in casa, di fronte un avversario ostico: i Pallavolando, una squadra dal nome spiazzante e dal gioco efficace. Il sestetto messo in campo da Sofia ha ingranato lentamente, dalla confusione iniziale ne é uscito un set al cardiopalma, finito ai vantaggi  dopo che i bulgari si sono trovati sotto 24-21. Tre set point annullati, prima di cedere 26-24.

Non gli si dava un soldo di fiducia, invece eccoli là, a sbuffare su ogni pallone per cercare la giocata.  E’ contenta lo stesso, la Romanov. Li ha selezionati uno per uno, andandoli a scovare nelle palestre più remote, come ad esempio la Zerboglio. Un buco di fianco ad una scuola elementare dell’Azerbaigian, dove da anni governa sempre lo stesso tiranno: Ghimentechko. Un regime che non lascia spazio a chi vuole coltivare passioni diverse da quelle della coltivazione di caffè, chi vuole giocare a pallavolo, deve nascondersi. E guai a chi prova a inventare qualcosa, potrebbe essere scoperto dal dittatore azero. Sofia Romanov è però una che sa vedere il talento, anche se sta sotto una coltre di neve e polvere. Dal suo viaggio alla palestra Zerboglio è tornata con il nocciolo duro della sua squadra. Rambo Guerrazzi, vecchia conoscenza pisana, è stato designato come palleggiatore. Il suo compito è quello di servire palloni per i colpi di Josiph Papadov dal centro, Pamela Derosova da posto quattro (o posto due, tanto va sempre lunga fuori) e ChiariskaDigiagomoska, tutto attaccato, libero proveniente dalle montagne Caucaso. Come bocca di fuoco, la Romanov ha scelto il giovane principe Lorenzo di San Giusto, eletto uomo più bello d’Azerbaigian ogni anno dal 2007 ad oggi. Dalle lontane terre verso il Lucchistan, sono infine arrivate due valchirie, Blanche Bionditzki, centrale e Giulina Nerova, laterale rientrante da infortunio allo smalto delle unghie. Eccoli qua, la squadra bulgara più forte che Pisa abbia mai visto.

Un gioco votato all’attacco lascia, giocoforza, scoperta la difesa. Gli avversari lo sanno e il CSKA SOFIA soffre: le bordate dell’avversario bergamasco, il più pericoloso di tutti, hanno aperto in due la difesa. C’è molta meno storia nel secondo set: Pallavolando lascia CSKA SOFIA a 20 e tanti saluti. Come da regolamento si gioca il terzo set, c’è ancora un punto in palio. Ed è qui che Sofia Romanov ha visto premiati i suoi sforzi. Lo sapeva già, una conferma però fa sempre bene. Il suo CSKA ha ingranato la marcia, messo la freccia e lasciato gli avversari lì, a cercare di capire da dove fosse partita la palla. Papadov non ha fatto passare più nulla, murando tutto e tutti, non contento ha pure piantato qualche pallone in terra. Il principe Lorenzo, con l’eleganza che lo contraddistingue, ha giostrato pallonetti soavi e gentilissimi. 15-10, un punto portato a casa e lo sguardo di ghiaccio di Sofia Romanov che sembra dire: io lo so come finirà.

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