Cambiare si dovrebbe

cambiare si può

Ultimo minuto era un programma di rai3, andava in onda quando i giovani d’oggi erano alle elementari. Raccontava storie tremende, casi di cronaca al cardiopalma ricostruiti mettendoli in scena. Roba da far venire l’angoscia, episodi di vita vissuta risolti, quando andava bene, all’ultimo istante.

Ci fosse ancora oggi, Ultimo Minuto parlerebbe delle elezioni. Le hanno anticipate a febbraio, la situazione è drammatica, ansia a volontà. Fino a qualche giorno fa non si conoscevano neanche i contendenti, mesi e mesi di consultazioni e primarie dalle regole più strambe per arrivare al duello Bersani-Berlusconi. In più, la minaccia di un comico alla guida di una massa di belve informi, mai visti prima (qualcuno aggiunge: per fortuna). Il tempo per scegliere è sempre meno. Da una parte il duopolio degli amici-nemici, i grandi partiti del “fare” gli interessi di determinate categorie (solitamente molto ricche). Dall’altra, il deserto. Gli uomini di buona volontà, di buonsenso o anche solo di civiltà, non hanno alternative. Ora però parte la musichetta di Ultimo Minuto, quel din din din ansioso ma risolutivo.

Qualcosa, tra gli uomini di buona volontà, si è mosso. Qualcosa al di fuori degli strambi tentativi alla Vendola, meteora già esplosa, spazzata via dal duello tra il sindaho di FFirenze e Bersani il pragmatico.  Gli uomini di buona volontà sono quelli che non hanno mai capito la politica del centro-sinistra, guidato in questi venti anni dagli stessi loschi figuri. Sono quelli affranti dal vedersi sorpassati da un comico su temi che la sinistra radicale portava avanti da anni. Sono quelli che ora hanno messo da parte gli screzi su simboli, parole chiave, faide i cui protagonisti sono ormai caduti nel dimenticatoio, e si sono riuniti. Appena in tempo per mettersi a lavorare su qualcosa di più interessante di un accordo con il centrosinistra per sperare di tirarlo più a sinistra, per poi ritrovarsi ad osservare la deriva verso le cosiddette posizioni moderate. Le posizioni moderate sono quelle che ci hanno portato dove siamo oggi, in un paese iniquo, guidato da parrucconi vari e senza la minima ombra di futuro.

Cambiare si può è un movimento che raccoglie gli uomini di buona volontà. Si stanno riunendo in questi giorni, all’ultimo minuto, mossi dalla disperazione del vedere il burrone in avvicinamento. In Italia le cose migliori le facciamo nei momenti tragici: la Costituzione, tanto per dire, l’abbiamo scritta in mutande. Prima di allora c’era il Re e le donne non votavano.

I temi proposti dal movimento sono già disponibili sul sito, quello che manca è una sezione dedicata alle pd-faq, ovvero alle domande frequenti dell’elettore tipo del centrosinistra. Meglio colmare questa lacuna una volta per tutte.

PD-FAQ: domande frequenti dei fedelissimi del centrosinistra

Come pensate di cambiare le cose da fuori? Le cose si cambiano da dentro.

Mai visto nessuno cambiare qualcosa da dentro. Per tirare via il regime di Mussolini è toccato imbracciare i fucili, nessuno a quel tempo pensò di mettere la camicia nera e convincere Mussolini che un’altra italia fosse possibile. Guardando a tempi più attuali, il prodotto di venti anni di sto-dentro-per-cambiare è stato Renzi, ovvero colui che è riuscito a perdere urlando a gran voce la sua voglia di rinnovamento. Ha perso contro Bersani, D’Alema, Bindi. Dimostrazione lampante di come da dentro nessuno cambia niente.

Gli italiani sono moderati, le elezioni si vincono al centro, come credete di poter fare altrimenti?

Avete (e abbiamo) rincorso il centro per venti lunghissimi anni. Abbiamo mai vinto? E quando abbiamo vinto, abbiamo migliorato il paese? No, il massimo che Prodi è riuscito a fare è stata una politica anti-evasione e nel frattempo la svendita delle aziende di stato, con risultati straordinari chiamati poste italiane o trenitalia.

Per governare ci vuole esperienza, non si può stare solo all’opposizione. Dove ce l’avete l’esperienza?

L’esperienza del centrosinistra è quello che più mi/ci spaventa pensando al futuro del paese. Pensate a Rutelli, lo avete (e abbiamo) fatto ministro. Rutelli. Pensate ai vostri piccoli governi locali, al Pd del vostro comune, della vostra provincia. Se siete milanesi avete avuto Penati, tanto per fare un esempio. Se siete perugini, avete un assessore allo sport socialista che gira con l’auto blu, la usa per inaugurare mostre, per vedere le partite del Perugia, per andare in tribunale a querelare chiunque parli della sua auto blu. Avete (a abbiamo) negli anni eletto la peggior gente possibile, delegando a questi figuri la gestione della cosa pubblica. Il risultato ce lo abbiamo sotto agli occhi ogni giorno. Pensate che Bersani, dall’alto della sua esperienza, possa riuscire a sbarazzarsi di questi parassiti? No, non può riuscirci. Non è abbastanza cattivo per farlo.

Sì ma ci vogliono proposte concrete! Non solo teorie!

Eccole qua le proposte concrete. Lavoro, economia, beni pubblici, ambiente. Sono tutte scritte, proprio da queste parte il movimento. Inoltre, caffè pagato per chiunque riesca a dirmi quali sono le proposte concrete del Pd. Non vale usare parole-supercazzola come “responsabilità”, “governabilità” e “hoha-hola hon la hannuccia rottamata”.

Il vecchio centrosinistra non ha più nulla da offrirvi, neanche un posto di lavoro per i vostri figli in qualche ufficio pubblico. Non ha senso tenerlo ancora in vita, stacchiamogli la spina, guardiamo oltre. Abbiamo bisogno di tutti, cambiare si può e si deve.

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