Maratona

Giannino, idolo indiscusso dell’ultima settimana di campagna elettorale

Come da tradizione, riparte la maratona elettorale. Gli ex di casapiddu hanno finora commentato i primi dati con qualche bestemmia o poco più, li risentiremo dopo.

Iniziamo ora, alle 18:18: dopo exit (o instant) poll favorevoli al centrosinistra, le proiezioni dicono berlusconi avanti di un punto percentuale. Grillo al 25%, Ingroia spazzato via, Fini e Casini fuori dal parlamento. A breve, pizza, birra e commenti insieme ad alcuni esponenti di spicco dello scazzo dell’area pisana.

19:46 – In tv c’è Fassino, l’uomo del “Grillo fondi un partito suo e vediamo quanti voti prende”. Per ora è al 25%, mentre il pd di Fassino è al 27%. Al Senato sono stati scrutinate 45.732 sezioni su 61.446. Pizze ordinate, aperitivo a salsicce secche hand made. Insieme a me, per ora, un grillino degli albori (che finanziò pure servizio pubblico di Santoro!)

20:07 – Arriva una bimba di 4 anni con la sua famiglia. Lei ha votato per le winx, uno dei partiti che sta causando la sconfitta del pd.

20:33 – Iniziano i primi discorsi in tema di emigrazione. 35.219 sezioni su 61.446 alla Camera, Bersani 30,84%, Berlusconi 27,85%. Un confuso Scalfari su Ingroia: “ha preso solo il 2%, ha tolto il 3% al pd”

21:38 – Salsicce finite, birra bevuta, ora parla Grillo. Divampa la discussione tra un eminente ricercatore del Cnr in quota Sel e il padrone di casa grillino, chiara dimostrazione di come i voti di grillo vengano dalla sinistra.

22:01 – Il risultato si consolida, ormai la prima coalizione sembra essere Pd+Sel. In senato non c’è però una maggioranza assoluta, non sappiamo ancora cosa sarà di noi. Ci attende almeno un mese di chiacchiere, intenzioni, accordi. Sarà durissima.

22:18 – Letta in tv annuncia di aver vinto. Maggioranza sul campo, Agnelli ha fatto scuola.

0:40 – Mancano 400 sezioni alla camera, il vantaggio di Pd e Sel è dell0 0.4%. Ancora non c’è la vittoria matematica, ci sono 120mila voti di scarto e ancora 200mila schede da scrutinare. Su facebook in tanti dicono che emigreranno, ma non è vero, rimarrano qui. Ed è meglio così, tra un anno si tornerà alle elezioni e c’è bisogno di tutti, fin da ora.

0:50 – Capezzone, Santanchè,La Russa, Cicchitto, ce li stiamo sorbendo tutti. Fanno le vittime rinate, “ci davano tutti addosso e invece guardate che risultato!”. Alfano chiede al ministro dell’interno di dichiarare il pareggio, perché il distacco è troppo basso. Alla faccia di chi diceva che col porcellum bastava un voto in più per avere il premio di maggioranza.

1:00 – E’ fatta. La matematica ci dice che la prima coalizione d’italia, alla camera, è quella composta da Pd e Sel. La differenza è di 130mila voti, quasi irrisoria, proprio come nel 2006.

Queste elezioni disegnano un paese indeciso, che non sa cosa fare di stesso e come riuscire a ripartire in qualche modo. Tra chi ancora crede in Berlusconi, chi vorrebbe ridare una possibilità a Bersani, chi sogna dietro ai comizi hollywoodiani di Grillo. Non guariremo mai dalla nostra italianità. La sinistra esce con le ossa completamente rotte, a partire da quella radicale. Gli errori si pagano. Il centrosinistra è come al solito impotente, non ha più neanche la forza di un sogno, svegliato dalle mille ipocrisie che ogni giorno lo sfiancano sempre di più. Avevamo Berlinguer e ci siamo ritrovati con Lusi e Penati. Il sogno, unico e sgangherato, ce l’hanno ora i grillini. Beati loro.

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