La mensa di Goku

Goku alla mensa dei sayan

Goku alla mensa dei sayan

Una delle comodità del CNR di Pisa è la mensa. Si impara a memoria il percorso tra i corridoi tutti uguali, pochi minuti di camminata e sei a mangiare, senza perdere troppo tempo. In più, i prezzi sono più che calmierati: se sei uno dei tanti precari della ricerca,  con cinque euro e spiccioli ti prendi un pasto completo, ed è un signor prezzo. Certo, il cibo è difficile da digerire, quando ci sono i fritti, poi, meglio il digiuno. Un tubo arrugginito rimarrebbe meno tempo nello stomaco. Ho sempre pensato all’azienda che gestisce la mensa come strozzata dalle richieste di prezzi bassi e qualità alta del CNR, con margini di guadagno miseri e dipendenti stritolati fino all’ultimo secondo di lavoro. Tant’è che una volta, dopo essermi accorto che la cassiera mi aveva ridato venticinque euro di resto in più del dovuto, sono andato a restituirli. La mia coscienza non stava reggendo. Poi però, qualche giorno fa, mi sono sentito un po’ fesso.

Sfogliando l’Espresso, mi imbatto in un articolo dal titolo “Lo zar delle mense”. Inizio a leggerlo, ridacchiando al pensiero che possa essere quello della mensa dei poveri del cnr. Dopo poche righe, scopro che è davvero lui. Serenissima Spa, di proprietà di un certo Putìn. Come il russo ma con l’accento alla veneta, infatti è amico intimo di Galan, ex governatore del Veneto. L’inchiesta de L’Espresso è agghiacciante. La Serenissima è un impero economico, gestisce le mense di strutture pubbliche di mezza italia. Nel 2012 ha chiuso il bilancio in attivo di 241 milioni di euro. Nel 2013 potrà contare su una perdita in meno, ovvero i 25 euro che ho restituito. Continuando a leggere, l’ingenuità di aver creduto all’aziendina che soffriva ad arrivare a fine anno, schiava dei vincoli della rigida macchina statale mi fa vergognare di me stesso. La Serenissima ha vinto, tanto per dire, un appalto a trattativa privata presso la Asl di Padova da 152 milioni di euro fino al 2018. Pratica prezzi differenti ad aziende pubbliche o private, un pasto alle private costa la metà. All’ospedale di Treviso chiudono reparti e pagano 45 milioni l’anno (sempre senza concorso) per la mensa della Serenissima. Un anno fa, in quell’ospedale, c’è stata pure una epidemia di intossicazioni alimentari, con due morti.

Ecco dunque la domanda atavica che divide la sinistra si pone da sempre: è giusto rimanere onesti anche di fronte alla disonestà? Il bene rimane bene anche davanti al male? Goku non avrebbe mai sconfitto Freezer con una mozione democratica, d’altra parte se non ci fossero stati i presupposti per l’esistenza di Freezer, non ci sarebbe stato bisogno della forza di un super sayan. Cosa fare quindi? Fare il bene e predicare il bene, come Crili? Predicare il bene ma scendere a patti col male, come D’Alema che su dragon ball non c’è ma somiglia al genio delle tartarughe? In un mondo malato, la scelta di Goku è l’unica possibile: davanti a Freezer bisogna menare forte. Perché lo zucchero nnè fatto pi somari, dice il nonno. Peccato non vivere in dragon ball (io avrei voluto lavorare alla capsule corporation, quella che faceva capsule che poi diventavano macchine, elicotteri etc).

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1 Commento

Archiviato in biografologia, il gatto Silvio, io me piasse ncolpo

Una risposta a “La mensa di Goku

  1. così attaccavi bulma senza pietà! Anche se lavorava per la ecomerd se c’eri tu alla capsule corp.

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