Archivi del mese: maggio 2013

Lezioni

Schermata 2013-05-26 a 15.15.23

Le storie brutte insegnano a scrivere quelle belle. Quello che è successo a Marsciano ci lascia tutti con le ossa ancora più rotte; la violenza della giungla è dura, durissima da digerire per chi ancora non è del tutto un animale. Dicono che questa volta si poteva evitare, che l’omicida aveva un lungo curriculum di denunce a proprio carico. Le forze dell’ordine, però, poco potevano fare. Per minacce non si va in galera. Col perdurare della crisi, la violenza ci si sta avvicinando sempre di più. C’è tanta gente che non ha più nulla da perdere, la culla perfetta per far crescere la follia. Ci hanno, ci siamo, isolati e impoveriti. Già più di dieci anni fa c’era chi urlava questa fine annunciata, questo impoverimento non solo economico. Allora le forze dell’ordine e lo stato seppero dare una risposta: ci presero a bastonate. In tanti si girarono dall’altra parte, quella violenza sembrava lontana e senza senso.Oggi ce l’abbiamo in casa.

Eccolo l’insegnamento: siamo più poveri, ma sappiamo qual è la via della ricchezza. Dando qualcosa da perdere a chi non ha niente, la violenza sparisce.

Eccola la bella storia: Roberto è morto perché ha offerto ospitalità ad una sua dipendente in preda alla paura, minacciata dall’ex marito. Ci servono uomini così per rendere bello questo paese.

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Bambino querelato

Bambino querelato

Diciamoci la verità: oggi come oggi non si fa in tempo ad uscire di casa che c’è qualcuno pronto ad insultarti. A me capita tutte le mattine. A San Giusto non lesinano certo sui budelli di mi ma’, oltre a tutto il resto. Basta aprire la porta ed ecco una folla di insultatori professionisti che mi si fa incontro. Come tutti gli italiani nelle mie condizioni – la maggioranza (ma quanto farà fico usare i trattini?) – identifico uno a uno gli insultatori, quindi già che il tribunale è di strada, presento querela per diffamazione. Negli anni sta diventando un lavoro pesante, ma va fatto perché la querela è una conquista della democrazia, non dobbiamo scordarcene. Bene ha fatto la presidente Boldrini a slegare i cani della polizia postale sulle tracce dei suoi insultatori. Uno è stato denunciato per aver condiviso su facebook, manco fosse badoo, un fotomontaggio della presidente nuda. Bene hanno fatto i querelatori di Linda Rando, che nel suo blog in cui si parla di editoria aveva commentatori che insultavano le case editrici. Bene fa il ministro Nitto Palma a querelare Crozza per una battuta sull’incontro in carcere con Cosentino. Bene ha fatto Saviano a querelare un giornalista perché ha scritto che non era vera la storia della mamma di Peppino Impastato che chiamava Saviano per ringraziarlo (il processo si è concluso con un’archiviazione). Bene ha fatto la Finocchiaro a querelare l’Espresso perché ha scritto di averla vista di nuovo a far la spesa con la scorta.

Dobbiamo proteggerci dagli insultatori. Sono intorno a noi, sono ovunque.

Altre cose interessanti su cui varrebbe la pena scrivere: Giro d’Italia che passa per il Vajont, la diga che la popolazione della valle non voleva ma il governo democristiano sì, finì che la diga fu fatta e il popolo della valle morì in circostanze tragiche, dunque sì alle molotov in val di Susa. Bike Sharing a Perugia, il grande sindaco Boccali si fregia dell’ennesimo traguardo: dotare di bici chi non ha mai pedalato per motivi orografici. Le bici saranno elettriche e calciabili in caso la batteria si scarichi a metà della pettata di via Alessi. La vera chicca è però questo:

Spot elettorale di Filippeschi, sindaco uscente di Pisa che ha messo al lavoro i creativi (o cretini?) del pd per questa opera. Riesce ad essere grottesca sia nella presentazione che nei contenuti, la scena finale è poi da antologia. Lui (Filippeschi) è un cane maledetto, il risultato finale è un video su cui un partito di opposizione dovrebbe subito fare manipolazioni così da renderlo virale. Lo so, la parola virale è passata di moda, ma continuerò ad usarla lo stesso. Se non vi sta bene, vi querelo.

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