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Auro al Giro dei luoghi comuni

Auro al Giro

Il Giro d’Italia inizia ad accendersi, primo arrivo in salita in abruzzo, quindi tappe movimentate con sprint finali non scontati, soprattutto a causa delle cadute. Addirittura un arrivo in salita in Umbria, ad Assisi: in mezzo ai frati francescani ha vinto uno spagnolo, Rodriguez, poi squalificato per la storiaccia dei matrimoni gay approvati da Zapatero. La situazione è incerta, ma se avete qualche spicciolo da parte, scommettetelo su Ivan Basso.

Auro Bulbarelli ha come al solito seguito un’altra corsa, andata in onda in replica a mezzanotte su raisport2.  Continua a leggere

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Auro al Giro dei paesi limitrofi

Il Giro d’Italia è tornato in Italia, dopo la noia piatta della Danimarca. Cronosquadre a Verona dove gli italiani non hanno ben figurato, quindi oggi tappa pianeggiante con arrivo a Fano, nota località balneare famosa per la massiva presenza di perugini ad agosto.

Intanto Auro Bulbarelli continua con le sue cronache, ecco, come sempre in esclusiva, la sua ultima diretta. Vai Auro.

Arrivo in salita oggi al giro dei Paesi Limitrofi, la carovana giungerà ai 3700 metri del passo dell’oca, famoso per essere stato il confine tra il granducato di Toscana e la repubblica di San Marino. Pensate che già dal 1300 vi era un grande traffico di viandanti che andavano a comprare le sigarette.

Siamo ai piedi della salita e vi è un drappello di 3 uomini al comando: Igooor Gonzales de Galdeano, Luigi Berlusconi ed Ivan Basso. A due minuti il gruppo, in cui pedala Francooo Pellizzotti, il delfino di Bibione che oggi ha promesso di dare il meglio di sé. Bè può ancora recuperare due minuti, vero davide?

 Mah, non so s…

 Sicuramente Franco sa quando è il momento di scattare, che corridore. Pensate che fin da bambino trionfava nelle gare di montagna con il suo piccolo pedalò, tutt’ora ormeggiato al lago di Garda in provincia di Bolsena. 

Intanto ecco l’accelerazione di Toooom Boonen, proprio nel punto più duro della salita, nei pressi del muro di Cartago, dove gli assiro-babilonesi si scontrarono con i monaci benedettini nella guerra dei cento anni, iniziata solo l’anno prima. Eh, sappiamo tutti com’è andata a finire poi. 

 Torniamo in corsa, Boonen non riesce a riportarsi sui primi mentre Francoo Pellizzotti sembra stia dando la sensazione di voler scattare un giorno, prima o poi. Un km al traguardo, accelera Basso, Igor Gonzales de Galdeano non ce la fa più, guardate la fatica negli occhi di questo spagnolo, resiste solo Berlusconi. Sarà una sfida a due. Ancora il forcing di Ivan Basso, solo 250 metri, è un testa a testa incerto fino alla fine, Basso, Berlusconi, Basso, Berlusconi, Basso, Berlusconi, Basso, Berlusconi ed èèèèè Bassooooo Berlusconiiii a trionfareeeee, che vittoria!

Ecco anche Franco Pellizzotti, in rimonta. Ottimo piazzamento per lui è 14-esimo, ma ci dicono abbia pronta da sfoggiare una nuova acconciatura. Davide, quanto contano i capelli in un corridore?

 Auro, non credo serv…

 Dobbiamo chiudere il collegamento, ringraziamo Tarquinio Prisco alla regia e ricordiamo l’arrivo: primo Ivan Basso, quattordicesimo Franco Pellizzotti, il delfino di Bibione.

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Bentornato Auro!

Arriva maggio, il mondo è bello è pieno di colori ma ancora sugli alberi ci sono solo fiori. Oltre a questo, a maggio c’è il Giro d’Italia, avvenimento più coinvolgente del Natale, ma senza regali.

Queste prime due tappe si sono svolte in Danimarca, perciò è il caso di rispondere alla domanda più frequente posta in questi casi: “ma perché, se è il Giro d’Italia, parte dalla Danimarca?” La risposta è semplice: i danesi (o gli olandesi, o qualsiasi altro paese straniero da cui parte il giro) riempiono di soldi l’organizzazione per avere l’onore di veder transitare una corsa storica e importante come il Giro.

Come già detto in altre occasioni, il vero assente a questo Giro d’Italia è, anche quest’anno, Auro Bulbarelli. Le sue telecronache piene di pathos e dettagli storici a casaccio, oltre al suo amore dichiarato per alcuni ciclisti, erano la cosa più bella dei pomeriggi di primavera. Grazie a questo blog, però, Auro ritornerà. Ha deciso di tornare a commentare il ciclismo, seguendo le gare minori, a lui molto più congeniali. Ho ottenuto le sue telecronache in esclusiva, è stato uno degli investimenti più cospicui della mia vita; non dico quanto ho pagato, ma chiedo a tutti un minuto di silenzio per i tanti maiali uccisi per il pagamento in salsicce.

La linea, ora, va ad Auro Bulbarelli. Continua a leggere

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La flame rouge di Auro

Auro insieme ai suoi occhiali e all'ex campione del mondo Bettini

Non è vera Pasqua senza Giro della Fiandre. Appena dopo pranzo, completamente impanzaniti, c’è da affrontare la sfida del Grammont. Restare svegli fino alle 17, orario in cui si decide la gara, è impresa ardua quanto scalare tutti i muri della corsa olandese.

Questa edizione della corsa, vinta da Cancellara con una azione da lacrime per gli svizzeri e da applausi per il resto del mondo, porta con sé un elemento che conferma la tesi che in molti avranno elaborato durante la Milano-Sanremo: ma Auro Bulbarelli non commenta più il ciclismo? Se a Marzo poteva essere malato, ora non ci sono più scuse. Gli aneddoti di Auro non riempiranno più i nostri pomeriggi di primavera, quando il Giro d’Italia accompagna la nostra vita come una stella cometa. Continua a leggere

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