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[Reportage] I mondi esotici dietro casa

A volte è necessario uscire dal mondo dei social network, per dare più valore ai mille “mi piace” o ai retweet che usiamo per sostenere le cause che ci stanno a cuore. Andare dove ancora la nostra civiltà non è arrivata, dove non esistono leggi né connessioni wifi, dove i cantautori non ci sono e meno che mai si impegnano. Dove la macchina di google street view fatica ad arrivare. Sono i luoghi in cui capire chi siamo e dove andiamo, dove i bambini giocano in mezzo alla polvere finché hanno la forza di correre dietro al pallone.

Sono uscito con la macchina fotografica, ho fatto qualche passo verso sud ed ho trovato queste immagini. Continua a leggere

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La colonna di Manrico

Cercasi giovane, intraprendente, motivato,  per inserimento nella nostra redazione on line. Richiesta esperienza calcistica e possesso di una tv satellitare con canali sportivi di tutto il mondo. Inviare cv a colonna.destra@repubblica.it

Manrico non credeva ai suoi occhi quando lesse l’annuncio. Scorreva i requisiti sul testo, col dito indice, e gli pareva fosse stato scritto per lui: li aveva tutti. Giovane: sì, a 31 anni era ancora giovane. Intraprendente: chi più di lui, aveva anche comprato un giornale di annunci. Motivato: il giornale di annunci lo stava pure leggendo! L’esperienza calcistica, dopo le vittorie degli ultimi anni al fantacalcio, non era in discussione. La ciliegina sulla torta erano i canali da tutto il mondo: tutti lo presero in giro per l’acquisto di quella antenna parabolica motorizzata, “un lusso da piccoloborghese di fine anni 90” dissero i suoi amici. Alla faccia di quegli intellettuali rimasti a leggere L’Internazionale, ora avere tutte le tv del mondo era la chiave per entrare nel mondo della cultura dalla porta principale.

Il colloquio fu massacrante, per il posto si presentarono in 1200 persone. Tutti giovani, intraprendenti e motivati. Fior di titoli, lauree, master, esperienze in tutto il mondo. Manrico fu però l’unico a rispondere alla domanda su Astutillo Malgioglio: portiere di riserva con baffi e capelli a caschetto dell’Inter di Trapattoni. Il posto era suo: contratto di sei mesi, con buone probabilità di inserimento.  Neanche il tempo di chiamare la mamma e dare la  buona notizia: il giorno dopo era già tempo di cominciare a lavorare. Così iniziò l’incubo di Manrico. Continua a leggere

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Va’ Pensiero che tulì è bulo

 

I giovani padani umbri

 

I riflettori sono tutti puntati in Sudafrica, ma il grande calcio internazionale è stato di casa anche a Novara. In un paesino della bassa, Novarello, si è svolto il mondiale della Padania, chiamato Padania Cup. Su un campo di calcetto in mezzo alle risaie, le nazionali giovanili di Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli, Liguria, Toscana, Marche, Umbria, ed Emilia si sono giocate il titolo più ambito. Continua a leggere

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Libertà di bestemmia

Il sindacato internazionale dei calciatori ricorda alla Federazione italiana giuoco calcio che non si può espellere per una bestemmia, che altro non è che una espressione colorita come un’altra. Questo a suggellare l’ennesima figura da zappatori timorati di dio onnipotente fatta dalla stirpe italica. Qualche settimana fa, infatti, il presidente del Coni, Petrucci, si scagliò contro le bestemmie in campo. Mentre lo sport nazionale, calcio escluso, non ha più i soldi neanche per un gatorade, e mentre anche il calcio sta vivendo qualche problemino. Ad esempio gli stadi sono vuoti, i pochi che vanno sono per metà razzisti (i tifosi) e per metà delinquenti (gli sbirri), la squadra del premier ha regole diverse dalle altre squadre, e fino a qualche anno fa truccatvano partite e calciomercato per far vincere la squadra degli Agnelli (non di dio).

La libertà di bestemmia è un diritto sacrosanto in un paese civile. Tando dio non ha mai fatto sapere di essersi offeso. Allo stadio poi, nessuno lo ha mai visto. Vabè che lui di sicuro c’ha Sky.

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I dolori del giovane Hertha – #1

Alberto Angela quando giocava con l'Hertha Berlino

Quando si affronta una traversata che dallo stivale porta al regno dei crucchi, il tema dominante non può che essere il calcio. Dal piattone di Rivera in quel memorabile 4-3, il tiro della vita di Fabio Grosso in quel 2-1, Mattheus, Klinsmann, Brehme e lo scudetto dei record, il Borussia Dortmund che umilia i gobbi con Karl Heinze Riedle. Italiani e tedeschi sono accomunati dal calcio. Vabè, anche da altri dettagli, quali l’idiozia di aver seguito negli stessi anni due dittatori sanguinari senza accorgersi che fossero sanguinari. Continua a leggere

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