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In tempo di guerra ogni Panda è una trincea

Uno yacht Fiat che si schianta sugli scogli

 

Quando una notizia viene passata per attualità anche sul tg1, significa che è importante, anche se viene usata solo per parlare di altro, fare da contraltare alla sparata del giorno di berlusconi o fomentare la vena del “ma anche”, ovvero il governo è brutto e cattivo ma anche gli altri sono uguali. Pomigliano d’Arco appartiene a questa ultima opzione: la Fiat è indecisa se produrre la nuova panda in polonia o in italia, ha proposto un accordo ai lavoratori italiani che però non è stato firmato da tutti i sindacati. Ad opporsi è stata la Fiom. Continua a leggere

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L’esercito della Fica

Crisi economica, ancora lei. Sale la disoccupazione, scendono i consumi, saltano per aria i paesi, aumentano le vendite di beni di lusso. Anche il più tonto degli economisti ha capito che i soldi non ci sono perché chi ce li aveva li sta accumulando sempre più. L’obiettivo è chiaro: prosciugare ogni riserva della moltitudine di piccoli borghesi che in questo momento vanno avanti con i guadagni di una vita, le pensioni dei nonni e qualche casetta comprata quando ancora le case si potevano comprare. Una volta terminato questo processo saranno tempi duri per chi avrà meno di due/tre milioni di euro cash a disposizione. Saremo costretti a prostituirci per sopravvivere. Continua a leggere

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Olive greche

Bondi manifesta contro la libertà di stampa

La Grecia è andata a cianche ritte, eppure su facebook è pieno di album fotografici dal titolo “Mikonos estate pazzaaaaaa”; un turismo fiorente che non è bastato a salvare gli ellenici dal fallimento. In queste ore a migliaia sono in piazza, incazzati guasti perché uno stato che si reggeva sulla corruzione è crollato miseramente. Il premier greco cerca di aggrapparsi a qualsiasi cosa, recentemente ha dichiarato: “nonostante tutto, nessun ministro della repubblica vive in appartamenti vista partenone pagati da altri”. Continua a leggere

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Tutti a casa

Un italiano costretto ad andare in vacanza per nascondere la crisi

La crisi, in fondo, ha i suoi lati positivi. Il primo è quello di dover limitare le uscite, gite fuori porta, week end al mare,montagna, o città; in effetti, rispetto al beneficio che se ne ricava, fare Pasquetta a casa dovrebbe costare molto di più che andare a visitare gli Uffizi: 3 ore di fila, spintoni per i corridoi, coda infernale in autostrada, contro passeggiata, libro,divano, televisione, letto.   Continua a leggere

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Il prezzo della crisi all’incontrario va

Disoccupati occupanti

In prima pagina su Repubblica: “Allarme consumatori, stangata da 596 euro“. Ovvero aumentano ancora i prezzi di elettricità, gas, treni, assicurazioni e ricorsi al giudice di pace. Non fosse per quest’ultima, non mi lamenterei. Ma perdiana, non è possibile che per denunciare i vicini, cosa che faccio regolarmente dal 1989, io debba pagare sempre di più.

Nel frattempo siamo sempre di più in crisi economica, le aziende chiudono, licenziano, trasferiscono. Disoccupati che occupano i tetti, consumatori sempre più insolventi. Nonostante questo clima, i prezzi continuano a salire. Chi conosce come viene determinato il prezzo, incontro tra domanda e offerta, sa che qualcosa non torna. I prezzi aumentano se la domanda sale di più rispetto all’offerta. Questa ipotesi, considerando che siamo in crisi, non mi pare possibile. Potrebbe essere diminuita l’offerta molto più di quanto sia diminuita la domanda. Ma perché gli operatori economici (chissà se esiste come termine) dovrebbero rinunciare a vendere?

Il dubbio, dunque, rimane. Siamo in crisi economica da un anno, ma i prezzi non ne vogliono sapere di scendere. Certo, chi ha i grossi capitali potrebbe aver scelto di trasferire tutto in cina, magari diminuendo la produzione. Facendo bene i calcoli forse si mantiene lo stesso margine di guadagno.

Mano alzata, vorrei fare due domande:

1) Gli imprenditori italiani sono così stupidi da non capire che senza stipendio gli italiani non imprenditori non possono certo andare avanti a lungo a comprare?

2) E gli italiani sono così stupidi da votare proprio il partito degli imprenditori che li licenzia e alza i prezzi?

Spero che la risposta ad almeno una delle due domande sia no, altrimenti sono cazzi amari.

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