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Il compagno di Kallon

Lo stupore di Ventola dopo aver vinto le elezioni

Nichi Ventola era un attaccante dell’Inter di Hector Cuper, una squadra fondata sui terzini più improbabili, il catenaccio e le vittorie in sofferenza. Nello stesso periodo, in parlamento, Rifondazione Comunista aveva un parlamentare il cui nome stuzzicava la mia curiosità: Nichi Vendola. La legge elettorale è cambiata, l’Inter pure, ed oggi in parlamento non abbiamo certo un Milito deputato comunista.

Il politico dall’omonimia nerazzurra è andato avanti con la sua carriera, ora è presidente della regione Puglia dopo aver vinto le elezioni sbaragliando Berlusconi e D’Alema, alleati contro di lui.  Ora che il ritorno alle urne non sembrano così lontano, il nome di Vendola si fa strada tra i possibili candidati del centrosinistra. A dire il vero, per adesso Vendola è l’unico candidato leader del centrosinistra, nessun altro si è ancora proposto. Forse Marcello Lippi, proposto da D’Alema in quanto somiglia a Casini nella capigliatura. Continua a leggere

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Olive greche

Bondi manifesta contro la libertà di stampa

La Grecia è andata a cianche ritte, eppure su facebook è pieno di album fotografici dal titolo “Mikonos estate pazzaaaaaa”; un turismo fiorente che non è bastato a salvare gli ellenici dal fallimento. In queste ore a migliaia sono in piazza, incazzati guasti perché uno stato che si reggeva sulla corruzione è crollato miseramente. Il premier greco cerca di aggrapparsi a qualsiasi cosa, recentemente ha dichiarato: “nonostante tutto, nessun ministro della repubblica vive in appartamenti vista partenone pagati da altri”. Continua a leggere

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La grande livella comunista

D’Alema insiste che l’antiberlusconismo fine a se stesso non porta lontano, ieri però c’era una bellissima piazza a Roma che non la pensava così. Berlusconi è l’espressione di come l’italia sia un paese di inetti, basta vedere come è possibile che un governo che dentro la Lega Nord faccia il pieno di voti al sud. I berluscones sostengono che la libertà di stampa c’è eccome, perché in Rai sono tutti comunisti e in tv si parla solo male del governo. Anche fosse vero, libertà di stampa e di informazione significa non vedersi minacciare di censure anche se si fa un programma “comunista”. In italia non sappiamo, anzi non sanno (la classe dirigente), cosa sia la libertà di stampa. Anche il politico più piccolo e miserabile (vedi il caso Bucciottino vs Rambo Guerrazzi-Casapiddu) vuole poter decidere cosa si può o non si può scrivere. Il mondo civile ci ride dietro perché ancora, dopo venti anni di dittatura e sessanta anni di repubblica democratica, non riusciamo a capire questi concetti fondamentali. E su questo non si discute.

Il punto di discussione è un altro: Berlusconi ormai è sempre più gonfio ed emaciato, ha bisogno di puttane e canzoni che lo esaltano ed ha già avuto un tumore. Ad occhio e croce camperà al massimo altri due anni, poi anche a lui toccherà di schiattare come noi tutti. Per quel giorno, quanti quintali di porchetta devo ordinare? Fatemelo sapere per tempo, grazie.

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