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Il kolchoz nella prateria

bucciottino

Marsciano, ore 19. La scuola elementare sembra già in vacanza, è deserta anche oggi che ospita i seggi elettorali. L’affluenza è poco sopra al trenta percento. Per chi ha preso la maggioranza dei voti al primo turno, è un brutto segnale. Ecco perché è scattato il piano B.

 Gli attivisti del partito democratico accedono alle liste dei votanti. Si segnano uno a uno chi non ha votato e si attaccano al telefono. Non si può fare, magari è pure reato, ma i presidenti di seggio sono amici loro. Ad un certo punto arriva uno con un elenco telefonico. Chiamano anche quelli che non conoscono, di cui non hanno il numero.

Alla fine ce l’hanno fatta. Nel giorno più nero per il Pd umbro, a Marsciano il “partito” strappa la riconferma. Certo, ha dovuto inserire in coalizione gli ultimi due candidati sindaco del centrodestra, oltre a quello della lista civica che risponde alla chiesa. Una democrazia cristiana tenuta su con lo scotch. Però funziona, ha funzionato. Alla faccia di Perugia, di Livorno e compagnia cantante. Per altri cinque anni potranno evitare di andare a lavorare e stare in comune a fare i passacarte del potente di turno. Nuovo centro commerciale? Pronti. Discarica in campagna? Come no. L’importante è rimanere lì, perché qua fuori è un brutto mondo.

A sinistra c’è una prateria aperta, sconfinata. Ci sono astenuti, non votanti, ignoranti. Non c’avemo una lira ma tocca percorrerla tutta, a costo de fassela in bicicletta.

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Il Grillo vince ancora

Grillo vince

Interrompiamo le cronache di Auro, molto più avvicenti di quelle dal Giro d’Italia peraltro, perché il mondo sembra aver trovato la radice dei propri mali: Beppe Grillo. I grillini, i 5 stelle, l’antipolitica, le urla, gli insulti, il comico-politico-dittatore: in tv e sui giornali il dibattito impazza, il risultato a sorpresa delle elezioni amministrative ha dato il via a un polverone di chiacchiere inarrestabili.

L’ultimo in ordine di tempo a tuonare contro Grillo è stato Santoro, attaccando il diktat che vieta ai candidati del movimento 5 stelle di partecipare ai talk show televisivi. “Si sottrae al confronto!” Nulla da eccepire. Questa assenza dai media tradizionali, però, cozza con un’altro tormentone degli anti-grillo, quello secondo cui “è come Berlusconi, autoritario e ipnotizzante”.  I candidati dei partiti di Berlusconi hanno infestato le nostre televisioni per anni, le infestano ancora adesso. Ce li siamo sorbiti in tutte le salse, li abbiamo visti anche ballare. Nonostante questo, nonostante il non avere nessun controllo sulle televisioni nazionali, né sui giornali, il movimento 5 stelle ha raccolto una marea di voti. Ecco perché Grillo dice che la tv è morta, ed ecco perché Santoro e tutti gli altri media stanno tirando su il polverone: non riescono a capire come sia possibile fare politica senza di loro.  Continua a leggere

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Il compagno di Kallon

Lo stupore di Ventola dopo aver vinto le elezioni

Nichi Ventola era un attaccante dell’Inter di Hector Cuper, una squadra fondata sui terzini più improbabili, il catenaccio e le vittorie in sofferenza. Nello stesso periodo, in parlamento, Rifondazione Comunista aveva un parlamentare il cui nome stuzzicava la mia curiosità: Nichi Vendola. La legge elettorale è cambiata, l’Inter pure, ed oggi in parlamento non abbiamo certo un Milito deputato comunista.

Il politico dall’omonimia nerazzurra è andato avanti con la sua carriera, ora è presidente della regione Puglia dopo aver vinto le elezioni sbaragliando Berlusconi e D’Alema, alleati contro di lui.  Ora che il ritorno alle urne non sembrano così lontano, il nome di Vendola si fa strada tra i possibili candidati del centrosinistra. A dire il vero, per adesso Vendola è l’unico candidato leader del centrosinistra, nessun altro si è ancora proposto. Forse Marcello Lippi, proposto da D’Alema in quanto somiglia a Casini nella capigliatura. Continua a leggere

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FaceBucc

Bucciottino versione estiva

Una piazza interessante per il web marketing è indubbiamente facebook. Sarà pure piena di stupidaggini, inutilità e idioti vari, ma contiene 13 milioni di utenti solo in italia, e gli utenti, oltre a mangiare e dormire, comprano e votano. La campagna elettorale che si è chiusa ieri non ha disdegnato la rete, anzi, dopo la grande prova di Santoro l’attenzione per il web è in deciso aumento. I politici più attenti hanno cercato di sfruttare a dovere Facebook per farsi vedere, un esempio è il nostro Ruspino Bucciottino aka Chiacchieroni, candidato piddino al consiglio regionale.

Lo staff elettorale del Nostro ha puntato su Facebook, investendoci addirittura qualche euro in una campagna pay per click, in modo da portare iscritti al gruppo “Gianfranco Chiacchieroni al consiglio comunale”.  Uno staff composto di giovani e scaltri ragazzi, che conoscono bene i trucchi per guadagnare visibilità sul web. Talmente furbi che il gruppo ha ben 600 iscritti e la polizia postale è già sulle loro tracce. Come riporta UmbriaLeft, la provincia di Perugia si è accorta che qualcuno ha creato un profilo facebook dal nome “Provincia Perugia” ed ha iniziato ad aggiungere amici. Tale profilo risulta iscritto al gruppo chiacchieronico, i più maliziosi la potrebbero vedere come un’indicazione di voto. Lo staff potrebbe comunque essere estraneo al falso profilo della Provincia, ma sarebbe solo ingenuità al posto di stoltezza. Di seguito un stralcio delle intercettazioni telefoniche tra il candidato consigliere Ruspino e il suo staff di giovani svegli:

Rusp.Bucc.: allora? come annamo co sto fecebooke? mbè quanta gente movemo?

Giovani svegli:  il gruppo ha 600 amici, qualche commento, foto delle cene con tanti tag…

R.B.: ma che cce famo con sti quattro gatti? mettetece na porchetta, servono i voti! Nun capite ‘n cazzo!

G.sv.: potremmo fare un po’ di pubblicità, per attirare gente…

R.B.: sì ma sbrigateve, se vota a oggiotto no il prossimanno! Scrivetece fica chiacchieroni vota, c’ha colpa chi vve paga!

G.sv: potremmo sfruttare il profilo della provincia di perugia, ha 1000 amici quello, ci dà una buona visibilità….

R.B.: fate che cazzo che vve pare, ma moveteve. me pare che c’ete na rotonda al posto del cervello. Si mme trombano ve piallo la faccia!

Il resto delle intercettazioni sono bestemmie, e non vengono qui pubblicate. Buon voto a tutti.

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Perché non posso votare Pd

Al termine di lunghe diatribe di fronte allo specchio, sono riuscito a risolvere i miei dilemmi in vista delle elezioni regionali. Per la prima volta nella mia storia di elettore mi appresto a votare scheda bianca. La decisione è inevitabile, nonostante la caterva di amici che invita a votare il meno peggio, facendo tesoro dell’insegnamento del povero Indro, che si turava il naso per votare Dc. Per quanto possa riconoscere la grandezza di Montanelli, io la Dc non ce la faccio a votarla.

Escludendo a priori Pdl e Udc, perché in fondo anche i loro sostenitori sanno bene di essere ridicoli, mi era rimasto il centrosinistra. Tutti uniti, rifondazione comunista compresa. Tutti allineati con la gestione degli ultimi anni; dopo la Maria Rita, che come Formigoni voleva correre per il terzo mandato, ecco Gadiuscia Marini, rampante ex sindaco tuderte, piena di belle parole, già illustre trombata alle europee dopo la consegna della sua città ai fasciosniffer.

Ecco, io a votare per la Gadiuscia non ce la faccio, è come a cambiare squadra del cuore, sono cose che vanno oltre qualsiasi coscienza. Non ce la faccio a votare un partito che negli anni ha deciso di imparare dallo schifo che i vari craxi, berlusconi e mafiosi collegati hanno insegnato. Non posso votare un partito che, dall’alto della regione fino al basso del comune del mio paesello, ha gestito la cosa pubblica come fosse cosa di famiglia, imbucando parenti e figli vari in posti per cui il concorso pubblico era una farsa. Non posso votarli sperando che questa volta davvero dicano sul serio, che i loro proclami, interessanti, vengano poi rispettati. La nostra regione ha avuto un boom edilizio fuori norma, un po’ come tutta italia, ed ha la più grossa concentrazione di centri commerciali. La balla del cuore verde d’italia la tirano fuori solo per ravvivare un turismo che non esiste più, neanche i crucchi ci sono rimasti al lago trasimeno, giusto qualche magnaostie ad Assisi.

Il partito della Gadiuscia non solo non è di sinistra, ma non è neanche democratico. A Marsciano siamo pieni di santini del nostro ex sindaco, che sta facendo campagna elettorale anche su facebook, campagna che assume connotati comici. Tra gli annunci a pagamento creati dal suo staff, vi è quello con una pallavolista della nazionale e lo slogan: “Il volley X Chiacchieroni”. Sorvolando sulla scrittura da bimbominkia, si vede comunque la meschinità con cui stanno cercando voti in ogni modo possibile, anche mentendo. “Il candidato ideale per promuovere lo sviluppo di tutti gli sport” voleva smantellare l’attuale stadio per farci costruire ancora altri palazzi. Non posso votarli perché, ragionando allo specchio, mi sono detto che queste cose le fanno gli “altri”. Da giovane pensavo che gli altri fossero gli affaristi mafiosi con televisioni al seguito, i fascisti ancora convinti delle loro idee bislacche e fallimentari. Ora ho capito che gli “altri” sono molti di più del previsto, talmente tanti che in queste elezioni possiamo scegliere solo tra loro. Nessuna alternativa,  quest’anno scheda bianca.

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I lampioni di piazzale Mourinho

il premier dopo la statuetta e il derby

La sindrome della sconfitta, che affligge la sinistra più o meno da quando esiste la repubblica, è ben conosciuta dai tifosi dell’Internazionale di Milano. Hanno sopportato per venti anni le peggiori legnate, mentre juventini e milanisti esultavano a targhe alterne. Nel frattempo la sinistra continuava a restare all’opposizione, prima Craxi e poi Berlusconi. Unica consolazione le coppe Uefa, e i governi Prodi insieme a D’Alema. Poi è arrivata calciopoli, un anno di purgatorio per la juventus e Mastella ministro della Giustizia che apriva le carceri. Carceri in cui, va sottolineato, le divise sono sempre state a strisce bianche e nere: la storia del disegno intelligente che governa l’universo potrebbe non essere così infondata. Continua a leggere

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Il partito di SuperMario

Tempi duri per gli uomini di buona volontà che ancora cercano una sinistra da votare. Il premier si è fatto tirare una statuetta in faccia, salvando così il governo, e con la sua faccia insanguinata lancia la campagna elettorale. Il Pd parla di inciucio, di nuovo, gli extraparlamentari sono troppo poveri per aver voce in capitolo. Ci sarebbe Di Pietro, ma un vero sinistroide può solo che ammirarlo di nascosto. Per uscire da questo stallo bisogna guardare al campionato italiano di calcio. Continua a leggere

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