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FaceBucc

Bucciottino versione estiva

Una piazza interessante per il web marketing è indubbiamente facebook. Sarà pure piena di stupidaggini, inutilità e idioti vari, ma contiene 13 milioni di utenti solo in italia, e gli utenti, oltre a mangiare e dormire, comprano e votano. La campagna elettorale che si è chiusa ieri non ha disdegnato la rete, anzi, dopo la grande prova di Santoro l’attenzione per il web è in deciso aumento. I politici più attenti hanno cercato di sfruttare a dovere Facebook per farsi vedere, un esempio è il nostro Ruspino Bucciottino aka Chiacchieroni, candidato piddino al consiglio regionale.

Lo staff elettorale del Nostro ha puntato su Facebook, investendoci addirittura qualche euro in una campagna pay per click, in modo da portare iscritti al gruppo “Gianfranco Chiacchieroni al consiglio comunale”.  Uno staff composto di giovani e scaltri ragazzi, che conoscono bene i trucchi per guadagnare visibilità sul web. Talmente furbi che il gruppo ha ben 600 iscritti e la polizia postale è già sulle loro tracce. Come riporta UmbriaLeft, la provincia di Perugia si è accorta che qualcuno ha creato un profilo facebook dal nome “Provincia Perugia” ed ha iniziato ad aggiungere amici. Tale profilo risulta iscritto al gruppo chiacchieronico, i più maliziosi la potrebbero vedere come un’indicazione di voto. Lo staff potrebbe comunque essere estraneo al falso profilo della Provincia, ma sarebbe solo ingenuità al posto di stoltezza. Di seguito un stralcio delle intercettazioni telefoniche tra il candidato consigliere Ruspino e il suo staff di giovani svegli:

Rusp.Bucc.: allora? come annamo co sto fecebooke? mbè quanta gente movemo?

Giovani svegli:  il gruppo ha 600 amici, qualche commento, foto delle cene con tanti tag…

R.B.: ma che cce famo con sti quattro gatti? mettetece na porchetta, servono i voti! Nun capite ‘n cazzo!

G.sv.: potremmo fare un po’ di pubblicità, per attirare gente…

R.B.: sì ma sbrigateve, se vota a oggiotto no il prossimanno! Scrivetece fica chiacchieroni vota, c’ha colpa chi vve paga!

G.sv: potremmo sfruttare il profilo della provincia di perugia, ha 1000 amici quello, ci dà una buona visibilità….

R.B.: fate che cazzo che vve pare, ma moveteve. me pare che c’ete na rotonda al posto del cervello. Si mme trombano ve piallo la faccia!

Il resto delle intercettazioni sono bestemmie, e non vengono qui pubblicate. Buon voto a tutti.

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Vivisezione facebookiana

Nel post precedente ho portato avanti un esperimento, giocando un po’ con i “tonti”. Ho scelto loro perché ne abbiamo a mucchi a disposizione, e gli animalisti non rompono le palle.

La premessa: verso le 12 di ieri ha cominciato a girare su Facebook la pagina “il 95% delle persone non riesce a risolvere questo indovinello”. Il testo, come noto, recita di un barista che punta un fucile a pompa ad un tizio che ha chiesto un bicchiere d’acqua. La soluzione non è immediata, la curiosità fa cliccare su “mostra soluzione” che altro non è che il pulsante “diventa fan”.

L’idea: anni di debugging selvaggio insegnano che quando ci sono dilemmi apparentemente irrisolvibili, siano errori dell’interprete Php o indovinelli, li si cercano su google. Provo anche io e vedo che non esistono risultati per tale indovinello. Mi affretto a fare un post con ben in evidenza il testo dell’indovinello.

I risultati:

  • Dopo un minuto Google aveva già indicizzato il mio post, esubito i visitatori sul blog erano più di 300.
  • Il numero di fan dell’indovinello è cresciuto a dismisura, in mezza giornata ne ha raccolti 350.000.
  • A fine giornata il blog ha totalizzato 10.600 visite, tutte provenienti da google.
  • Una pagina con 350.000 fan permette un potere di spam notevole, si possono indirizzare migliaia di persone in qualsiasi posto. Ad esempio, se la pagina dell’indovinello pubblicasse un link dove si vendono suonerie, quante ne venderebbe?
  • La sfida e la curiosità sono ottimi ingredienti per una campagna virale, se la giocano con il sesso in quanto ad efficacia.
  • In molti hanno gridato a quanto sono creduloni gli italiani, o propensi ad abboccare alle bufale. Per quanto possa essere vero,350.000 persone rappresentano cira il 2% degli utenti italiani di Facebook.Ottima cifra per essere partiti da zero e senza promozione alcuna, ma col 2% non ci si entra neanche in parlamento. (Ho il terrore che la prossima campagna virale mi smentirà)

Ecco uno screenshot che testimonia la pazzia:

Le parole ricercate sui motori di ricerca che hanno portato al blog

La potenza di cose come Google e Facebook a volte fa paura.

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Ingrediente di viralità

L'indovinello

Un uomo entra in un pub e chiede un bicchiere di acqua del rubinetto. Il proprietario tira fuori un fucile a pompa e lo punta verso l’uomo. L’uomo ringrazia il proprietario e se ne va. Perchè l’uomo ringrazia il proprietario?

Ecco un bell’esempio di marketing, questo indovinello è proposto da una pagina facebook dal titolo:

Il 95% delle persone non riesce a risolvere questo indovinello

Cliccando su “Mostra soluzione” si viene automaticamente aggiunti ai fan della pagina. L’ingrediente della viralità è l’indovinello e la sfida all’utente, che si scervella per trovare la soluzione e poi per curiosità clicca sul pulsante per vederla. I fan sono già 14.000 ed aumenteranno a dismisura, onore al merito di chi ha partorito l’idea. La soluzione, ai fini dell’osservazione del fenomeno, è meglio non rivelarla: con questo post sto infatti sfruttando la diffusione della pagina dell’indovinello, dato che gli utenti cercano su google il testo e arrivano qui. I soliti furbetti, ma qui non rivelerò la soluzione, così che la pagina cresca ancora di più.

Update: subito i primi emuli, nuovo esperimento in corso con la pagina “10 regole che le donne dovrebbero imparare dai film porno“. Dove si pone la domanda: “che cosa voi donne dovete imparare dai film porno?”. Per avere la risposta bisogna diventare fan, vediamo se supereranno i 300.000 dell’indovinello. Porno vs curiosità, vinca il migliore.

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Hanno ammazzato Giulio, Giulio è vivo

Qualche giorno fa ho parlato della morte di Andreotti, pur sapendo che il Giulio nazionale è in ottima salute, eccezion fatta per la cifosi che si porta dietro da una vita. Quel post è stato un esperimento pienamente riuscito sul funzionamento dei meccanismi di informazione al giorno d’oggi, nel bel mezzo del ventunesimo secolo. L’idea, di cui mi sono subito appropriato, è partita da una talentuosa stagista pisana, di cui non va fatto il nome per preservare il suo contratto a sei mesi con dimissioni già firmate e sedia da ufficio con puntine da disegno sparse sul poggiaculo. Continua a leggere

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Prima di uscire ricordarsi di chiudere il Turreno

Il cinema teatro Turreno visto dalla piazza del Curdo (già piazza Danti)

Ero bambino quando andai la prima volta al teatro Turreno: una zia giovane si esibiva in un saggio di danza, al secondo minuto già dormivo sognando la morte dolorosa di Tchaikovsky. Venti anni dopo quel teatro viene chiuso, e nonostante quella serata di barba mortale, non sono poi così contento di questa sua fine. Continua a leggere

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Reggiseni di status, colorati di sì o no

Grigio con i led

“Nero!”. Questa fu l’escalamazione del Ragazzo Strambo quando, mesi or sono, trovò un reggiseno nero sul davanzale della finestra del bagno. In questi ultimi giorni avrete notato come le vostre amiche facebookiane, unici contatti che non avete nascosto dalla home page perché vi servono argomenti per contattarle ogni tanto, avevano come status un colore. Dopo il mistero iniziale, si è scoperto che stava ad indicare il colore del reggiseno.

Questo strano tipo di campagna è stato ideato da un gruppo di donne di Detroit, con l’intenzione di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tumore al seno. Il risultato probabilmente non è stato raggiunto, ma la campagna si è diffusa in modo più che virale.
La prossima iniziativa, che inizia a serpeggiare ora, è di scrivere nel proprio status “sì” o “no”, a seconda se siano innamorate oppure no. In questo caso le motivazioni sembrano meno nobili, magari salterà fuori che è una campagna per favorire l’amore, contro l’odio. Controllate dunque lo status delle vostre amiche in questi giorni, e come vedete un “no” provateci subito. Potrebbe essere l’occasione buona.

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I Salami di gattino sono l’unica Consolazione

Generica persona/servizio (esclusi voi stessi) durante le vacanze di natale

Durante la pausa natalizia sembra che tutto sia fermo, che tutti siano in ferie per godersi il santo natale con la famiglia, possibilmente a Beverly Hills. In realtà non è proprio così, secondo un antico teorema: a Natale qualsiasi cosa serve a te è in ferie e ritornerà il 15 gennaio, se invece a qualcuno servi tu, verrai chiamato il 25 mattina alle ore 10. Spedire una semplice lettera diventa impossibile, spostarsi con un treno o un aereo anche peggio. Quest’anno Trenitalia ha fatto addirittura dei prigionieri, a causa delle estese gelate sulla pianura padana, è stata chiusa Milano Centrale. Viaggiavano solo i treni tedeschi, che da neanche un mese hanno preso a viaggiare sulle tratte italiane: sono puliti, veloci, puntuali.

A Marsciano invece c’è stato da lavorare, nonostante le feste, a causa del terremoto. Continua a leggere

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Il punto fisso sul crocifisso

La questione della croce continua a far discutere, soprattutto sul web. Nei media tradizionali tutto è stato liquidato con una sostanziale bocciatura, e il grazie del cardinal Bertone allo stato italiano che ha presentato ricorso contro la sentenza della corte Europea. Il Vaticano si è pronunciato a stento, prima ha atteso che il mondo politico si pronunciasse, per vedere chi sono i bravi e chi i cattivi.

Su facebook impazzano i gruppi “Sì al crocifisso” e cose simili, risvegliati da una sentenza semplice e lineare:

la Corte non è in grado di comprendere come l’esposizione, nelle classi delle scuole statali, di un simbolo che può essere ragionevolmente associato con il cattolicesimo, possa servire al pluralismo educativo che è essenziale per la conservazione di una società democratica così come è stata concepita dalla Convenzione europea dei diritti umani, un pluralismo che è riconosciuto dalla Corte costituzionale italiana. Continua a leggere

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Uccidiamo Berlusconi

Uccidiamo Berlusconi

Uccidiamo Berlusconi

Angelino Alfano ha chiesto ed ottenuto un’indagine su un gruppo facebook denominato “Uccidiamo Berlusconi”. Le fabbriche chiudono una dopo l’altra e i ministri della Repubblica si occupano o di salvare berlusconi dalla galera, o di controllare su facebook che tutti gli vogliano bene. Scatenare la magistratura per un gruppetto di 13.000 persone fa veramente ridere, almeno avesse avuto il buongusto di non scatenare i media. Invece sembra che la guerra civile sia alle porte perché su facebook la gente scrive che ammazzerebbe volentieri un impunito puttaniere che passa metà del tempo a lodarsi e l’altra metà a insultare chi non crede alle sue favole.

Ora la volontà di ucciderlo è ancora maggiore.

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All’armi siam fascisti

Pistonami fascista

Le simpatie del parà

Quando la fame annebbia la mente si è più portati agli errori, anche madornali a volte. Ieri sera ero concentrato sul piatto di pasta che si stava materializzando di fronte a me ed ho incautamente perso di vista il telecomando. Erano le 20.35 e la tv era sintonizzata su Rai2. Ieri era il giorno dei funerali di stato ai militari morti in Afghanistan, e mi sono sciroppato il servizio strappalacrime-innalzaorgoglio di questa simpatica testata giornalistica locale. Tanta pomposità, tante cariche dello stato, che in un certo senso sono gli stessi che prima li mandano a morire e poi li piangono in tv. Sul web, dio lo benedica, intanto c’è voce anche per chi ritiene che ci sia un “squilibrio di cordoglio” per i morti sul lavoro. Per i militari, lavoro che purtroppo guarda spesso in faccia alla morte, c’è più attenzione che per quelli che muoiono lavorando nelle innocue fabbrichette del triveneto. Pure in radio, tra gli interventi degli ascoltatori, si comincia a sentire qualche voce fuori dal coro di pianti. Certo, c’è ancora chi elogia la missione di pace afghana perché laggiù le donne portano il burqa, perciò dobbiamo riportare la libertà blabla. Anche a Compignano picchiano le donne (il paese di Roberto Spaccino, ndr), ma non  sembra che qualcuno vi stia organizzando una missione di pace. Forse la presenza dell’occidente nel paese di Bin Laden (ma dov’è poi?) è dovuta ad altro, e forse il vero nemico, quello che li uccide, i nostri militari non lo possono combattere.

Indymedia intanto fa notare come uno degli eroi afghani dichiarasse a tutto il mondo simpatie per il partito nazionale fascista, chissà poi se esiste tale partito. Per fortuna che li fanno giurare sulla Costituzione prima di consegnargli divisa e fascino. A questo punto sono anche io dell’idea che la nostra presenza in Afghanistan vada rinforzata, dobbiamo mandare altri militari a combattere per la libertà. Mandiamo anche i carabinieri, gli sbirri, i vigili urbani e reclutiamo volontari tra quelli che fanno le ronde. In Afghanistan hanno bisogno di loro. Dovremo sorbirci fiumi di lacrime e bambini coi baschi in tv, ma giusto per poche ore, che già dal giorno dopo non ne parla più nessuno.

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