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Amore pendolare

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Stazione di Arezzo. Tra i tanti i pendolari salgono un ragazzo e una ragazza, lui parla a voce alta, il resto del vagone è in silenzio, si sente solo lui. Si siedono, lui si sta presentando. Non si vedono da metà vagone, il loro dialogo però continua e si sente.

“…bè sì poi la fumo dopo, anche se fa male..ahah..ma oggi che è che non fa male… a me piace la musica, io suono, a te invece, cos’è che piace?”

Due secondi di silenzio. “..a me piace scrivere, ma nnè che so capace. Mi piace e basta, così..”
“bello, brava. Fai bene oh. Ognuno ha le sue passioni, io ho la musica. Poi ero qui ad Arezzo perché dopodomani ci suono e dovevo parlare, ma non è granché misà”
“Ah no, io sono aretina ma ad arezzo guarda, non ci esco più”
“eheh, davvero. Però ci capito spesso perché …”, le sussurra nell’orecchio.
“già…”, risponde la ragazza, sorridendo un po’ imbarazzata.

Lui continua a descriversi, è un fiume in piena tra esperienze vissute ovunque in europa, musica, e una triste storia.

“…perché sai, io a un certo ho perso tutto. Il lavoro, tutto. Una mattina i carabinieri mi sono venuti a bussare, lei è in arresto per rapina. Ah! E dove sono sti soldi, così magari li spendo, dico io. Però intanto 30 giorni di domiciliari. Mi hanno cacciato dal lavoro come un pregiudicato, oh ma  senza neanche la sentenza! Poi alla fine mi avevano scambiato per un marocchino o simili, perché visto, sono un po’ ispanico, cioè si vede che non sono di origine italiana, e insomma dissero che mi avevano visto, tuta bianca e scarpe da ginnastica insieme a uno…che poi oh, scherziamo? io tuta bianca e scarpe da ginnastica, in giro, non ce vado! A parte gli scherzi, io nella vita ne ho fatte tante, fumo bevo, ce li ho tutti i vizi, ma rubare no eh, non esiste”

“eh, che storia, e poi dopo senza lavoro così..”

“è vero ma insomma ora qualcosa faccio, il giardiniere, svuoto cantine. Certo, soldi pochi ma oh, intanto ho casa. E poi suono. Perché io voglio suonare, questa è la mia passione. Anche quando era senza nulla, la mia attrezzatura, i piatti, l’impianto, i dischi, non l’ho venduta. Sai cosa dovresti leggere? Ce l’hai internet?”

“qui?”

“no, dico a casa, ce l’avrai internet”

“bè sì, certo”

“ecco allora vai e cerca la legge dell’attrazione. E’ una cosa buddista, a me ha aiutato tanto. Vai lì e leggi, l’allenamento mentale, è importante, a me ha dato una grossa mano a capire cosa volevo. Perché vedi, noi siamo indirizzati, incanalati da quella scatola, dai media. A parte internet, che è davvero libera, il resto sono tutti incanalamenti”

“..vero..”

“vai, vai e leggi. Legge dell’attrazione. Anzi, se puoi vuoi parlarne io sono contento. ”

“va bene”
“dai io tra un po’ scendo, questo è il mio numero: 3 3 8 4 …. Poi magari ci sentiamo”

“…sì…”
“il tuo com’è?”
” 3 4 0 9 …”

Il treno sta arrivando alla stazione di Camucia-Cortona. “Via sono quasi arrivato, c’è il mi babbo che mi aspetta. Allora ciao…”

Lui si alza dal sedile, ma non esce subito. Lei è seduta davanti. Lui le si getta addosso, in un bacio appassionato, focoso,  con lingua inclusa. Pochi secondi, il treno è fermo. Lui deve scendere. Un ultimo bacio, poi scende. Appena sceso fa un po’ il guascone, e la saluta ad alta voce.

Il treno riparte, lei rimane sola davanti al finestrino. Finalmente li vedo entrambi. Lui tutto è meno che ispanico, è italiano e basta. Lei, invece, un po’ olivastra lo è.

Mentre lo vedo allontanarsi, dentro di me applaudo in piedi, urlando a gran voce la mia ammirazione.  Fenomeno, davvero. Con una lunghissima serie di cazzate, in soli venti minuti ha rimediato un numero di telefono, poi ha migliorato il risultato lanciandosi in un bacio audace. Da manuale, veramente. Ha toccato tutti i tasti, dalla pietà per l’arresto fino all’ammirazione per la forza. Passando per la profondità del buddismo e la lucidità nell’analisi della società moderna, plagiata dai media. Talmente bravo e talmente bella la scena, che per un attimo ho pensato fossero due attori assunti da trenitalia per intrattenere i passeggeri del carro-bestiame su cui viaggio, per fare concorrenza ai treni di montezemolo che hanno le carrozze smart cinema.

Trenitalia, dove saltano le coincidenze dei treni, ma capitano quelle dell’amore.

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Noia di una sorba di mezzo autunno

Ci sono mattine in cui la palpebra è pesante e la schiena esprime la voglia di non alzarsi dal letto. Sono queste le mattine ideali in cui tenere il portatile sopra il letto e affidarsi ai “video consigliati per te” di Youtube. Oggi il tubo proponeva una cover amatoriale di Accidentally in love, eseguita da un tipa con ukulele, su cui ho cliccato con scetticismo. Lo screenshot che raffigurava il faccione di questa di fronte alla webcam mi induceva a pensare all’ennesima espressione dell’esibizionismo odierno. A intervalli regolari saltano fuori fenomeni nuovi, che spaziano dal virale al grottesco. Nel loro piccolo anche Giulia e Marta, due tipe di pisa che mimavano le canzoni dei cartoni animati di fronte al pc, avevano successo. Poi finite le sigle disponibili sono rimasti solo i fan che si eccitavano a guardare quella castana, Marta mi pare, che era di gran lunga la più gnocca. Imperdibile l’intervista che un tale di una tv locale ha realizzato quando le due erano all’apice del successo, 10 minuti di puro nulla.

Clicco su play quasi per noia, ma in pochi secondi la mia attenzione è catturata. La bionda con occhi azzurri suona ukulele, diamonica e cori, e monta tutto insieme. Si chiama Julia Nunes, grazie a questi video ha addirittura pubblicato due album. Ascoltare questo angelo è un duro schiaffo alla mia supponenza.

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Elisabarca e il Fenomeno

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Il Fenomeno visto dal Socci

C’era una volta, bella alta, era la porta d’accesso alla città. Sotto questa volta passava tutti i giorni un giovane ragazzo che di mestiere tirava il suo carretto su e giù per il borgo. Ogni mattina, passando per la volta, batteva la testa, nonostante fosse molto più basso. Trasportava sassi, la sua gente lo chiamava Fenomeno. Era onesto e generoso, lavoratore assiduo e benvoluto da tutti: gli abitanti del paese erano la sua famiglia, li salutava sempre senza lesinare sui sorrisi. Continua a leggere

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