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Estate a Fortaleza dei Marmi #6

Roberto Claudio, candidato sindaco pelato e socialista

L’ultimo giorno è quello in cui tutto sa di ultimo. L’ultima passeggiata nella Beira Mar deserta delle 14, l’ultimo succo di abacaxi, l’ultimo rischio preso per attraversare l’incrocio sotto casa, 3 corsie e semaforo solo per le macchine, lasciando i pedoni al loro destino di poveracci appiedati. L’aria dell’Italia è sempre più intensa, la si può annusare ovunque. L’ultima sera, dal terrazzo di un hotel sul mare, un’orchestrina suona Morandi in portoghese. L’ultimo pomeriggio, sul lungomare, c’è un comizio di Roberto Claudio, socialista grasso e pelato che si propone come prossimo sindaco di Fortaleza. Sono in piena campagna elettorale, quella che troveremo tra qualche mese anche da noi, con la differenza che ce la sorbiremo in italiano; le fregnacce politiche in portoghese hanno quel suono di saudade che le rendono quasi simpatiche.  Continua a leggere

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Estate a Fortaleza dei Marmi – #5

Pensatoio brasiliano

In qualunque bar, dalle alpi alle piramidi, è facile sentire la seguente affermazione: “in brasile hanno il ritmo nel sangue”. Spesso si tende a bollare queste frasi come luoghi comuni, salvo poi andare a verificare di persona che certe cose non si inventano dal nulla, hanno anzi un loro motivo di esistere. In Brasile il ritmo nel sangue ce lo hanno veramente. E’ un ritmo lento, a volte sincopato, altre volte assurdo, comunque potente. Adattarvisi è più dura che riuscire a correre i 100 metri alle olimpiadi. In un ambiente così, un pranzo nella casa sul mare di due professori universitari può assumere connotati impensabili. Continua a leggere

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Estate a Fortaleza dei Marmi – #4

Una settimana passa veloce, due ore di tagadà al giorno, lavoro in cella frigorifera, cena in qualche baracca scassata sulla spiaggia. In una settimana tra i brasiliani si riescono a scovare i loro lati nascosti, senza però riuscire a risolvere il grande mistero che sembra avvolgere questo paese. Ad esempio, a dispetto della furia con cui tutti si gettano per strada, il ritmo di vita è lento. Le persone girano tutte su windows Me, si inchiodano ogni  tre per due. La cassiera al supermercato ha una deformazione dello spazio tempo intorno, i prodotti passano sopra lo scanner in slow motion. Le mozzarelle non si possono comprare, perché anzi che le paghi sono scadute. Se poi la cassiera deve darti il resto, nonostante questo sia già calcolato dal registratore di cassa, impiegherà comunque diversi minuti, passati a capire quali banconote prendere per arrivare alla cifra richiesta. Le stesse cassiere, una volta finito il turno, si gettano in strada ad uccidere pedoni e speronare motorette. Continua a leggere

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Estate a Fortaleza dei Marmi #3

Busway to hell

Archiviata la questione alloggio, ci si può cominciare a beare: davanti a noi c’è un mese di Brasile. Beati noi, un mese di lavoro nel paraiso do mundo. L’università è dall’altra parte della città, prendiamo l’autobus dopo aver cercato di capire quale linea prendere. Alle fermate non c’è scritto nulla, c’è solo un palo con scritto “onibus”.  Il significato della parola è molto di più del semplice “bus” letterale. Nella realtà vuol dire: “qui prima o poi passerà qualche autobus“. A seconda delle situazioni, il significato può essere ancora più ricco. Ad esempio si possono aggiungere, a piacere, altre affermazioni, quali ad esempio:

  • se ne passa più di uno, se ne ferma solo uno
  • solo alla fine saprai se si ferma
  • se non lo chiami non si ferma, per chiamarlo devi farti vedere, se ti fai vedere troppo ti acciacca Continua a leggere

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Estate a Fortaleza dei Marmi #2

Terrazza di qualità a Fortaleza dei Marmi

Attraversare l’oceano è un’impresa che ogni italiano, da dopo il 1492, ha nel dna.  Al posto delle caravelle oggi si usano gli aerei, ma la difficoltà non è per questo minore. Ad attraversare l’oceano, seppure a mille km orari, ci vuole una vita. Se poi nei monitor dell’aereo mandano solo film in portoghese, o in inglese ma che piacciono ai portoghesi, di vite ce ne vogliono due e mezzo. Chi non crede nella reincarnazione è spacciato. Il viaggio non è neanche sicuro come sembra, io a Fiumicino ho passato il metal detector munito di bottiglietta d’acqua da mezzo litro, regolarmente piena. La prossima volta provo con una bottiglia di vetro. Continua a leggere

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Archiviato in argite, biografologia, io me piasse ncolpo