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La Fornero e Goran Pandev

choosy, dov’è il bagno?

Siamo fatti così, choosy per natura. I giovani sono schizzinosi, lo si capisce da alcuni segnali inequivocabili. Ad esempio si lasciano rappresentare da Renzi, il giovane che vuole rottamare il PD. 37 anni, 3 figli, una carriera tutta in politica e mai al lavoro, però è boy scout. I giovani sono talmente svogliati che il primo paraculo in calzoncini può ergersi a loro rappresentante senza che nessuno batta un colpo.

Il ministro Fornero, tra un caffè e l’altro, racconta la sua visione del mondo del lavoro. I giovani non accettano il primo impiego che trovano, aspettano si liberi un posto da trequartista all’Inter o al limite da inviati di Santoro, nel caso siano un po’ più impegnati culturalmente (leggasi: piedi quadrati). Dal fondo del bar arriva però una risposta alla sciura Elsa, neanche troppo gretta. “Se ce giocava Pandev in attacco co l’Inter, ce posso giocà anch’io!”

La ministra ci rimane un po’ male, a Pandev non c’aveva pensato. L’italia è piena di questi piccoli attaccanti scarsi che dio solo sa come possano essere finiti in una squadra da leggenda. In ogni posto possibile, li incontriamo ogni giorno sulla nostra strada. Governatori, dirigenti, imprenditori. Gente ben retribuita che ci guarda dall’alto di un macchinone, di quelli che si vedono nelle pubblicità. Gente che si è messa d’accordo nel fare impresa per sé e stage per tutti gli altri. Gente che ha preferito, e preferisce, manodopera schiavista assumendo chi stava peggio, ovvero gli immigrati. Così i giovani si sono trovati tra un muro di gomma e un forno a duemila gradi. Cosa scegliere? Chi non ha la forza di sbattere tutta la vita contro la gomma o sopportare l’inferno, è rimasto fermo a guardare.

La sciura Elsa capisce di aver detto una stupidaggine e si mette a piangere. I giovani intanto dormono nel camper di Renzi.

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Archiviato in argite, il gatto Silvio, José Mourinho premier

Reclaim Halloween

Classica serata halloween, persone mascherate: 2

Il dolcetto o scherzetto è arrivato anche da noi. Una tradizione consolidata in pochi anni, ma ormai riconoscibile a tutti gli effetti. Ieri sera anche per le strade di San Martino in Campo, il posto più lontano in assoluto dagli Stati Uniti, alle undici di sera c’erano ancora bambini, vestiti da streghe e accompagnati da genitori, in giro a bussare alle porte. Certo, ancora ci sono cose da sistemare. In molti non erano preparati con i dolcetti classici, e per evitare lo scherzetto si sono dovuti arrangiare a dare ai bambini quello che rimediavano in frigo. Molta la delusione di chi ha ricevuto una fettina congelata. Problemi anche in molte case di anziani, dove alle undici di sera già si dormiva. Allo scampanellìo dei piccoli zombie alcuni hanno risposto con una bestemmia, e per questo anche la Chiesa condanna Halloween con fermezza. Ma la Chiesa nei secoli si è opposta anche a Galileo, al Rock e al sesso: tutto fa pensare che anche Halloween sarà un successone. Continua a leggere

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Archiviato in argite, espressioni che mi stanno sul cazzo

Una luce nel buio

risposte da gesù

Le risposte di Gesù

Sabato sera, Perugia, centro. Per centro si intende un’unica via, Corso Vannucci: la movida si concentra solo lassù. Da qualche mese, non tutte le sere, in giro ci sono frati, suore e similari intenti a fermare giovani ragazzi per informarli di attività di preghiera notturna. Fino all’altroieri erano solo una leggenda, invano abbiamo cercato di farci fermare da qualcuno di loro. Finalmente però è arrivato il giorno giusto: arriva la soffiata, notte di preghiera in una chiesa lungo via dei Priori. Ci fiondiamo giù, con l’aria da giovani tranquilli del sabato sera. Ed ecco che ci si fa incontro una coppia, lui rotondo e pacioccone, lei riccia con gli occhi chiari.

–Ciao ragazzi, io sono Anna!

–Piacere! Continua a leggere

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Lardo ai giovani

Due giovani amanti. Immagine vietata ai maggiori di 40 anni.

Giovani, ci vogliono loro, a carrettate, dappertutto. La Spagna ha vinto la coppa del mondo con una squadra giovane, quasi tutti figli della cantera del Barcellona. L’italia invece aveva i vecchi ed ha fatto pietà. Ripartire dai giovani, in ogni luogo e in ogni lago. Tutti i giornali, di ogni ordine e grado, di ogni colore e fazione, sono concordi sul tema giovani.I giornalisti, da dietro le scrivanie che sostengono le loro panze di cinquantenni, urlano all’unanimità: “largo ai giovani!”, urlo trascritto con precisione dai loro personali schiavi di redazione, tutti trentenni. La rivoluzione, comunque, è cominciata.

Il prossimo premier avrà 16 anni, al posto del ddl intercettazioni proporrà il ddl suonerie. L’allenatore della nazionale di calcio verrà selezionato tramite reality su Mtv, e convocherà Balotelli solo se saprà danzare l’hip hop. Rita Levi Montalcini verrà fucilata da un plotone di giocatori di paint ball, il suo corpo rugoso verrà esposto alle porte di Roma, per fare da monito agli altri vecchi. Sarà obbligatorio andare a scuola solo dopo i quaranta anni, prima di quella età si potrà solo fare gli insegnanti. Il liscio e i balli di gruppo verranno aboliti, tutte le fisarmoniche d’italia saranno bruciate in un unico falò. Via i campanili, le ore del giorno saranno scandite da bussi di cassa dance. In chiesa i vecchi e le vecchie non avranno più il posto a sedere, solo in piedi e in fondo. Inoltre non potranno più entrare nei seguenti luoghi: poste, ambulatori, salumerie, mercati rionali, parchi pubblici con più del 70% della superficie all’ombra.

La presa della bastiglia diede il via alla rivoluzione francese. I gol della Slovacchia hanno scatenato la rivoluzione dei giovani. Benvenuti nel ventunesimo secolo.

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Il teorema delle banane

Una volta conseguita una laurea in Informatica, la prima cosa da fare è trovarsi un hobby. Il “mondo virtuale” (espressione da rubrica tecnologica per massaie) ingloba i suoi creatori e non li rilascia più: parlare con le macchine, per quanto sia più ragionevole che farlo con gli umani, può essere alienante. Ai tempi di Casapiddu eravamo soliti classificare come “subumani” quei personaggi, incontrabili in aula, che non avevano un proprio avatar nel mondo reale. Si riconoscevano al volo, bastava appuntarsi numero e qualità delle domande rivolte al prof di turno. Al superamento di una soglia prefissata il Ragazzo Strambo inseriva il nerd nelle liste per i suoi campi di rieducazione. Continua a leggere

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