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L’assedio dei magistrati

toghe rossonerazzurre

I magistrati intercomunisti colpiscono ancora. Ieri sera si è consumata l’ennesima azione delle toghe rossonerazzurre, come al solito ai danni dei loro acerrimi nemici. Allo juvestédium, dove mai nessuno aveva vinto, i magistrati hanno mandato in campo una squadra di poliziotti americani della divisione soccer&running, mascherati con apposite casacche nerazzurre. Il tutto, ovviamente, d’accordo con la famiglia Moratti. Ne è uscito un piano perfetto, lo sverginamento dello juvéstedium. Prima di ieri lo stadio torinese conteneva 41mila persone, ora ce ne entrano 50mila, belle comode.

I magistrati intercomunisti lavorano giorno e notte per due obiettivi: assediare la juventus e berlusconi. Con l’aiuto dei migliori attori italiani, inventano intercettazioni telefoniche ogni giorno. Fanno parlare Moggi con gli arbitri, Ruby ed Emilio Fede, poi da lì fanno partire migliaia di processi volti a rovinare l’immagine dei loro nemici. Ogni minimo pretesto è buono per sfilare scudetti alla juventus o condannare berlusoni a marcire in galera. Finora, però, sono stati constrastati molto bene. Berlusconi non è mai andato in galera, la juventus ha continuato a vincere.

Ieri sera, però, i luridi magistrati intercomunisti si sono presi una piccola soddisfazione, merito del loro grande acume. Dopo aver creato ad arte una situazione sfavorevole per la juventus, annullando gol regolari del Catania e validando gol irregolari della juve, sono arrivati alla partita piazzando il carico da undici: altro gol irregolare dei bianconeri, altra validazione. Il clima è diventato pesante, la juve non ha saputo reggere ai sensi di colpa e si è sciolta come una donna strabica al cospetto di andrea agnelli.  Al resto ci hanno pensato la divisione Soccer&Running, guidata dal commissario Stramaccioni.

La lotta tra i magistrati intercomunisti e i loro nemici non è ancora finita, né finirà mai.

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Ti amo terrone

Tacchinardi, ex centrocampista della juventus

Ci si ritrova, volenti o nolenti, a parlare di Inter. Più che le circostanze recenti, lo impone il regolamento non scritto dell’universo pallone: “finché c’ho fiato chiacchiero.” La vecchia gobba signora sta tornando sugli scudi, con molta probabilità vincerà anche un titulo: se non sarà quest’anno, di sicuro il prossimo. Guidati dal presidente monopecciola, ultimo erede della dinastia degli agnelli (a proposito, buona pasqua), sfogano il rancore accumulato in anni di umiliazione e disincanto, dopo che tutta italia, guardando dal buco della serratura, scoprì il trucco che c’era dietro a quel gran testone di Zidane. Il pallone, però, è religione, perciò ognuno dice la sua e nessuno ha torto. Ecco perché tutto questo sembra assurdo, ma in fondo non lo è.

 La juventus è il ragazzo terroncello, educato in superficie e con una cultura che arriva alle citazioni di Coelho imparate nei momenti di nostalgia, che sta con la biondina carina e intelligente. Ci si può interrogare una vita sul perché, ma Bob Dylan prima di tutti arrivò a capire che tutto soffia nel vento. Il terroncello vince, e basta. Se poi, tra dieci anni, la biondina leggendo gli sms di nascosto scoprirà i tre figli che lui aveva con la commessa di Zara, ci sarà una frase di Coelho in grado di giustificarlo. Perciò sì, ha ingravidato quella stronzetta riccia che consiglia sempre una taglia in più alle clienti, facendole sentire grasse: sembra davvero imperdonabile. Non c’è motivo logico al mondo per cui qualcuno, con una massa cerebrale nella norma, possa preferire il pelosone in canottiera. Ma all’amore non si comanda, e alle leggi dell’universo neanche. Io chiacchiero finché c’ho fiato e la biondina se la accatta ‘u terroncello. Questa è la regola.

Nota antirazzista: si può essere terroncelli anche essendo nati a Milano, Torino, Genova, Venezia, Bologna, Firenze,Pisa e, ovviamente, Ammeto.

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C’è grossa crisi

Il piccolo Filippo

Il compito più difficile è quello di parlare di Inter, adesso, senza usare mai la parola triplete. Un esercizio che vale la pena di fare.

Le creste dei tifosi salgono su seguendo un andamento ciclico, con frequenza maggiore se si parla di gobbi o bilanisti. Ora, come qualche anno fa, tocca a loro. La juventus e il milan si contendono lo scudetto, in più per una delle due c’è anche un quarto di finale di Champions League da giocare. Le rispettive tifoserie sono gasate e cariche, spesso e volentieri contro la squadra del ciclo precedente, in questo caso l’Inter.  Continua a leggere

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Mezzo scudetto

Il mio amico Andrea Agnelli

Nella domenica in cui la Juventus si è aggiudicata mezzo scudetto, laureandosi campione d’inverno, ero a cena a casa di Andrea Agnelli: una pizza, un paio di birre e il posticipo (Inter-Lazio) in tv. Andrea è un ragazzo semplice, suo padre era Umberto Agnelli, fratello dell’Avvocato. Dopo aver studiato negli Stati Uniti e alla Bocconi, Andrea è tornato a Torino e si è messo a lavorare nelle aziende di famiglia, dalla Fiat alla Juve. La sua non è stata un’infanzia facile. Ha dovuto frequentare solo scuole private perché in quelle pubbliche lo chiamavano Duna e lo prendevano in giro per il suo monociglio.  Continua a leggere

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Nove colli tre tituli

Non sarà facile riassumere. Il giorno più lungo, sabato 22 maggio, comincia alle 8.30 quando il Cannibale e Vecchinen caricano me e bicicletta, direzione Cesenatico. La formula è collaudata da anni, conosciamo già il paese e l’ambiente della Nove Colli, la gara della gare in programma domenica 23. Nonostante l’esperienza, il navigatore della carovana ci porta inspiegabilmente verso Bologna. Grazie ad una carta stradale del Touring, e a qualche insulto ben assortito verso chi dopo 4 anni ancora non riesce a raggiungere cesenatico senza navigatore, arriviamo a destinazione.

Hotel Annamaria, la bettola più costosa d’europa gestita da una famiglia di berluscones cattolici, di quelli che sul comodino della camera (fatiscente) mettono il vangelo secondo luca. L’albergo è stato scelto dagli stessi che seguendo il navigatore stavano arrivando a Bologna. Pranzo leggero, un’ora di riposo e sgambata pomeridiana sul lungomare, la tensione si tocca con mano. Domani la gara più attesa, ma soprattutto la sera va in scena la grande Inter di Mourinho. Doccia rapida, giro per la fiera piena di biciclette e di ciclisti che ci sbavano sotto, cena in mezzo ai gufi e finalmente sono arrivate quelle 20.45 attese da una vita. Continua a leggere

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Er ghigno

“Ha perso lo sport”. Il commento, lapidario, viene da Gian Paolo Montali, ex tecnico della nazionale maschile di volley ed ora dirigente della Roma. I fatti in breve: stadio Olimpico, Lazio-Inter, nerazzurri in cerca dei tre punti per scavalcare la Roma. I tifosi laziali si uniscono al coro dei tifosi interisti, sperando in una sconfitta della Lazio così da non favorire i cugini romanisti. Continua a leggere

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Aperitivo al Bar Cellona

Eto'o e Thiago Motta

Commenti a margine di Inter-Barcellona Pozzo di Gotto:

Eto’o somiglia a Turk di Scrubs.

Balotelli si fa vedere con la maglia del Milan, litiga con San Josè Mourinho, calcia come un mediano del Castel Rigone, corre meno di una punta della Nestor, e poi si incazza se lo fischiano.

Se Guardiola allenasse il Perugia lo chiamerebbero tutti Peppe.

Al Cern di Ginevra stanno studiando come sia possibile annullare Messi e farsi fare il culo da Mascara (che è un dentonte che gioca a Catania,ndr).

Milito prima o poi cederà all’istinto di andare a centrocampo e urlare Adrianaaaa.

Julio Cesar, nonostante la mascella da telefilm, ha scelto di giocare a calcio e parare qualsiasi cosa gli capiti a tiro.

La Juventus ha diramato un comunicato stampa in cui si complimenta con l’inter, quindi aggiorna le sue richieste: due scudetti, 2o punti in classifica, il dente perso da Maicon. Inoltre vuole giocare la semifinale di ritorno, a patto che al Barcellona vengano tolti 4 scudetti e 3 giocatori.

Il Milan ha dichiarato che senza Sacchi e i tre olandesi l’Inter non avrebbe mai vinto.

Ratzinger ha smentito le voci secondo cui suo fratello, vestito da Sneijder, avrebbe abusato del piccolo Dani Alves.

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