Archivi tag: mafia

Il mio stato è diverso

I morti in guerra sono forse il modo migliore per ricordare agli italiani che il loro paese è in guerra. Altrimenti nessuno lo saprebbe, perché in effetti non si vedono poi tutti questi motivi per dichiarare guerra ad uno stato che a malapena sappiamo collocare su una carta geografica. Però il nostro esercito è laggiù, e ogni tanto ne fanno fuori qualcuno dei nostri. Militari, mercenari, lavoratori che fanno la guerra e muoiono. Il bello è che se facessero altri lavori morirebbero comunque, quindi tanto vale fare i soldati, almeno una volta morti gli fanno il funerale di stato. Magra consolazione, ma bisogna sapersi accontentare. Continua a leggere

Annunci

2 commenti

Archiviato in argite

I lampioni di piazzale Mourinho

il premier dopo la statuetta e il derby

La sindrome della sconfitta, che affligge la sinistra più o meno da quando esiste la repubblica, è ben conosciuta dai tifosi dell’Internazionale di Milano. Hanno sopportato per venti anni le peggiori legnate, mentre juventini e milanisti esultavano a targhe alterne. Nel frattempo la sinistra continuava a restare all’opposizione, prima Craxi e poi Berlusconi. Unica consolazione le coppe Uefa, e i governi Prodi insieme a D’Alema. Poi è arrivata calciopoli, un anno di purgatorio per la juventus e Mastella ministro della Giustizia che apriva le carceri. Carceri in cui, va sottolineato, le divise sono sempre state a strisce bianche e nere: la storia del disegno intelligente che governa l’universo potrebbe non essere così infondata. Continua a leggere

5 commenti

Archiviato in bar sport, José Mourinho premier

Pro cesso breve

Il senato ha finalmente approvato il pro cesso breve. Oggi siamo, per quanto possibile, un paese un po’ più civile. Era infatti diventata insostenibile la situazione dei cessi femminili in italia, con code di ore e amiche costrette a tenere la porta fino quasi alla cancrena del braccio. Il cesso breve ora non è più un miraggio, le attese saranno minori e le fermate all’autogrill quando siamo in gita non dureranno più di 30 minuti.

Dopo una lunga serie di porcate e leggi ad personam, finalmente berlusconi si impegna per gli italiani. Aspettiamo con ansia una legge pro posta breve, che gli auguri di natale del 98 sono arrivati solo l’altroieri.

2 commenti

Archiviato in argite, il gatto Silvio

Dai ci fermiamo al prossimo

L’autogrill è un luogo sacro per ogni italiano che si rispetti. Dal professionista da caffè e corriere della sera all’allegra famiglia che non vede l’ora di andare in vacanza per gustarsi un camogli a 5 euro e comprare un pezzo di parmigiano a forma e costo di lingotto d’oro da riportare allo zio. Il fascino dell’autogrill non è comprensibile al di fuori dei confini autostradali, ma appena varcato il casello inizia la ricerca dei cartelli con le distanze delle aree di servizio.

L’autogrill è l’italia che viaggia, slogan scritto in giro per le aree di servizio e quanto mai veritiero. L’autogrill ci rappresenta in toto e merita un posto da senatore a vita (sebbene i prezzi della bouvette di Montecitorio lo farebbero gridare allo scandalo), ha tutto degli italiani: in primis la follia e l’impulsività, quella che ci porta a pagare un pranzo tra i camionisti come se fossimo in piazza San Marco a Venezia. Oppure la catasta di best seller, posizionata di fronte alle bibite e su cui campeggiano libri scritti dai personaggi più improbabili, adesso per esempio è il turno dei calciatori: Cassano, Zanetti,Ancelotti, libro di barzellette su Mourinho-Chuck Norris, Del Piero, Lippi, Amauri e così via. Solo un italiano può capire perché dovrebbe avere mercato un libro su Amauri, ennesimo anonimo calciatore juventino, che nessuno si sarebbe filato se avesse giocato nel Bologna. Ovviamente nessuno è stato mai visto uscire dall’autogrill con un libro in mano; gli italiani, si sa, non leggono. Giusto a Padova sud hanno venduto qualche copia del Mein Kampf, edizione speciale tradotta in padùan.

A conferma dello status di symbol italico attribuito all’autogrill vi è la sua storia economico-finanziaria. Società nata negli anni del boom economico, ha operato al fianco di Autostrade, che faceva parte della galassia IRI (quindi pubblica). Negli anni ’90 le autostrade sono state svendute a Benetton, che nel frattempo si era preso pure gli autogrill. Da allora i pedaggi e i prezzi delle Rustichella sono saliti a piacere, portando ai signori del maglioncino un bel extra-profitto. In pratica si sono presi un’azienda pubblica a prezzo di cortesia, data lo stato pietoso del debito pubblico italiano, e l’hanno usata per spremere gli italiani come le arance del menù mattina (cappuccino, cornetto e spremuta d’arancia a soli 3.90€). Da autogrill possiamo capire cosa rende tale un italiano:  riusciamo ad innamorarci dei peggiori lestofanti che ci passano intorno, dai cristiani ai duci, fino ad arrivare alle grandi famiglie di capitalisti. E come per tutti gli innamorati, di ragionare non se ne parla.

2 commenti

Archiviato in argite

Legateli

Le condizioni di vita in Italia, in questo momento, sono disumane per tutti. Colpa di un immigrato africano, tal Anticiclone, che nessuno riesce a rispedire al suo paese. Un po’ di refrigerio lo si può trovare tra le valli alpine, ma bisogna essere disposti ad ascoltare i deliri della famiglia Bossi, che come ogni agosto si ritira in quel di Ponte di Legno. Da questo paesino della alta valle Camonica partono ogni estate le invettive più colorite, fin da quella, indimenticabile, del togliere l’8 per 1000 alla chiesa cattolica. Tempo un mese e Bossi fu colto da ictus, stava più di qua che di là. Il senatur imparò la lezione ed ora ha abbassato il tiro, le novità che propone per l’estate 2009 sono: cambiare l’inno d’italia, insegnare i dialetti a scuola, pagare meno i lavoratori del sud. Continua a leggere

Lascia un commento

Archiviato in io me piasse ncolpo