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Agosto comunista ti conosco

open data umbriaDopo la serata a tema “blogger marscianesi” in cui abbiamo passato il tempo a parlar male dei politici marscianesi, la serata “grande fratello” dove abbiamo visto come un google qualsiasi potrebbe – se volesse – spiarci comodamente, eccoci ad un nuovo appuntamento con la festa dei Comunisti.

Quest’anno il tema sarà più serio, almeno in partenza. Parleremo di Open Data, ovvero dei dati che ogni pubblica amministrazione potrebbe rendere disponibili così da darci la possibilità di conoscere davvero il paese in cui viviamo (e di operare come fossimo spie del kgb che sanno tutto). L’argomento è caldo, in Italia tanti enti pubblici stanno cominciando a rendere disponibili i propri dati. Inoltre c’è una comunità sempre più nutrita di smanettoni al servizio degli Open Data, sono volontari che hanno realizzato, tra le ultime cose, la mappa online dei beni confiscati alle mafie: http://sod.confiscatibene.it/  

Ospite d’onore sarà uno dei massimi esperti di Open Data del Cnr di Pisa, nonché compagno di mille vacanze premio: il Versiliese. Con lui parlerò di come gli Open Data potranno aiutarci a capire la nullità del governo Renzi, inoltre presenteremo anche un paio di esempi reali. Uno su tutti: lo sapevate che Trenitalia ha ottenuto un  premio dalla regione per la puntualità dei suoi treni? Osservando i dati di mesi e mesi di treni, possiamo capire come sia possibile questo paradosso.

Ordunque, ci vediamo sabato alle 9 alla festa a Schiavo.

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Il kolchoz nella prateria

bucciottino

Marsciano, ore 19. La scuola elementare sembra già in vacanza, è deserta anche oggi che ospita i seggi elettorali. L’affluenza è poco sopra al trenta percento. Per chi ha preso la maggioranza dei voti al primo turno, è un brutto segnale. Ecco perché è scattato il piano B.

 Gli attivisti del partito democratico accedono alle liste dei votanti. Si segnano uno a uno chi non ha votato e si attaccano al telefono. Non si può fare, magari è pure reato, ma i presidenti di seggio sono amici loro. Ad un certo punto arriva uno con un elenco telefonico. Chiamano anche quelli che non conoscono, di cui non hanno il numero.

Alla fine ce l’hanno fatta. Nel giorno più nero per il Pd umbro, a Marsciano il “partito” strappa la riconferma. Certo, ha dovuto inserire in coalizione gli ultimi due candidati sindaco del centrodestra, oltre a quello della lista civica che risponde alla chiesa. Una democrazia cristiana tenuta su con lo scotch. Però funziona, ha funzionato. Alla faccia di Perugia, di Livorno e compagnia cantante. Per altri cinque anni potranno evitare di andare a lavorare e stare in comune a fare i passacarte del potente di turno. Nuovo centro commerciale? Pronti. Discarica in campagna? Come no. L’importante è rimanere lì, perché qua fuori è un brutto mondo.

A sinistra c’è una prateria aperta, sconfinata. Ci sono astenuti, non votanti, ignoranti. Non c’avemo una lira ma tocca percorrerla tutta, a costo de fassela in bicicletta.

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Lezioni

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Le storie brutte insegnano a scrivere quelle belle. Quello che è successo a Marsciano ci lascia tutti con le ossa ancora più rotte; la violenza della giungla è dura, durissima da digerire per chi ancora non è del tutto un animale. Dicono che questa volta si poteva evitare, che l’omicida aveva un lungo curriculum di denunce a proprio carico. Le forze dell’ordine, però, poco potevano fare. Per minacce non si va in galera. Col perdurare della crisi, la violenza ci si sta avvicinando sempre di più. C’è tanta gente che non ha più nulla da perdere, la culla perfetta per far crescere la follia. Ci hanno, ci siamo, isolati e impoveriti. Già più di dieci anni fa c’era chi urlava questa fine annunciata, questo impoverimento non solo economico. Allora le forze dell’ordine e lo stato seppero dare una risposta: ci presero a bastonate. In tanti si girarono dall’altra parte, quella violenza sembrava lontana e senza senso.Oggi ce l’abbiamo in casa.

Eccolo l’insegnamento: siamo più poveri, ma sappiamo qual è la via della ricchezza. Dando qualcosa da perdere a chi non ha niente, la violenza sparisce.

Eccola la bella storia: Roberto è morto perché ha offerto ospitalità ad una sua dipendente in preda alla paura, minacciata dall’ex marito. Ci servono uomini così per rendere bello questo paese.

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Ho visto i Bucciottini giocare

I Bucciottini

Ci sono squadre che vincono, squadre che “aprono un ciclo” e squadre che entrano nella leggenda. La formazione della Grande Inter di Helenio Herrera viene ancora oggi recitata come un rosario. Ai Bucciottini toccherà la stessa sorte. Terza vittoria in quattro anni, la seconda consecutiva: nessuno è mai riuscito in un’impresa simile al torneo di volley organizzato dall’Avis Marsciano. Oltre al quanto, c’è anche il come: la vittoria di domenica sera ha scritto una pagina indelebile nel libro di storia dello sport.

Il torneo 2012 è stato, fino alle semifinali, la fotocopia dell’edizione 2011. Dopo una cavalcata agile, Bucciottini e Limoni si sono ritrovati a giocarsi il titolo, in una finale che si annunciava infuocata. La cosa incredibile è che non è andata così. Non ci sono state fiamme, non hanno avuto il tempo di divampare perché i Bucciottini le hanno spente sul nascere a suon di pallonate. Se nel 2011 la vittoria arrivò al tie-break, dopo aver recuperato uno svantaggio di 2 set a 1, questa volta la partita non ha avuto storia: 3-1 e tanti saluti sottorete. Il gioco dei Bucciottini non ha lasciato scampo, una superiorità tecnico-tattica con pochi precedenti. Hanno picchiato da tutte le zone, hanno costretto l’avversario a raccogliere le briciole, le sbavature, minime, di una partita da manuale. E dire che ci credevano, i Limoni. Hanno combattuto fino alla fine, senza mollare mai. Il mantra, storicamente sfortunato, era:”Vincere! E vinceremo!”  Gli resta il bollino dell’eterna seconda, la squadra simpatica ma perdente. Magra consolazione. Non basteranno i sorrisi del pubblico a cancellare il dolore inflitto dalle bordate del Moro e della Viru, i bracci violenti dei Bucciottini. Non ci saranno applausi di consolazione a scacciare i fantasmi nelle notti insonni, mentre nella mente riecheggia il Donca Giué, inno delle vittorie dei Bucciottini.

Sarà motivo d’orgoglio dire, tra tanti anni: “ho visto i Bucciottini giocare”

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Non Bloggateci

Sono stato spesso accusato di essere comunista, ed era inevitabile che queste accuse giungessero alle orecchie dei comunisti stessi. Siccome alla festa di Liberazione ogni sera c’è un dibattito, quest’anno i suddetti comunisti hanno pensato di parlare anche dei blog marscianesi, perché anche se sono pochi, un po’ di casino lo fanno. Perciò si parlerà di Fegatelli, dell’Aspetto Sospetto, di Peolina Borghese, di Casapiddu e della Rpmn, e a parlare ci sarò anche io. La festa la fanno a Schiavo, perché è risaputo che più gente che alla festa a Schiavo non ci sarà mai da nessuna parte.

L’appuntamento con i blog marscianesi è dunque il 5 agosto alle ore 21. Qui tutte le informazioni necessarie (attenzione, è un sito comunista).

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Ci vuole fegato

Domenica mattina, solita uscita in bicicletta, gruppo composto di circa 15 unità. Sull’ultima salita nessuno ha voglia di pedalare, perciò si chiacchiera del più e del meno. L’argomento calcio è tabù, ci sono alcuni juventini e non è il caso di turbarli, si cade nella politica locale. Uno stimato dirigente del comune, a un certo punto, mi fa: “ma hai visto sta cosa nuova, sti fegatelli?

I fegatelli non sono mica tanto nuovi, chissà da quanti anni li mangiano da queste parti. Giusto negli ultimi anni è stata preferita, per ordini dall’alto, la porchetta liscia. Perciò qualche tizio di buona volontà ha deciso di rendere onore ad una pietanza caduta un po’ in disuso, ed ecco nato un altro blog, pieno di scarti, di roba buona che non voleva nessuno. Battute per soli marscianesi, storielle criptiche in cui non si fanno nomi ma si parla male (molto male), pillole di saggezza e altro ancora. Partito in sordina, ha già un piccolo stuolo di fan, anche se alla pari degli autori non vogliono farsi riconoscere. Tutti leggono i fegatelli, ma nessuno ne parla, perché non si sa mai.

Il Tamtam, giornale locale per eccellenza, lo ha dato in pasto al pubblico uscendo con un articolo quanto mai lusinghiero, commettendo forse una grossa ingenuità. I fegatelli sono marscianesi doc, alla prima occasione parleranno male anche del Tamtam, se non altro perché ha la redazione a Todi, paesello in cui nessuno sa leggere. Giusto qualche professorone (a Todi ce so i licei) riesce ad arrivare alla lettera P.

Auguri fegatelli, dunque. E che almeno un assessore riusciate a riportarlo.

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Ruspino contro tutti

Ruspino ha fatto carriera, da sovrano del regno di Marsciano ora è passato al gran consiglio della Gadiuscia. Lo ha fatto alla sua maniera, con un record di voti che nessuno si aspettava, lui piccolo sindaco di provincia che fa tremare i polsi al potere.

Il giornale più autorevole, nonché l’unico, della media valle del tevere (ilTamTam.it) riporta periodicamente le gesta epiche di Ruspino, l’ultima è la “marcatura stretta” che il Nostro starebbe facendo sulla giunta regionale. Un atto che potrebbe sembrare semplice burocrazia ma che in realtà mostra come Ruspino voglia sovvertire l’ordine, combattendo la casta da dentro. Lui vuole far lavorare anche gli assessori fannulloni.

Altra battaglia combattuta da Ruspino, la mozione Udc sul programma di governo della Gadiuscia. Invece di votare con la Gady e il Pd, Ruspy  si è astenuto strizzando l’occhio ai centristi di Casini, o ai casini dei centristi.

L’ufficio stampa di Ruspino lavora alacremente per mostrare al suo popolo quanto egli sia attivo, combattente e deciso a lavorare per lo sviluppo del suo paese. Oltre agli articoli sul Tamtam, è stata diffusa anche questa video-intervista, che in 3 domande riassume tutta la forza del personaggio.

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