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I dolori del giovane Hertha – #3

La gioia dei giocatori dell'Hertha per aver conquistato un calcio d'angolo

Armin si rivela sempre di più un personaggio, alle nove di sera è riuscito a venire a bussarci per offrire krapfen e prosecco valdobbiadene, nel mentre che ci mostrava le foto sel suo viaggio in Canada datato 1984. Alla serata ha partecipato anche la gatta, dal nome non chiaro, qualcosa tipo Fizi. Tutti i giorni Armin e Fizi vanno a fare una passeggiata di un’ora per le vie di Feldkirchen, perché la gatta adora camminare sulla neve. Il mio gatto Silvio, quando vede la brina, inizia a bestemmiare in gattesco, e non si sogna di camminare a fianco di qualsivoglia padrone. Anche i gatti tedeschi avrebbero perso la guerra. Continua a leggere

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I dolori del giovane Hertha – #2

Armin quando allenava l'Hertha Berlino

Il Bed & Breakfast in germania non è proprio come in italia. Se da noi sono degli alberghi un po’ più informali, per i crucchi invece si tratta di affittare la camera dei figli non ancora avuti, o che se ne sono andati per la disperazione climatica. Questa mattina la temperatura esterna era -9, nonostante il sole, ed il padrone di casa, Armin, dopo il caffè ci ha invitati ad uscire in giardino a goderci il sole. Ero senza giacchetto e l’immensa distesa bianca di fronte a me mi ha fatto ripensare alla steppa di Mario Rigoni Stern. Io la campagna di Russia l’avrei abbandonata già da Udine. Armin invece era con un maglioncino semplice, e ai piedi neanche le scarpe. Con le calze sulla neve, intento a mostrarci la via che di solito usa per andare al Lidl con gli sci da fondo. Il suo parlare inglese è intervallato dalla risata classica che i tedeschi matti fanno nei film. Particolare degno di nota: le calze di Armin sono sempre di colori diversi, la sinistra grigia e la destra bianca. Un ottimo modo per riconoscere i piedi. Continua a leggere

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I dolori del giovane Hertha – #1

Alberto Angela quando giocava con l'Hertha Berlino

Quando si affronta una traversata che dallo stivale porta al regno dei crucchi, il tema dominante non può che essere il calcio. Dal piattone di Rivera in quel memorabile 4-3, il tiro della vita di Fabio Grosso in quel 2-1, Mattheus, Klinsmann, Brehme e lo scudetto dei record, il Borussia Dortmund che umilia i gobbi con Karl Heinze Riedle. Italiani e tedeschi sono accomunati dal calcio. Vabè, anche da altri dettagli, quali l’idiozia di aver seguito negli stessi anni due dittatori sanguinari senza accorgersi che fossero sanguinari. Continua a leggere

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