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La Dama Bianca

La Dama Bianca è una che non ti dà mai un appuntamento preciso, ma già un mese prima ti fa capire che potrebbe arrivare. Si fa attendere, sparisce, tira delle sòle allucinanti. Quando arriva, però, tutta l’attesa e la dignità perduta vengono ripagate. La Dama ti avvolge, ti scuote con la bufera, poi finisce e rimane il bianco e il silenzio. Chi ha il vizio, dopo una nevicata si fuma una sigaretta.

Il bello della neve è il mondo che si ferma. Il giorno prima sono tutti ovunque a stracciare le palle con quanto hanno da fare, il giorno dopo tutti chiusi in casa perché i loro affari non valgono neanche l’imparare a montare le catene. I faccia da cazzo, gli scassaminchia, i noiosi: tutti a casa. Con la neve per strada si può camminare, di macchine ne passano poche e fanno il rumore dei cavalli, con le catene che costringono ad andare piano e a saltelli. Quando nevica è come andare in paradiso, è tutto bianco, ma non c’è bisogno di morire. Non a caso il papa sta a Roma, dove nevica una volta ogni morte di papa, e muore dal dispiacere, perché vede una carriera passata a raccontare fregnacce sulla vita ultraterrena sbugiardata dai bambini che fanno pupazzi di neve al Colosseo. Hai voglia a promettere la resurrezione dell’anima dopo che uno è sceso da Trinità dei Monti con lo slittino.

Oggi sono belli anche loro

La neve scatena la fantasia. Si può fare uno snowpark fuori dal garage di casa, si scia per le strade della città. Mentre in televisione si scannano per capire di chi è la colpa se il traffico si blocca, partono guerre di palle di neve degne di una campagna di Russia. Che poi, quando nevica, è proprio grazie alla Russia e all’aria in arrivo dalla Siberia. Dall’America mica arriva aria fredda, anzi, ci mandano la corrente del golfo per scaldare l’europa; non a caso, e si torna sempre lì, il papa ci ha tenuti sempre incollati agli americani. Basta politica però, quando c’è la neve non c’è tempo di pensare a cose complicate. Bisogna andare a cercare i doposci in soffitta, preparare la cioccolata calda controllando se è scaduta la bustina, che da sei mesi ormai era lì, rivedere i vicini di casa dopo tanto tempo e confrontarsi sulle previsioni meteo e il pupazzo più bello. Quindi fare un giro per il paese ad ascoltare le storie di gente dispersa nella notte in mezzo alla bufera con il ghiaccio fino ai capelli, di solito  succede ai parenti alla lontana del narratore. Fotografare e filmare tutto il possibile, perché quando ricapita di vedere il tuo paesello sconosciuto agghindato come Cortina d’Ampezzo.

La Dama Bianca è quella che quando arriva ti fa diventare un campionissimo. Dura poco, ma è una bella sensazione.

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La valle maledetta

nevicate umbria 2012

La valle Maledetta

C’è un valle che divide in due il cuore verde d’Italia, è la valle del Tevere. Per marcarla meglio l’hanno pure riempita di cemento, così da non farla confondere col verde. Questa valle ha una caratteristica particolare: il microclima. Lo si ammira soprattutto in inverno, in special modo in caso di freddo intenso. Quando su ogni telegiornale fanno vedere immagini di apocalisse bianca, ruspe che spalano metrate di neve sotto al colosseo o volontari con cani che cercano il david di Michelangelo sepolto sotto una valanga, l’abitante della valle Maledetta si affaccia alla finestra e vede il sole. Il tempo di finire il pranzo, commentando i venti minuti di servizi sul clima gelido come “La solita disinformazione berlusconiana”, e torna al lavoro. Per strada non ci sono disagi, solo buche, ben visibili perché non c’è né acqua né ghiaccio. La sera, prima di cena, un giro su facebook per vedere cosa fanno gli amici dei paesi vicini: postano foto del loro giardino con un metro e mezzo di neve, annunci di bimbi piccoli dispersi e catene di s.antonio che invitano a non accettare l’amicizia dei pupazzi di neve. Nella valle intanto è scesa la notte, tira una leggera brezza, mentre la tv parla di una Italia in ginocchio sotto i colpi del generale Inverno.

Quando vedete un bambino dallo sguardo spento camminare senza meta con una carota in mano, offritegli un po’ di torcolo e chiedetegli da dove viene. Vi dirà: “dalla Valle Maledetta”.

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Fac Assassino

Puntata invernale del Dr. Chèsa, ambientata sulle Dolomiti tanto care ai fratelli Vanzina. Questo episodio è infatti un tributo alla saga delle vacanze di natale che ha accompagnato tutti coloro che, volenti o nolenti, sono nati negli 80’s. Con la partecipazione di un grandissimo SexyCardy, la storia si dipana giù per i pendii del monte Civetta, giungendo ad un finale aperto che vuole coinvolgere lo spettatore nel tributo alla verve comica italiana.  Premio della critica a SexyCardy per la sua unica battuta pronunciata, risultata la migliore della cinematografia italiana 2010.

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Scuola sci Tevere

Tipico esempio di foto di gruppo venuta male

La montagna negli ultimi decenni non è più un posto elitario, o forse l’elite non è più tale dato che è in cima ad un paese che sta andando a puttane, fatto sta che ogni anno il Ciocioscìclub non rinuncia alla propria settimana bianca. I cioci sono elementi folcloristici che quando arriva marzo riempono due macchine di gente, sci ed alimenti, puntando a nord, possibilmente Dolomiti. Continua a leggere

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