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A pasqua siamo tutti più buoni (Agnelli)

Ostia o bancomat?

Ostia o bancomat?

Non vorrei mai essermi trovato nei panni di portiere di un albergo in cui soggiornavano i precedenti papi: giunto il momento di pagare il conto, fingevano di non capire e tiravano dritto. Non avrei saputo trovare il coraggio di rincorrere il Papa per chiedergli di saldare il conto, troppa la paura di una figuraccia. “Cosa credevi, figliuolo, che il santo padre non pagasse il conto? Offendi me e tutta la chiesa cristiana!”. Già che un portiere d’albergo prenderà mille euro al mese, figurarsi se vale la pena andare a rischiare una scomunica per così poco. Per fortuna il nuovo Papa ha messo fine all’imbarazzo di questa categoria, pagando direttamente lui il conto.

Il nuovo Papa parla di povertà, vuole una chiesa povera. Paga il conto, chiede pure lo sconto: “trattami bene figliuolo”. Ora qualsiasi speranza di vedere l’IMU che la chiesa ci deve è svanita. Il poverello di Assisi era un senzatetto, Equitalia può al massimo pignorargli il saio. Con questo freddo, però, anche il più cattivo degli esattori si commuove. Vai, piccola chiesa fiammiferaia, la tua pratica era un errore, non ci devi più nulla.  Una bella storia di giustizia sociale.

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La Dama Bianca

La Dama Bianca è una che non ti dà mai un appuntamento preciso, ma già un mese prima ti fa capire che potrebbe arrivare. Si fa attendere, sparisce, tira delle sòle allucinanti. Quando arriva, però, tutta l’attesa e la dignità perduta vengono ripagate. La Dama ti avvolge, ti scuote con la bufera, poi finisce e rimane il bianco e il silenzio. Chi ha il vizio, dopo una nevicata si fuma una sigaretta.

Il bello della neve è il mondo che si ferma. Il giorno prima sono tutti ovunque a stracciare le palle con quanto hanno da fare, il giorno dopo tutti chiusi in casa perché i loro affari non valgono neanche l’imparare a montare le catene. I faccia da cazzo, gli scassaminchia, i noiosi: tutti a casa. Con la neve per strada si può camminare, di macchine ne passano poche e fanno il rumore dei cavalli, con le catene che costringono ad andare piano e a saltelli. Quando nevica è come andare in paradiso, è tutto bianco, ma non c’è bisogno di morire. Non a caso il papa sta a Roma, dove nevica una volta ogni morte di papa, e muore dal dispiacere, perché vede una carriera passata a raccontare fregnacce sulla vita ultraterrena sbugiardata dai bambini che fanno pupazzi di neve al Colosseo. Hai voglia a promettere la resurrezione dell’anima dopo che uno è sceso da Trinità dei Monti con lo slittino.

Oggi sono belli anche loro

La neve scatena la fantasia. Si può fare uno snowpark fuori dal garage di casa, si scia per le strade della città. Mentre in televisione si scannano per capire di chi è la colpa se il traffico si blocca, partono guerre di palle di neve degne di una campagna di Russia. Che poi, quando nevica, è proprio grazie alla Russia e all’aria in arrivo dalla Siberia. Dall’America mica arriva aria fredda, anzi, ci mandano la corrente del golfo per scaldare l’europa; non a caso, e si torna sempre lì, il papa ci ha tenuti sempre incollati agli americani. Basta politica però, quando c’è la neve non c’è tempo di pensare a cose complicate. Bisogna andare a cercare i doposci in soffitta, preparare la cioccolata calda controllando se è scaduta la bustina, che da sei mesi ormai era lì, rivedere i vicini di casa dopo tanto tempo e confrontarsi sulle previsioni meteo e il pupazzo più bello. Quindi fare un giro per il paese ad ascoltare le storie di gente dispersa nella notte in mezzo alla bufera con il ghiaccio fino ai capelli, di solito  succede ai parenti alla lontana del narratore. Fotografare e filmare tutto il possibile, perché quando ricapita di vedere il tuo paesello sconosciuto agghindato come Cortina d’Ampezzo.

La Dama Bianca è quella che quando arriva ti fa diventare un campionissimo. Dura poco, ma è una bella sensazione.

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Beat

Il papa beato e Pinochet

Oggi in tv hanno detto che il papa che c’era prima ora è beato, io pensavo fosse morto e invece no, è beato. Ieri in tv hanno detto che il Principe d’Inghilterra si è sposato con Kate e in molti hanno commentato “Beati loro!”. E’ la settimana della beatitudine.

A Roma fanno a gara per partecipare alla beatificazione, sul palco d’onore ci sono tutti. C’è Napolitano, c’è Berlusconi, ci sono potenti di ogni paese. Pinochet, buonanima, non ha potuto prendere parte perché lui è solo morto, non ancora beato. Tra la gente normale si registrano disagi, la folla spinge, tutti voglio la benedizione entrando in piazza, ma non c’entrano e sono spinte e malori. In molti si lamentano di non poter aver ricevuto la benedizione, ci sono venuti da tutte le parti d’Italia ma non c’è stato niente da fare. Alle autorità invece le hanno benedette tutte.

Dopo la beatificazione c’è il concertone, ma le autorità non vanno. Berlusconi va a vedere il Milan.

C’è una italia che beatifica i dittatori e un’altra che beata ascolta musica.

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In principio era il Web

Il papa esorta i sacerdoti a diventare navigatori della rete e a portare la parola di Dio nel grande continente digitale. Sarà necessario adattarla, per farla meglio comprendere a chi non mastica molto il verbo divino, questi tanto decantati giovani che non vanno in chiesa, fumano spinelli, sgommano con i motorini e impennano gli ape car. Ecco dunque la mia modesta proposta, d’altronde lavoro nel settore da anni ed ho ricevuto una sana formazione cattolica.

In principio era il Web 1.0. Dio disse: sia la Telecom, ed arrivarono i primi modem a 56k. E fu notte e fu mattino. Dio vide che Gesù per scaricare un mp3 da Napster ci metteva 3 ore, e disse: sia l’Adsl. E fu notte e fu mattino. Dio fu svegliato dai trilli di msn di Gesù che chattava con maddy-05ac@hotmail.it,  vide che ci voleva qualcosa di meno invasivo e creò Facebook. E fu notte e fu mattino. Dio vide Gesù piangere perché c’erano troppi pochi contatti da poter aggiungere come amici, e decise che serviva un pianeta popolato da gente che sarebbe un giorno approdata su facebook. Disse dunque: “sia Google Earth”. E fu notte e fu mattino. Fatta la terra andavano fatti i terrestri. Dio seguì un tutorial di Muchacha su youtube e creò un uomo con fango e colla vinilica, quindi con la roba avanzata creò la donna. Li spedì tutti e due sul pianeta appena creato, dotati di portatile e divx di “c’è posta per te”. E fu notte e fu mattino. Era solo il sesto giorno ma dio era già bello che stracco e si prese uno week end di riposo. Nel frattempo la coppia creata ebbe due figli, tutti e due maschi. Si registrarono su meetic vedendo che era pieno di single provenienti dal loro paese, Eden. Quando si accorsero che le femmine erano finte, si scannarono senza pietà. Vinse Caino, visse guardando video su youporn e morì con occhiali da cinema 3D perché rimasto cieco.

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San Paolo Fox

Benedetto XVI legge il suo futuro (vignetta by The Minx)

Questa sera va in onda, su rai2, l’oroscopo per il 2010 di Paolo Fox. Una trasmissione insospettabile, la solita chiacchierata con un po’ di cosce nude di Adriana Volpe. Invece c’è chi vuole chiudere la bocca anche a Paolo Fox, l’astrologo più amato dalle casalinghe. Neanche fosse Santoro o la Gabanelli, almeno loro parlano di fatti. L’oroscopo invece è un innocente passatempo, un modo per aggiungere una pagina sui giornali che regali il sorriso, tra tante brutte notizie che ci tocca leggere ogni giorno.

L’associazione dei telespettatori cattolici (Aiart) si è scagliata contro la decisione di mandare in onda l’oroscopo, motivando così la protesta: “È incredibile come il servizio pubblico dia credito alla superstizione.

Dopo aver letto queste dichiarazioni, gli asini cornuti sono scesi in piazza contro i buoi.

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