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Liberateci ancora

Non ce li ricordiamo i partigiani, il loro sembra un tempo lontano. E poi le storie di quegli anni sanno davvero di fantasia. L’uomo pelato col fez che arriva e diventa primo ministro con una marcia, poi inizia a imporre cose sia gravi che bislacche. La censura, il Minculpop, la conquista dell’Etiopia, l’Ambrosiana Inter. Non che nel resto del mondo le cose andassero meglio, il tappetto con i baffi decise di sterminare una etnia e nessuno provò ad impedirglielo. Nessuno sembrava accorgersi di nulla, come nei cartoni animati. Poi gli eroi, i partigiani, si svegliarono, poveri ma belli, e addio regime fascista. Non è facile ora ricordare il sangue che versarono e le sofferenze che patirono, sappiamo solo che ci liberarono dall’assurdità.

Per capire ancora meglio il sacrificio dei partigiani, ce ne vorrebbero di nuovi. Qualcuno che ci liberi di nuovo  dall’assurdo di oggi, in questo paese governato e dominato da rispettabili teste di cazzo.

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Partigiani e compilatori

Quello coi baffi non è D'Alema

Notizie come quella del nuovo colpo di Anonymous infondono buon umore. Il gruppo di hacker Anonymous ha attaccato il sito Strafor, specializzato in fornire sicurezza sul web ai suoi clienti. Gli anonimi hanno usato i dati rubati, carte di credito comprese, per effettuare donazioni a enti umanitari. Anonymous ha già fatto parlare di sé per altri attacchi, da quello al sito internet del Pdl fino a Paypal ed Amazon. Ciò che mette allegria è questo nuovo modo di fare la rivoluzione.

Fino a qualche tempo fa non c’erano molte alternative per gli aspiranti rivoluzionari: carriera da medico promettente e lotta armata in tutto il sudamerica o conoscenza maniacale di qualsivoglia mattone socio-filosofico-economico, da propinare agli adepti durante le riunioni delle organizzazioni eversive. Come evoluzione possibile c’è stata la deriva nonviolenta, un po’ Gandhi e un po’ facciamo il girotondo intorno al ministero dell’Interno. Ora però la musica è cambiata. Ora la rivoluzione la fanno gli hacker, senza sparare a nessuno né imparare Il Capitale a memoria per poi citarlo anche alle cene coi parenti. Per citare una americanata di basso livello, è la Rivoluzione dei Nerd. Già da un po’ lo smanettone del computer sta diventando sempre più un barricadero, nonché sex symbol.  C’è Mark Zuckerberg è giovane nerd conosciuto da ogni ragazzina del mondo, o la trilogia svedese di thriller  incentrati sulla figura di un hacker, milioni di copie vendute. La parabola di Steve Jobs, poi, parla da sola.

Per la categoria degli informatici questa è una svolta di non poco conto. Sono finiti i tempi cupi, ai margini della società. Ora il capellone con la chitarra dovrà stare in silenzio mentre l’uomo col megafono urla le opzioni di gcc e la folla applaude. “Decompilare il sistema” sarà lo slogan, non si salirà in collina con i fucili, ma per strada con i portatili, intenti a bucare reti e a mandare in tilt le poste italiane, anzi forse nel caso delle poste l’azione rivoluzionaria sarà farle funzionare. Comunque sarà una guerra senza esclusione di colpi. Tra 50 anni ci saranno pure i revisionisti che vorranno mettere in cattiva luce questa partigianeria del ventunesimo secolo, tirando fuori violenze su cui la sinistra ha taciuto, così da poter smarcare la sinistra che nel frattempo sarà tornata al suo mestiere, ovvero proteggere i deboli facendoli soccombere, così soffrono meno.

Zellosi tremate, i nerd sono arrivati.

UPDATE: Anonymous ha dichiarato di non entrarci niente con il colpo a Stratfor, mentre i versamenti alle organizzazioni umanitarie non sono stati autorizzati dagli enti di credito. Ma ce n’est que un debut.

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