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La vittoria di Barbetta

L’ho visto per la prima volta ad una cena per non mi ricordo quale causa (sciopero generale?), era febbraio, marzo al massimo. Borsa da adolescente a tracolla, spillette in ogni dove e volantini in mano. Barbetta rada, accento non marscianese, l’ho smascherato subito: pisano (dio lo maledica). Parlava di acqua, di privatizzazione, di quanto fosse importante andare a votare ai referendum di giugno, perché nessuno ne stava parlando.

Il referendum l’ha vinto lui, insieme a quelli come lui che l’hanno portato avanti nell’indifferenza. Non è solo una vittoria elettorale, è anche un insegnamento ai tanti amici del cosiddetto centrosinistra, da anni alla ricerca di un modo per vincere. Così si vince, amici del Pd: ascoltando.

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Votate il secchio

referendum quorumLe urne incombono di nuovo, tra un mese tocca al referendum. L’ultimo appuntamento con gli scatoloni e la tessera elettorale è stato per le amministrative umbre, occasione in cui non ci si poteva non astenere di fronte alla Gadiuscia. Con buona pace dei giovani tromboni del PD, tutti a urlare allo schifo di chi si astiene perché partecipare blabla vita democratica blabla cambiare il paese da dentro blabla. I giovinotti crescono e prendono posto, chi di qua chi di là, in vari apparati statali che gli riconoscono la bravura. Università, enti pubblici, una mano a sti figli gliela diamo via. Combattiamo il precariato ma insomma dai, tiriamo avanti benaccio.

Ora però tocca al referendum e astenersi non si può. Non si può evitare di rispondere ai quattro quesiti referendari, perché in questo momento non sono solo una mera abrogazione di leggi, rappresentano molto di più. Dicendo no al nucleare, alla privatizzazione dell’acqua, al legittimo impedimento, si dice no a questa italia. E’ la vera grande occasione per far capire che di questa classe politica, di questa economia, non ne possiamo più. Le centrali nucleari servono per continuare ancora a speculare, a far arricchire i soliti grandi appaltatori. Privatizzare l’acqua significa cedere il 70% del nostro corpo a gente che ci farà sopra altrettanti soldoni. Il legittimo impedimento fa parte della paga che il grande direttore della mega azienda italia richiede ai suoi investitori: io vi faccio fare miliardi su miliardi, voi mi permettete di sfuggire alla galera.

Da ora si comincia la campagna elettorale. I partiti di maggioranza vi diranno di andare al mare. I partiti di minoranza, forse anche il Pd ma prima devono sistemare le poltrone delle amministrative, vi ammorberanno con mattonate di educazione civica. Non ascoltate nessuno. Il 12 e 13 giugno prendete tutte le cose viventi sotto tiro e andate alle vecchie scuole che avette fatto da piccoli. Dove avete fatto quelle foto di classe in cui siete taggati su facebook. Portate la famiglia, i nonni, i gatti, i cactus, le mosche. Partite da casa con un pullman pieno di gente, guidatelo sgassando per alzare colonne di fumo odor nafta. Fatevi dare tutta la carta che c’è e mette croci ovunque sia scritto sì, come quando vi chiedevano se volevate mettervi insieme. Se il presidente del seggio si lamenta, baciatelo, spogliatelo, tirategli una secchiata d’acqua. Siete a scuola, queste cose si possono fare. Quei due giorni dovranno essere una bolgia infernale, roba che i cavalieri dell’apocalisse andranno, loro sì, al mare per evitare casini. Una volta superato il quorum, tutti ad Arcore e festa senza freni fino al mattino. Vietato toccare il culo a Marina Berlusconi.

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Mariolino della bruciata

Balotelli quando era bianco e recitava in Don Camillo

Una delle piccole gioie da concedersi il mese di luglio è stare davanti al caminetto a commentare le notizie del giorno. Oggi la prima notizia è il grande caldo, città a rischio, anziani svenuti, temperature sopra ogni media possibile.  Il global warming non è una barzelletta, dobbiamo fare qualcosa per salvare questo nostro mondo: io nel mio piccolo ho spento il fuoco, anche se con sommo dispiacere. Continua a leggere

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Ruspino contro tutti

Ruspino ha fatto carriera, da sovrano del regno di Marsciano ora è passato al gran consiglio della Gadiuscia. Lo ha fatto alla sua maniera, con un record di voti che nessuno si aspettava, lui piccolo sindaco di provincia che fa tremare i polsi al potere.

Il giornale più autorevole, nonché l’unico, della media valle del tevere (ilTamTam.it) riporta periodicamente le gesta epiche di Ruspino, l’ultima è la “marcatura stretta” che il Nostro starebbe facendo sulla giunta regionale. Un atto che potrebbe sembrare semplice burocrazia ma che in realtà mostra come Ruspino voglia sovvertire l’ordine, combattendo la casta da dentro. Lui vuole far lavorare anche gli assessori fannulloni.

Altra battaglia combattuta da Ruspino, la mozione Udc sul programma di governo della Gadiuscia. Invece di votare con la Gady e il Pd, Ruspy  si è astenuto strizzando l’occhio ai centristi di Casini, o ai casini dei centristi.

L’ufficio stampa di Ruspino lavora alacremente per mostrare al suo popolo quanto egli sia attivo, combattente e deciso a lavorare per lo sviluppo del suo paese. Oltre agli articoli sul Tamtam, è stata diffusa anche questa video-intervista, che in 3 domande riassume tutta la forza del personaggio.

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Olive greche

Bondi manifesta contro la libertà di stampa

La Grecia è andata a cianche ritte, eppure su facebook è pieno di album fotografici dal titolo “Mikonos estate pazzaaaaaa”; un turismo fiorente che non è bastato a salvare gli ellenici dal fallimento. In queste ore a migliaia sono in piazza, incazzati guasti perché uno stato che si reggeva sulla corruzione è crollato miseramente. Il premier greco cerca di aggrapparsi a qualsiasi cosa, recentemente ha dichiarato: “nonostante tutto, nessun ministro della repubblica vive in appartamenti vista partenone pagati da altri”. Continua a leggere

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Ciro, una notte da segretario

Ferrara con il collega Bassolino

La notizia del giorno è l’investitura di Ciro Ferrara come nuovo segretario del Pd. Samuele Bersani presenterà le sue dimissioni a breve, passando il testimone all’ex allenatore gobbo. <<Ciro ha tutte le carte in regola, ha vinto negli anni in cui giocava con la mafia, ed ha perso nel momento in cui si è messo in gioco da solo. Per noi rappresenta la continuità.>> Continua a leggere

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FaceBucc

Bucciottino versione estiva

Una piazza interessante per il web marketing è indubbiamente facebook. Sarà pure piena di stupidaggini, inutilità e idioti vari, ma contiene 13 milioni di utenti solo in italia, e gli utenti, oltre a mangiare e dormire, comprano e votano. La campagna elettorale che si è chiusa ieri non ha disdegnato la rete, anzi, dopo la grande prova di Santoro l’attenzione per il web è in deciso aumento. I politici più attenti hanno cercato di sfruttare a dovere Facebook per farsi vedere, un esempio è il nostro Ruspino Bucciottino aka Chiacchieroni, candidato piddino al consiglio regionale.

Lo staff elettorale del Nostro ha puntato su Facebook, investendoci addirittura qualche euro in una campagna pay per click, in modo da portare iscritti al gruppo “Gianfranco Chiacchieroni al consiglio comunale”.  Uno staff composto di giovani e scaltri ragazzi, che conoscono bene i trucchi per guadagnare visibilità sul web. Talmente furbi che il gruppo ha ben 600 iscritti e la polizia postale è già sulle loro tracce. Come riporta UmbriaLeft, la provincia di Perugia si è accorta che qualcuno ha creato un profilo facebook dal nome “Provincia Perugia” ed ha iniziato ad aggiungere amici. Tale profilo risulta iscritto al gruppo chiacchieronico, i più maliziosi la potrebbero vedere come un’indicazione di voto. Lo staff potrebbe comunque essere estraneo al falso profilo della Provincia, ma sarebbe solo ingenuità al posto di stoltezza. Di seguito un stralcio delle intercettazioni telefoniche tra il candidato consigliere Ruspino e il suo staff di giovani svegli:

Rusp.Bucc.: allora? come annamo co sto fecebooke? mbè quanta gente movemo?

Giovani svegli:  il gruppo ha 600 amici, qualche commento, foto delle cene con tanti tag…

R.B.: ma che cce famo con sti quattro gatti? mettetece na porchetta, servono i voti! Nun capite ‘n cazzo!

G.sv.: potremmo fare un po’ di pubblicità, per attirare gente…

R.B.: sì ma sbrigateve, se vota a oggiotto no il prossimanno! Scrivetece fica chiacchieroni vota, c’ha colpa chi vve paga!

G.sv: potremmo sfruttare il profilo della provincia di perugia, ha 1000 amici quello, ci dà una buona visibilità….

R.B.: fate che cazzo che vve pare, ma moveteve. me pare che c’ete na rotonda al posto del cervello. Si mme trombano ve piallo la faccia!

Il resto delle intercettazioni sono bestemmie, e non vengono qui pubblicate. Buon voto a tutti.

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Perché non posso votare Pd

Al termine di lunghe diatribe di fronte allo specchio, sono riuscito a risolvere i miei dilemmi in vista delle elezioni regionali. Per la prima volta nella mia storia di elettore mi appresto a votare scheda bianca. La decisione è inevitabile, nonostante la caterva di amici che invita a votare il meno peggio, facendo tesoro dell’insegnamento del povero Indro, che si turava il naso per votare Dc. Per quanto possa riconoscere la grandezza di Montanelli, io la Dc non ce la faccio a votarla.

Escludendo a priori Pdl e Udc, perché in fondo anche i loro sostenitori sanno bene di essere ridicoli, mi era rimasto il centrosinistra. Tutti uniti, rifondazione comunista compresa. Tutti allineati con la gestione degli ultimi anni; dopo la Maria Rita, che come Formigoni voleva correre per il terzo mandato, ecco Gadiuscia Marini, rampante ex sindaco tuderte, piena di belle parole, già illustre trombata alle europee dopo la consegna della sua città ai fasciosniffer.

Ecco, io a votare per la Gadiuscia non ce la faccio, è come a cambiare squadra del cuore, sono cose che vanno oltre qualsiasi coscienza. Non ce la faccio a votare un partito che negli anni ha deciso di imparare dallo schifo che i vari craxi, berlusconi e mafiosi collegati hanno insegnato. Non posso votare un partito che, dall’alto della regione fino al basso del comune del mio paesello, ha gestito la cosa pubblica come fosse cosa di famiglia, imbucando parenti e figli vari in posti per cui il concorso pubblico era una farsa. Non posso votarli sperando che questa volta davvero dicano sul serio, che i loro proclami, interessanti, vengano poi rispettati. La nostra regione ha avuto un boom edilizio fuori norma, un po’ come tutta italia, ed ha la più grossa concentrazione di centri commerciali. La balla del cuore verde d’italia la tirano fuori solo per ravvivare un turismo che non esiste più, neanche i crucchi ci sono rimasti al lago trasimeno, giusto qualche magnaostie ad Assisi.

Il partito della Gadiuscia non solo non è di sinistra, ma non è neanche democratico. A Marsciano siamo pieni di santini del nostro ex sindaco, che sta facendo campagna elettorale anche su facebook, campagna che assume connotati comici. Tra gli annunci a pagamento creati dal suo staff, vi è quello con una pallavolista della nazionale e lo slogan: “Il volley X Chiacchieroni”. Sorvolando sulla scrittura da bimbominkia, si vede comunque la meschinità con cui stanno cercando voti in ogni modo possibile, anche mentendo. “Il candidato ideale per promuovere lo sviluppo di tutti gli sport” voleva smantellare l’attuale stadio per farci costruire ancora altri palazzi. Non posso votarli perché, ragionando allo specchio, mi sono detto che queste cose le fanno gli “altri”. Da giovane pensavo che gli altri fossero gli affaristi mafiosi con televisioni al seguito, i fascisti ancora convinti delle loro idee bislacche e fallimentari. Ora ho capito che gli “altri” sono molti di più del previsto, talmente tanti che in queste elezioni possiamo scegliere solo tra loro. Nessuna alternativa,  quest’anno scheda bianca.

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Neanche il carro di buoi si muove più

Maria Coscioni

Nel lazio il Pd candida una radicale, Emma Bonino, che ha una storia politica importante ma dal punto di vista prettamente berlusconiano non è più una massaggiatrice. In umbria invece avevamo una radicale per cui in molti faremmo lo sciopero della fame, e che fa il Pd? Candida la scucchia della Gadiuscia, quando aveva sto po’ di signorina che sarà pure radicale, ma almeno fa la sua porca figura. Chiusa la porta del Pd, si apre quella Pdl, loro che sono da sempre sensibili alla gnocca. Niente da fare, hanno scelto la Flambé Modena, che nonostante uno sforzo immane da parte di fotografi e photoshop riesce al massimo a somigliare alla prima Pina di Fantozzi. L’Udc, il terzo partito a presentare una candidata, non è invece compatibile con una radicale, infatti ha candidato Paola Binetti che riscuote un disgusto bipartisan, né etero né gay le si avvicinerebbero mai a più di tre metri.

La bella radicale rimane dunque libera, e decide di correre da sola. La sua candidatura è però stata annullata per problemi con le firme necessarie per la presentazione della lista. Le candidate al trono di governatore rimangono dunque le tre marie di cui sopra, sulle quali regna l’indecisione degli umbri. L’unica soluzione è andare alle urne ubriachi e scegliere, sperando che una volta sobri nessuna di loro si ripresenti con un sorrisino ebete dicendo: “ciao, ti ricordi ieri mi hai votata, poi però non mi hai più chiamato.”

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Qualcuno era democratico

Giuseppe Ruspino Stalin,
alfiere del Partito Democratico in Russia

Quante volte ci siamo indignati per l’ennesima censura governativa, per le epurazioni, gli attacchi ai programmi d’informazione, i telegiornali di regime. Quante volte l’opposizione, il Pd, ha urlato allo scandalo, alla dittatura. Quante volte abbiamo visto ripetere questo teatrino, senze veder cambiare nulla.

Negli ultimi venti anni la permalosità degli uomini di potere è aumentata a dismisura, ha iniziato Craxi, epurando Beppe Grillo, ha proseguito in grande stile il suo collega berlusconi. Chi fa domande, inchieste, ironia, è un disfattista-comunista-coglione-criminale. Continua a leggere

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