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Auro al trofeo Spallone

Il Giro d’Italia è finito a Milano, noioso nonostante il rovesciamento all’ultima tappa, con lo sconosciuto canadese Hesjedal che ha fatto fuori il mediocre scalatore Rodriguez. Ivan Basso si è preso una marea di pernacchie, dopo aver corso da padrone della corsa, salvo poi prendere le mele su tutti gli arrivi in cui prometteva battaglia. I presagi della disfatta c’erano tutti: Basso viene da Cassano Magnago, lo stesso paese di Bossi, la divisa della Liquigas è tutta verde.

Auro Bulbarelli, come al solito, ha preferito seguire una corsa minore, ma di grande importanza visti i partecipanti. Sempre in Lombardia era infatti in programma la Milano-Chiasso, tappa a cronometro valevole per il trofeo Spallone. Ecco dunque la sua cronaca. Continua a leggere

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Auro al Giro dei luoghi comuni

Auro al Giro

Il Giro d’Italia inizia ad accendersi, primo arrivo in salita in abruzzo, quindi tappe movimentate con sprint finali non scontati, soprattutto a causa delle cadute. Addirittura un arrivo in salita in Umbria, ad Assisi: in mezzo ai frati francescani ha vinto uno spagnolo, Rodriguez, poi squalificato per la storiaccia dei matrimoni gay approvati da Zapatero. La situazione è incerta, ma se avete qualche spicciolo da parte, scommettetelo su Ivan Basso.

Auro Bulbarelli ha come al solito seguito un’altra corsa, andata in onda in replica a mezzanotte su raisport2.  Continua a leggere

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La flame rouge di Auro

Auro insieme ai suoi occhiali e all'ex campione del mondo Bettini

Non è vera Pasqua senza Giro della Fiandre. Appena dopo pranzo, completamente impanzaniti, c’è da affrontare la sfida del Grammont. Restare svegli fino alle 17, orario in cui si decide la gara, è impresa ardua quanto scalare tutti i muri della corsa olandese.

Questa edizione della corsa, vinta da Cancellara con una azione da lacrime per gli svizzeri e da applausi per il resto del mondo, porta con sé un elemento che conferma la tesi che in molti avranno elaborato durante la Milano-Sanremo: ma Auro Bulbarelli non commenta più il ciclismo? Se a Marzo poteva essere malato, ora non ci sono più scuse. Gli aneddoti di Auro non riempiranno più i nostri pomeriggi di primavera, quando il Giro d’Italia accompagna la nostra vita come una stella cometa. Continua a leggere

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