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Il Grillo vince ancora

Grillo vince

Interrompiamo le cronache di Auro, molto più avvicenti di quelle dal Giro d’Italia peraltro, perché il mondo sembra aver trovato la radice dei propri mali: Beppe Grillo. I grillini, i 5 stelle, l’antipolitica, le urla, gli insulti, il comico-politico-dittatore: in tv e sui giornali il dibattito impazza, il risultato a sorpresa delle elezioni amministrative ha dato il via a un polverone di chiacchiere inarrestabili.

L’ultimo in ordine di tempo a tuonare contro Grillo è stato Santoro, attaccando il diktat che vieta ai candidati del movimento 5 stelle di partecipare ai talk show televisivi. “Si sottrae al confronto!” Nulla da eccepire. Questa assenza dai media tradizionali, però, cozza con un’altro tormentone degli anti-grillo, quello secondo cui “è come Berlusconi, autoritario e ipnotizzante”.  I candidati dei partiti di Berlusconi hanno infestato le nostre televisioni per anni, le infestano ancora adesso. Ce li siamo sorbiti in tutte le salse, li abbiamo visti anche ballare. Nonostante questo, nonostante il non avere nessun controllo sulle televisioni nazionali, né sui giornali, il movimento 5 stelle ha raccolto una marea di voti. Ecco perché Grillo dice che la tv è morta, ed ecco perché Santoro e tutti gli altri media stanno tirando su il polverone: non riescono a capire come sia possibile fare politica senza di loro.  Continua a leggere

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Lasciate che i bambini vengano a me

Ad Annozero si parlava di chiesa pedofila due anni fa

E’ una infame calunnia via Internet“. Così l’avvenire parlava del documentario della BBC, andato in onda nel 2006 in Inghilterra, quindi diffuso dal web e ripreso, nel 2007, da Michele Santoro. Sex, Crimes and Vatican, questo il titolo del documentario, a cui fu dedicata una puntata di Annozero: la ricerca della BBC aveva scoperto come il Vaticano tendeva ad insabbiare i casi di pedofilia tra i sacerdoti ed a coprire i pedofili stessi. Questa disciplina di omertà è regolata da un documento emanato nel 1962, dal nome Crimen Sollicitationis, che contiene le norme di comportamento nel caso di confessioni di crimini. Ad esempio, come spiegato dal card. Tonini, se un sacerdote confessa al suo vescovo di avere commesso reati (uno a caso: pedofilia) il vescovo non può denunciarlo. Continua a leggere

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La grande livella comunista

D’Alema insiste che l’antiberlusconismo fine a se stesso non porta lontano, ieri però c’era una bellissima piazza a Roma che non la pensava così. Berlusconi è l’espressione di come l’italia sia un paese di inetti, basta vedere come è possibile che un governo che dentro la Lega Nord faccia il pieno di voti al sud. I berluscones sostengono che la libertà di stampa c’è eccome, perché in Rai sono tutti comunisti e in tv si parla solo male del governo. Anche fosse vero, libertà di stampa e di informazione significa non vedersi minacciare di censure anche se si fa un programma “comunista”. In italia non sappiamo, anzi non sanno (la classe dirigente), cosa sia la libertà di stampa. Anche il politico più piccolo e miserabile (vedi il caso Bucciottino vs Rambo Guerrazzi-Casapiddu) vuole poter decidere cosa si può o non si può scrivere. Il mondo civile ci ride dietro perché ancora, dopo venti anni di dittatura e sessanta anni di repubblica democratica, non riusciamo a capire questi concetti fondamentali. E su questo non si discute.

Il punto di discussione è un altro: Berlusconi ormai è sempre più gonfio ed emaciato, ha bisogno di puttane e canzoni che lo esaltano ed ha già avuto un tumore. Ad occhio e croce camperà al massimo altri due anni, poi anche a lui toccherà di schiattare come noi tutti. Per quel giorno, quanti quintali di porchetta devo ordinare? Fatemelo sapere per tempo, grazie.

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