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Qualcuno era democratico

Giuseppe Ruspino Stalin,
alfiere del Partito Democratico in Russia

Quante volte ci siamo indignati per l’ennesima censura governativa, per le epurazioni, gli attacchi ai programmi d’informazione, i telegiornali di regime. Quante volte l’opposizione, il Pd, ha urlato allo scandalo, alla dittatura. Quante volte abbiamo visto ripetere questo teatrino, senze veder cambiare nulla.

Negli ultimi venti anni la permalosità degli uomini di potere è aumentata a dismisura, ha iniziato Craxi, epurando Beppe Grillo, ha proseguito in grande stile il suo collega berlusconi. Chi fa domande, inchieste, ironia, è un disfattista-comunista-coglione-criminale. Continua a leggere

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I Salami di gattino sono l’unica Consolazione

Generica persona/servizio (esclusi voi stessi) durante le vacanze di natale

Durante la pausa natalizia sembra che tutto sia fermo, che tutti siano in ferie per godersi il santo natale con la famiglia, possibilmente a Beverly Hills. In realtà non è proprio così, secondo un antico teorema: a Natale qualsiasi cosa serve a te è in ferie e ritornerà il 15 gennaio, se invece a qualcuno servi tu, verrai chiamato il 25 mattina alle ore 10. Spedire una semplice lettera diventa impossibile, spostarsi con un treno o un aereo anche peggio. Quest’anno Trenitalia ha fatto addirittura dei prigionieri, a causa delle estese gelate sulla pianura padana, è stata chiusa Milano Centrale. Viaggiavano solo i treni tedeschi, che da neanche un mese hanno preso a viaggiare sulle tratte italiane: sono puliti, veloci, puntuali.

A Marsciano invece c’è stato da lavorare, nonostante le feste, a causa del terremoto. Continua a leggere

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La zia terremotante

Danni e sbirri al borgo di Spina

Gli utenti facebook con dei perugini tra gli amici si saranno accorti che ieri da queste parti c’è stato il terremoto. In quel momento ero a pochi km dall’epicentro (localizzato a Pieve Caina, minuscolo borgo sulla valle del Nestore), davanti al mio computer e preso al solito dileggio tra msn, facebook, qualche blog, youtube e via dicendo. Forte rumore, trema tutto, riconosco subito il terremoto e infilo la testa sotto la scrivania, memore degli insegnamenti appresi nel 1997, quando la terra tremò per un mese.

Dall’altra parte del mondo, a Spina, dove Internet arriva a malapena e i telefoni cellulari non prendono, la zia Adriana sparecchia come tutti i giorni. Lo fa a tempo di record, nel frattempo sistema il marito e striglia il gatto. E’ un tipo di quelli che riuscirebbe a mantenere l’ordine anche al G8, fermando chiunque con il suo “gesùmmaria!”. Abita in un vecchio casolare ristrutturato qua e là dove serviva,  dove ogni 26 dicembre riunisce la sua dinastia fatta di cognati, figli, nipoti ed eventuali affini.
Un botto forte e inizia a tremare tutto, si muovono i mobili, cadono i quadri dalle pareti e i soprammobili in terra. Anche gli sportelli si aprono, e qualche pentola inizia a sbilanciarsi. Lì la Zia Adriana non ci ha visto più, e dopo soli cinque secondi la scossa si è fermata.
Il terremoto è una bestia strana, potenza scagliata contro degli impotenti, una manifestazione a cui l’uomo non si abituerà mai. Arriva così, a caso, come dovrebbe fare l’amore sognato dalle adolescenti. Ma non è mai amore, una botta e via, tutto distrutto, cuori compresi. In Italia il terremoto ha fatto quello che ha voluto, stragi e devastazioni che rimangono impresse nella nostra memoria. Ora ha provato questa nuova faglia che passa tra i boschi a sud del lago Trasimeno, ma per sua disgrazia lì c’è anche il casolare della Zia Adriana. L’unica speranza, per il terremoto, è di non trovarla in casa.

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