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Ania la rossa

Anastasia felice todi

Rossa, fatale, pienotta. Ania era una donna senza mezze misure, dallo stile inconfondibile. Figlia della borghesia storica, era stata educata per essere, in ogni momento, la donna più desiderata della città. Non aveva bisogno di lavorare, si manteneva rivendendo i regali che i corteggiatori le facevano arrivare ogni giorno. Gioielli, vestiti, viaggi: accettava tutto, tranne il mittente. Solo le le rose non amava, perché non poteva rivenderle; poi conobbe un bengalese e lo convinse che per poterla amare doveva prima vendere tutte le rose del mondo ai passanti.

Di uomini intorno ad Ania ce n’erano a bizzeffe. Damerini, dandy, popolani, voleva conoscerli tutti, anche se poi finiva sempre allo stesso modo. Li scartava. Non erano alla sua altezza. Troppo basso, troppo piatto, troppo noioso. La maggior parte di loro neanche veniva degnata di un saluto, quando si presentavano Ania gli rideva in faccia. In pochi riuscivano a parlarci. Le storie di alcuni di questi meritano di essere raccontate. Continua a leggere

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Storia delle Bucciottate: la Corbarambola

Le storie di  tutti i giorni, quelle che ci passano intorno senza sfiorarci, sanno farci capire come gira il nostro mondo. Il caso della fantomatica Corbarambola è uno di questi. Era gennaio quando sulla stampa locale è apparsa la notizia di un nuovo evento ciclistico in Umbria, nato dall’idea di uno che solitamente organizza riunioni di mongolfiere, e con l’obiettivo di raccogliere migliaia di ciclisti sulle sponde del lago di Corbara. La formula non era quella classica di ogni gara di questo tipo (in italia se ne fanno a centinaia durante la stagione): nel regolamento si specificava come fosse una cicloturistica, quindi non competitiva, in cui però venivano presi i tempi e per il più veloce c’era in palio una automobile del valore di 50.000 euro. Nel sito ufficiale campeggia ancora l’avvertimento: “Iscrizione riservata ai primi 7500 ciclisti“. Un numero simile classificherebbe questo evento tra i primi tre in italia, ed è solo al primo anno. La Novecolli, che fa 12mila iscritti, esiste da 40 anni, la Maratona delle Dolomiti è alla 25esima edizione ed ha 8000 iscritti, numero chiuso altrimenti non saprebbero dove infilare tutte quelle biciclette. Queste gare, oltre che l’esperienza decennale nell’organizzazione, hanno anche la caratteristica di svolgersi in tempi sacri del ciclismo, per questo raccolgono migliaia di adesioni. Corbara, con tutto il rispetto per la diga omonima, è un qualcosa di insignificante al confronto.

La manifestazione aveva anche fini benefici, raccogliere fondi per una qualche associazione di aiuto ai bambini poveri. I soldi per premi e beneficienza dovevano però essere trovati dai partecipanti: l’iscrizione alla gara era infatti fissata a 375 euro, da reperire cercandosi ognuno il proprio sponsor tra le aziende di sua conoscenza. Come se ogni ciclista della domenica avesse a disposizione aziende pronte a sponsorizzare la sua panza. Continua a leggere

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Ma lei, signor TamTam, lo sa chi sono io?

Tipico politicante ben vestito

Nella media valle del Tevere la gente che conta non può esimersi dal dare uno sguardo al Tam Tam, periodico ora diventato anche giornale online. Per un triste destino, da queste parti la gente che conta si suddivide in politicanti e calciatori di provincia. Su questo scenario il Tam Tam prova a farsi largo, tra le mille difficoltà che ci sono nel lavorare con l’informazione e le pressioni di chi legge il giornale solo per vedere cosa si dice di lui.

Come valvola di sfogo per la gente che conta di cui sopra, la redazione di Tam Tam ha creato la sezione “Lettere e interventi”: lì vanno a finire tutti i vari comunicati stampa, lamentele, botta e risposta, e via dicendo. I lettori normali possono dunque dedicarsi a leggere il giornale, senza sorbirsi i vari pistolotti che si ammirano nei quotidiani cartacei. Interviste, dichiarazioni, un po’ come al tg1 però su scala provinciale.  Per chi lettore normale non è, ovvero quelli che su Cioè si leggevano le domande dei lettori sghignazzando, la sezione delle Lettere è la prima cosa da consultare. Continua a leggere

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I Salami di gattino sono l’unica Consolazione

Generica persona/servizio (esclusi voi stessi) durante le vacanze di natale

Durante la pausa natalizia sembra che tutto sia fermo, che tutti siano in ferie per godersi il santo natale con la famiglia, possibilmente a Beverly Hills. In realtà non è proprio così, secondo un antico teorema: a Natale qualsiasi cosa serve a te è in ferie e ritornerà il 15 gennaio, se invece a qualcuno servi tu, verrai chiamato il 25 mattina alle ore 10. Spedire una semplice lettera diventa impossibile, spostarsi con un treno o un aereo anche peggio. Quest’anno Trenitalia ha fatto addirittura dei prigionieri, a causa delle estese gelate sulla pianura padana, è stata chiusa Milano Centrale. Viaggiavano solo i treni tedeschi, che da neanche un mese hanno preso a viaggiare sulle tratte italiane: sono puliti, veloci, puntuali.

A Marsciano invece c’è stato da lavorare, nonostante le feste, a causa del terremoto. Continua a leggere

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La casta dei lacci per scarpe

Dichiarazione d'intenti

Al giorno d’oggi la celebrità si misura in termini di denunce, provvedimenti penali, processi e tutto ciò che riguarda la sfera giudiziaria. Non a caso colui che vanta di avere a carico “109 processi, 2500 udienze e 530 perquisizioni” è attualmente il nostro primo ministro. La mamma di Cogne, quella che uccise il suo bambino a randellate, ha passato più tempo in tv e sui giornali che in carcere. Qualsiasi passante conosce Alberto Stasi, o Raffaele Sollecito, mentre se chiedi chi è il presidente della Repubblica tentennano e rispondono Mike Bongiorno. I giornalisti che fanno il proprio mestiere sono quelli con più querele alle spalle, Travaglio, Santoro, Gabanelli e pochi altri.

Nel mio piccolo, anche io mi difendo. Ad esempio Bucciottino, ex sindaco di Marsciano, voleva far chiudere Casapiddu, anche lui come i compari del Pdl allergico alla satira. Questa volta non è il palazzo del potere a voler denunciare il blog, ma un piccolo negozio di provincia. Nel post precedente, dove ho descritto Todi con gli occhi di un non tuderte, ho parlato di una bottega ai piedi di una scalinata. C’era un po’ di ironia in effetti; il padrone, dopo aver letto, riteneva che l’ironia andasse denunciata. Poi ha desisitito, classificandola come pubblicità gratuita. D’altronde “nel bene o nel male, purché se ne parli”, è proprio il silvio nazionale ad insegnare questo.
La moda della querela/denuncia è ormai tutta italica, qualsiasi cosa viene scritta può essere oggetto di denuncia. Spesso viene da sorridere, sebbene ci sarebbe da piangere: la nostra società assume sempre di più dei tratti grotteschi. Quale insano ragionamento ci può essere dietro al voler denunciare un blog da 120 visite al giorno in cui c’è scritto che un laccio di un negozio costa 75 euro? Anche non riuscendo a cogliere l’ironia, quale sarebbe il reato? Diffamazione? E di cosa, del laccio? Esiste un listino dei lacci, un valore dei lacci, un Ordine nazionale dei lacci per scarpe?
C’è una grossa parte d’italia che sarebbe realizzata nel veder introdotto il reato di “parere contrario“. In fondo si può fare, basta solo allargare la capienza delle carceri italiane, magari utilizzando fabbricati già esistenti: centri commerciali, alberghi della riviera, autostrade nel week end di ferragosto, chiese il giorno di natale. Staremo tutti quanti in prigione, con un pigiama a righe fascion ovviamente  confenzionato dalle famiglie che commerciano eleganza dall’inizio del secolo scorso.

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So dde Dodi e me ne vando

todi sindaco ruggiano

Andonio Ruggiano, nel giorno in cui è stato fatto sindaco

Spesso, anzi quasi mai, si sente parlare di Dodi, ridente cittadina appesa sopra un piccolo colle che sovrasta la valle del Tevere, fiume che proprio sotto la rupe duderte devia il suo corso e si dirige verso Corbara, formando l’omonimo lago e l’omonima statale ritrovo di prostitute. I non umbri conoscono Dodi in quanto meta turistica, gli umbri non la conoscono perché in effetti a Dodi, oltre a Jacopone che ormai è morto, non c’è niente. Neanche io, nonostante la vicinanza, avevo mai visitato il centro cittadino, a dispetto della nutrita schiera di parenti e amici duderti. Continua a leggere

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