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Alla grandeur

Maxischermo strategico in place de la concorde

La grandeur è la componente fondamentale di ogni cerimonia. E’ una parola francese e indica quanto francese è l’oggetto a cui si riferisce, perché i francesi sanno fare benissimo una sola cosa: vendersi. Non si può ridurre al marketing, intanto perché è inglese, e poi perché il marketing è in realtà una truffa beffarda. Con il marketing ti appioppano cose di cui poi maledici il venditore perché si rivelano inutili. Anche i francesi ci vendono inutilità, ma noi, al contrario, la adoriamo. Unica eccezione la cerimonia di apertura delle olimpiadi di Londra: non l’hanno fatta i francesi ma è stata epocale, chiusa da sir Mc Cartney, uno che in Francia non nascerà mai. Continua a leggere

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Speciale Tour de France

Il Tour è il Tour, e lo sanno tutti. Per provare a capire questa verità secolare, un buon metodo è quello di andarlo a vedere. Insieme a due componenti degli Outlet e ad un camper motorizzato Fiat Ducato (anno di grazia 1990), sono partito alla volta delle Alpi francesi. Continua a leggere

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Il bidone che fermò il Campionissimo

–Per la Madonna vo bene?

–Porco dio, me parete Coppi!

"Un uomo è solo al comando"

Quando per le campagne umbre si girava in bicicletta, e giusto qualche padrone aveva l’automobile, ad un viandante straniero che pedalava di buona lena e chiedeva ai contadini informazioni sulla strada per Madonna del Piano gli si rispondeva che andava più che bene, addirittura sembrava Fausto Coppi. Negli anni dell’Italia contadina che cambiava con le prime avvisaglie del boom economico, il Campionissimo piemontese incarnava i sogni di un paese che dopo un ventennio di sciagure aveva voglia di vincere.

Coppi non era certo un sex symbol, eppure giornali e radio del suo tempo erano affascinati da quel ciclista quasi deforme, dal naso a becco di Airone e il petto gonfio come un tacchino, il tutto retto da due gambe esili. Gli occhi scavati, una pettinatura che oggi ritroviamo giusto in qualche foto dei bisnonni, eppure dal bambino alla massaia, chiunque conosceva Fausto Coppi. Nei pomeriggi di maggio era facile accendere la radio e sentire quell’inizio di radiocronaca passata alla storia: “Un uomo è solo al comando, la sua maglia è biancoceleste, il suo nome è Fausto Coppi“.

Iniziò a pedalare in qualità di garzone del salumiere di Novi Ligure. Continua a leggere

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